Live Report: ArcTanGent Festival 2026 @ Bristol, UK 19-22/08/2026
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Live Report: ArcTanGent Festival 2026 @ Bristol, UK 19-22/08/2026

Live Report: ArcTanGent Festival 2026 Report a cura di Davide Sciaky Guarda il photo report del festival! In fondo alla pagina trovi i link ai report delle

di Davide Sciaky 1 Settembre 2026 - 15:00 — agg. 2 Settembre 2026 - 10:16
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Live Report: ArcTanGent Festival 2026 

Report a cura di Davide Sciaky

Guarda il photo report del festival!

In fondo alla pagina trovi i link ai report delle quattro giornate

L’ArcTanGent è un piccolo miracolo: quali sono le possibilità che un festival che mette insieme quanto di più strano si possa trovare nel Metal abbia successo? Decine di gruppi che spaziano dal Prog, al Math Rock, al Post Metal a diverse gradazioni di musica sperimentale si trovano insieme per quattro giorni, su altrettanti palchi, in mezzo alla campagna inglese.

Eppure l’evento è giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione registrando un tutto esaurito con settimane di anticipo.
Migliaia di fan (un tempo il festival limitava i biglietti a 5000 al giorno, oggi sembra i numeri siano più vicini ai 10.000) che accorrono da tutta l’Inghilterra – l’ArcTanGent rimane un evento “locale” con un’audience perlopiù inglese – ma che attira fan anche da tutto il mondo.
Per quattro giorni l'ArcTanGent diventa casa per gli amanti delle sonorità più ricercate e "strane", per quattro giorni quanto di più lontano dal mainstream possa esistere... diventa mainstream per quegli appassionati che accorrono a condividere questo magico evento.

Particolarità dell’edizione del 2026 è che sarà l’ultimo anno nella storica location di Fernhill Farm, vicino a Bristol, prima dello spostamento a Moreton-in-Marsh, più a nord, dove però l’organizzatore ha promesso che intende replicare il festival fino alla disposizione dei palchi e di tutte le altre strutture. Un po’ un complesso di Abu Simbel in versione festival.

Essendo la mia prima volta al festival fare un paragone con altri è naturale, sia con quelli più grandi come Hellfest e Graspop, che con quelli di dimensioni ridotte come il fu Metaldays e il nostro Frantic Fest. L’impressione dell’ATG è di un festival fatto dai fan per i fan, con tanti elementi che danno una sensazione molto DIY, pur mantenendo un’organizzazione di alto livello.
Nello staff sono coinvolti tanti volontari, persone che lavorano per alcuni turni in cambio di un accesso “gratuito” al festival: capita spesso di notare quindi il barista, o il membro della sicurezza, che fa il proprio lavoro con professionalità ma con un orecchio rivolto verso il palco e tenendo il tempo con la testa.
Il clima è rilassato, i numeri non eccessivi di pubblico rendono il festival vivibile con un atmosfera sempre piacevole. Il festival è diventato notoriamente negli anni un safe space per metallari che si lasciano andare nel proprio elemento, tra chi gira in costumi bizzarri, chi si siede fuori dai tendoni che ospitano i palchi per giocare a gioca da tavolo sul prato ascoltando nel sottofondo i concerti, ed è anche particolarmente LGBTQ friendly con tanti membri della comunità che partecipano ogni anno all’evento potendosi sentire a proprio agio.
La lineup è ricercatissima con molti gruppi underground che vanno a stuzzicare l’attenzione dei fan più esigenti dei generi trattati. Troviamo gli Oathbreaker e gli Heck, entrambi tornati recentemente dopo anni di pausa, Arcane Roots e The Tony Danza Tapdance Extravaganza (nella loro prima data europea di sempre), e una bella rappresentanza di gruppi italiani con Benthos, Zu, Lili Refrain e Master Boot Record, giusto per citarne qualcuno.

Come headliner abbiamo Sikth, Chelsea Wolfe, Primus e l’incredibile performance di Cult of Luna insieme a Julie Christmas che hanno suonato tutto il loro album collaborativo “Mariner”.
È questo concerto, data unica al mondo fatta per celebrare il decimo anniversario del disco, che attira persone da letteralmente tutto il mondo, avendo sentito di fan arrivati da Sudafrica, Malesia, Australia e chi più ne ha più ne metta.

Ogni sera si conclude poi con una silent disco che va avanti fino alle 3 di notte, dove chi vuole può chiudere la serata scatenandosi con la musica scelta dai DJ, che può variare dai classici Metal (su un canale) a pezzi di Britney Spears e Backstreet Boys, che ovviamente sono quelli che più divertono e coinvolgono i presenti con le cuffie in testa.


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