Comunicato stampa
Il trio Post-Metal di Chicago Russian Circles pubblicherà il nuovo album, "Nine", il 28 agosto tramite Sargent House.
Il video musicale ufficiale del primo singolo estratto dall'album, "Empath", è stato pubblicato come anticipazione dell'album.
"Nine" prosegue la lenta evoluzione e la meticolosa ricerca dei Russian Circles, valorizzando i loro punti di forza e spingendosi oltre i confini del loro sound. Questa è una band senza grandi successi. Non c'è un consenso unanime tra i fan sul loro miglior album. Solo una reputazione di costanza e qualità che li ha resi una delle più grandi band Heavy Rock strumentale al mondo.
Sebbene i Russian Circles insistano sul fatto che la loro musica sia una confluenza di influenze di ampio respiro — i formidabili artisti Touch & Go del Midwest, i giganti del prog dell'Inghilterra di fine anni '60 e inizio anni '70, i ritmi ipnotici motorik e kosmische della Germania Ovest, le correnti più caustiche del metal underground internazionale — è giusto affermare che la diversità avventurosa della band si è evoluta in un suono distintivo e personale.
Sebbene i membri della band siano ora sparsi per tutto il paese — il chitarrista Mike Sullivan a Los Angeles, il batterista Dave Turncrantz a Chicago e il bassista/tastierista Brian Cook a Vashon Island, vicino a Seattle — per "Nine" la band ha deciso di unire le proprie posizioni geografiche. I suoi sette brani dirompenti si configurano come colonne sonore di ampio respiro che raccontano le prove e le tragedie della vita nell'era moderna.
La band commenta:
"La musica che creiamo è un processo collettivo di riconciliazione, orientamento e riflessione sull'invecchiamento, sia come individui che come entità creativa. La vita ha creato distanze reali tra noi, ma la band continua a essere al centro, e questa collaborazione creativa è un modo per tracciare il trascorrere del tempo e al tempo stesso per guardare al futuro."
"Empath", il brano odierno, lancia la band in una panoramica ferocemente concisa delle tattiche di battaglia Metal: un riff di basso in stile Godflesh e un ronzio da sirena di tornado introducono chitarre ispirate al thrash metal, attacchi velenosi di black metal, incursioni d-beat, un breakdown hardcore deliziosamente sconsiderato e un riff finale di war metal da terra bruciata, il tutto in poco meno di cinque minuti. Il video che accompagna il brano è stato realizzato da Madeline Hampton.
Per "Nine", i Russian Circles hanno seguito la strategia già adottata per "Blood Year" (2019) e "Gnosis" (2022), collaborando con l'ingegnere del suono Kurt Ballou (CONVERGE, MASTODON, HIGH ON FIRE). Le registrazioni di base si sono svolte presso gli Electrical Audio di Chicago, dove la band ha lavorato fin dal loro album di debutto, "Enter" (2006), mentre le rifiniture sono state effettuate presso il GodCity Studio di Ballou a Salem, Massachusetts. La collaborazione con Ballou è iniziata con il sesto album della band, "Guidance" (2016), grazie alla sua capacità di mettere in risalto la potenza e l'entropia delle band metal e hardcore nel loro ambiente naturale, esaltando al contempo la chiarezza e l'articolazione spesso perse in muri di distorsione.
Reinventarsi non è necessario quando la strada da percorrere è sempre stata un orizzonte aperto. Quando si parla di Russian Circles, ripercorrendo la loro discografia si può trovare una vasta gamma di atmosfere, cambi di stile e sperimentazioni timbriche in ogni singolo album, eppure si nota una progressione evidente. Mentre i primi album erano quasi giocosi nell'esplorazione di nuovi territori, "Nine" è la testimonianza di una band che conosce a fondo il terreno e sta consolidando il proprio dominio su questo variegato panorama musicale.
"Nine"
01. Borehole
02. Empath
03. Eluvial
04. E2
05. Meridian
06. Arletta
07. Seventh Seal
GUARDA il video del brano "Empath"
https://www.youtube.com/watch?v=qrb64_QFetU