Intervista Zan/Cody (Zinny Zan)
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Intervista Zan/Cody (Zinny Zan)

Il ritorno di Zinny Zan accanto a Harry Cody sotto il nome di Zan/Cody segna una nuova tappa nella storia di due musicisti che hanno già lasciato un segno

di Fabio Vellata 27 Luglio 2026 - 10:00
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Il ritorno di Zinny Zan accanto a Harry Cody sotto il nome di Zan/Cody segna una nuova tappa nella storia di due musicisti che hanno già lasciato un segno profondo nella scena hard rock. Con Beautiful ’N Damned, in uscita per Frontiers Music, il duo - ex Shotgun Messiah - riallaccia i fili di un passato importante ma lo fa con uno sguardo chiaramente rivolto al presente, tra esperienza, libertà creativa e una rinnovata voglia di raccontarsi senza filtri.

Abbiamo parlato con Zinny di questo nuovo capitolo, del rapporto ritrovato con Harry Cody, del significato del disco e di ciò che i fan possono aspettarsi da questa rinascita artistica.

Intervista a cura di Fabio Vellata

Innanzitutto, è un vero piacere ospitarti su Truemetal.it per parlare dell’imminente uscita di Beautiful ’N Damned, il nuovo album dei Zan/Cody, in arrivo il 24 luglio per Frontiers Music. Ti ringrazio subito per il tempo che ci stai dedicando e per la disponibilità ad approfondire insieme questo nuovo capitolo della tua carriera. Il progetto Zan/Cody ti vede riunito con Harry Cody, con cui hai condiviso una parte fondamentale della tua storia negli Shotgun Messiah. Cosa ha reso possibile questa “riunione creativa” proprio adesso e in che modo il vostro modo di lavorare è cambiato rispetto agli inizi?

Abbiamo mantenuto i contatti nel corso degli anni, anche solo con piccoli gesti come farci gli auguri per compleanni e festività. Poi Harry mi ha fatto i complimenti per un brano del mio album solista Lullabies for the Masses e io gli ho chiesto se gli andasse di fare qualcosa insieme. Lui ha risposto subito di sì, così abbiamo provato a vedere dove ci avrebbe portato la cosa, ed è nato questo album, Beautiful ’N Damned. Lavorare insieme è stato molto facile: tra noi la scintilla nella scrittura era ancora lì.

Beautiful ’N Damned è un titolo forte, che sembra evocare il contrasto tra seduzione e distruzione, luce e oscurità. Qual è il significato più profondo che volete trasmettere con questo titolo e quanto riflette la tua esperienza personale e la tua visione del rock di oggi?

Grazie! Anche io l’ho sentito subito come un titolo molto potente. La canzone riflette la mia vita di un tempo, ma anche ciò che ho osservato intorno a me, nelle persone e negli amici che sono rimasti intrappolati in questa seduzione fortissima: all’inizio sembra qualcosa di fantastico, ma alla lunga finisce per prosciugarti.

Frontiers Music descrive il disco come un lavoro che unisce sensibilità rock moderne, energia hard rock classica e grandi melodie. Come descriveresti Beautiful ’N Damned a un fan che ti segue dai tempi di Easy Action e Shotgun Messiah ma che non ha ancora ascoltato nulla di nuovo?

Frontiers ha colto perfettamente nel segno! Beautiful ’N Damned è un disco che racconta esattamente dove siamo io e Harry oggi. Non abbiamo più nulla da dimostrare: scriviamo solo ciò che ci viene davvero dal cuore. Direi che è un album hard rock dal suono moderno, capace di passare da anthem veloci a passaggi più ruvidi e blues, attraversando tutto ciò che sta nel mezzo. È un po’ come la vita: un insieme di tante sfumature, tutte distillate nel mix Zan/Cody.

Il singolo “Damn” ha già fatto capire che nei nuovi brani c’è una forte intensità emotiva e una grande attenzione all’atmosfera. Ci racconti come è nata questa canzone? È partita da un’idea tua, di Harry o da una jam? E qual è stato il momento in cui avete capito che poteva essere il singolo giusto?

“Damn” è stato uno dei primi brani che ho mandato a Harry. In pratica avevo già quasi tutta la canzone pronta quando gliel’ho spedita. Lui ha aggiunto dei lick di chitarra davvero molto belli e ha portato anche l’interludio. L’avevo scritta pensando già a me e a Harry, quindi è perfettamente nella nostra dimensione rock’n’roll. Quando lui ha aggiunto il suo tocco, la scintilla è scattata del tutto. Abbiamo pensato che fosse il primo singolo ideale, perché rappresenta bene quello che siamo e ciò in cui crediamo.

Nel corso degli anni hai attraversato diverse formazioni e progetti, dagli Easy Action ai Zan Clan fino alla tua carriera solista. In che modo queste esperienze hanno influenzato il tuo modo di cantare e interpretare i brani su Beautiful ’N Damned? Hai sentito il bisogno di reinventarti o piuttosto di riaffermare una tua identità vocale?

Ogni fase della vita insegna qualcosa e ti lascia in eredità esperienza e strumenti nuovi. Io sono sempre curioso di capire come posso ampliare il mio suono. In passato usavo spesso la voce più aggressiva e urlata, mentre in questo disco ho scelto un approccio diverso, portando il canto verso registri più profondi, cosa che mi piace molto. Sono anche molto aperto a sperimentare con la voce, e credo che in questo album si senta chiaramente, forse ancora di più in futuro. Di solito i cantanti vogliono mantenere la voce più pulita possibile, mentre io non ho problemi a usare effetti e trattare la voce come si tratta una chitarra: distorsione, riverbero, flanger e via dicendo. I cantanti non lo fanno quasi mai, ma io ne sono assolutamente aperto, se questo serve alla canzone.

Dal punto di vista lirico, quali sono i temi centrali del disco? Hai scelto di raccontare storie più intime e personali oppure c’è anche uno sguardo critico sul mondo che ti circonda, sul music business e sullo stile di vita “beautiful ’n damned” dei rocker di ieri e di oggi?

Direi un po’ tutto quello che hai citato. Hai riassunto perfettamente la cosa nella tua domanda.

Il ritorno dei Zan/Cody arriva in un panorama musicale molto diverso rispetto ai fasti di glam e hard rock di un tempo. Hai vissuto questo cambiamento come un limite o come un’opportunità per sperimentare? E in che modo pensi che il pubblico di oggi, compresi i più giovani, possa entrare in sintonia con questo nuovo album?

Il panorama è assolutamente diverso rispetto a quando io e Harry eravamo ai tempi degli Shotgun Messiah. Però, se vuoi giocare, devi accettare le nuove regole. Io preferisco vedere le opportunità, e una di queste è che oggi abbiamo il pieno controllo creativo. Naturalmente significa anche dover fare molto da soli, ma se sai cosa vuoi e sai come costruire l’identità della tua band, va benissimo così. Per quanto riguarda gli ascoltatori, direi che se avete amato la musica che io e Harry abbiamo fatto in passato, amerete anche questo album.

Parliamo del lavoro in studio: com’è stata la dinamica tra te e Harry nella fase degli arrangiamenti? Avete cercato di ricreare il vecchio modo di scrivere in sala prove o avete seguito un approccio più moderno, basato su file condivisi e produzione digitale?

Visto che io vivo in Svezia e Harry negli Stati Uniti, non c’era altra scelta se non scambiarci file e confrontarci sugli spunti via messaggi. Personalmente non avevo mai lavorato così prima, ma con Harry non è stato affatto un problema. Ci siamo adattati al fatto di non poter stare nella stessa stanza e abbiamo fatto il meglio possibile con questa situazione. Direi che il risultato è stato molto positivo.

La tua collaborazione con Frontiers Music continua e si rafforza con questa uscita. Che tipo di rapporto avete con l’etichetta e quanto è importante, per un artista con la tua storia, sentirsi sostenuto da una realtà specializzata in melodic rock e hard rock, capace di seguire anche il lato promozionale internazionale?

Con Frontiers ci sentiamo molto a nostro agio. Ci hanno seguiti e supportati in modo molto professionale. La comunicazione è ottima e siamo sempre molto diretti nel chiarire cosa aspettarci e cosa sia necessario fare. Sentiamo di avere un vero partner al nostro fianco e crediamo che insieme potremo ottenere ottimi risultati. Siamo davvero felici di far parte della famiglia Frontiers.

Molti fan ti associano a un’immagine molto precisa, legata agli anni Ottanta e Novanta, tra estetica glam e spirito ribelle. Quanto di quell’immagine ritroveremo in Beautiful ’N Damned e quanto invece hai voluto mettere in primo piano lo Zinny Zan di oggi, con la sua maturità artistica e personale?

Sono ancora esattamente la stessa persona, dentro e fuori, e la cosa bella è che anche Harry è rimasto lo stesso. Ha la mia stessa attitudine, ed è proprio questo che ci fa funzionare. Non direi che sia una questione d’immagine: è semplicemente ciò che siamo davvero, nel profondo. E questo si sente in tutto il disco, in brani come “Damn”, “Sever”, “Ride or Die”, “I Am the Shit” e altri ancora. Potrei andare avanti per un po’. Insomma, è tutto lì dentro... quindi direi che la mia maturità personale può anche aspettare.

Guardando avanti, Beautiful ’N Damned è pensato come un capitolo isolato oppure come l’inizio di un percorso più lungo per i Zan/Cody, con altre uscite e un’identità stabile nel tempo? Avete già idee o brani in fase embrionale per il futuro?

Zan/Cody non è un progetto destinato a un solo album. Siamo qui per restare, e lo stesso vale per Frontiers. Abbiamo un contratto per tre album, quindi stiamo costruendo il marchio e il suono. Io continuo a scrivere musica e anche Harry fa lo stesso, quindi ci sono già idee per il prossimo disco, e continueremo su questa strada.

Sei stato e continui a essere un punto di riferimento per molti fan dell’hard rock e del glam, anche in Italia, che ti hanno seguito in tutte le tue incarnazioni musicali. Che messaggio vuoi mandare oggi a questi fan, alla vigilia dell’uscita di Beautiful ’N Damned, e quale promessa senti di poter fare loro su ciò che troveranno nel disco?

Prima di tutto mando un saluto e un grande ringraziamento a chi mi ha sostenuto in tutto questo lungo viaggio. Senza di voi non sarei nulla. Se nel mio percorso e nella mia musica sono riuscito a lasciare un segno, ne sono orgoglioso e vi ringrazio. Sono sempre e comunque me stesso: qui non c’è nessuna immagine costruita, quello che vedete è ciò che sono davvero. Posso promettervi che, se mi avete seguito fino a oggi, questo album vi piacerà moltissimo. È un disco fatto col cuore, mio e di Harry.

Una curiosità finale che molti fan si pongono: per tanti di noi il nome Shotgun Messiah è inseparabile dalla tua storia e da quella di Harry. Perché avete scelto di presentarvi come Zan/Cody invece di riprendere quell’iconico moniker? Una decisione legata a questioni legali, a una scelta artistica precisa o alla volontà di sottolineare che Beautiful ’N Damned è qualcosa di nuovo e diverso rispetto al passato?

La risposta è che Shotgun Messiah, da quando io me ne sono andato nel 1990, è sempre stato Harry e Tim. Hanno poi pubblicato due album ottimi senza di me e sono ancora loro gli Shotgun Messiah, anche se oggi Tim è con Marilyn Manson e Harry è con me nei Zan/Cody. Io e Harry condividiamo il nostro passato e l’eredità di quella band, ma questo è Zan/Cody, e nient’altro.

Zinny, grazie davvero per aver condiviso con noi queste riflessioni e queste anticipazioni sul nuovo album Beautiful ’N Damned e sul mondo dei Zan/Cody. Ti auguro il meglio per l’uscita del disco e spero di rivederti presto dal vivo anche in Italia, proprio con questi nuovi brani portati sul palco per tutti i tuoi fan.

Ti ringrazio, Fabio, e grazie a tutto lo staff di Truemetal.it, è stato un piacere! Spero davvero di tornare a suonare in Italia il prima possibile. Amo il vostro Paese e vengo in Italia più volte all’anno, soprattutto a Milano e a Desenzano del Garda, dove spero di poter vivere in un futuro non troppo lontano. Rock ’til you drop!!!

https://www.youtube.com/watch?v=q07DkosDZNU

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