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Fear Factory: Dino Cazares ammette di aver scartato le idee dei suoi compagni

Dino Cazares, chitarrista dei Fear Factory, ha risposto in un post condiviso su X ad alcune affermazioni riguardanti il suo stile di leadership all'interno

di Valeria Campagnale 3 Settembre 2026 - 10:53
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Dino Cazares, chitarrista dei Fear Factory, ha risposto in un post condiviso su X ad alcune affermazioni riguardanti il suo stile di leadership all'interno della band.

Il confronto è iniziato quando un fan ha citato i commenti rilasciati dall'ex batterista dei Fear Factory, Raymond Herrera, in un'intervista del 2004. Il fan suggeriva che Cazares avesse l'abitudine di scartare le idee dei compagni di band ben prima dell'album "Digimortal".

“Dovresti guardare un'intervista a Ray del 2004”, ha scritto il fan. “Dino non è proprio l'angelo salvatore della band che vuole far credere di essere. I problemi sono iniziati molto prima di Digimortal, dato che le idee degli altri membri venivano spesso scartate da Dino”.

Cazares ha risposto direttamente all'affermazione, confermandone l'accuratezza ma difendendo i risultati del suo approccio.

“Ray ha ragione”, ha detto Cazares. “Sono contento di essere stato così, perché SOANM [Soul of a New Machine], Demanufacture e Obsolete non sarebbero i dischi che sono se ogni idea fosse stata accertata. Ogni band di successo ha qualcuno che timona la nave”.

Questo scambio riaccende il dibattito di lunga data sulle dinamiche interne della band, in particolare riguardo all'epoca che Cazares ha citato come prova che il suo approccio abbia dato i suoi frutti.

"Demanufacture", l'album che Cazares ha attribuito direttamente alla sua forte impronta personale, è uscito il 13 giugno 1995 tramite Roadrunner Records. Il disco ha raggiunto la posizione n. 27 nella UK Albums Chart e la n. 26 nella classifica Top Heatseekers di Billboard, segnando una delle conferme commerciali più chiare della direzione creativa difesa da Cazares.

"Digimortal", l'album citato dal fan come il punto in cui le tensioni sono venute a galla, è seguito nel 2001. È stato pubblicato il 24 aprile di quell'anno tramite Roadrunner Records. Il disco è diventato il quarto album in studio dei Fear Factory e ha chiuso un ciclo ampiamente considerato come il periodo più influente della band.

Le frizioni descritte da Herrera non sono rimaste confinate alle vecchie interviste. Da allora, Cazares ha riconosciuto che il bassista Christian Olde Wolbers ed Herrera hanno avanzato pretese su somme di denaro che sostenevano gli fossero dovute dietro le quinte. La disputa ha infine portato entrambi a intentare cause legali individuali contro Cazares e il cantante Burton C. Bell.

Questa vicenda legale aggiunge peso al commento originale del fan, suggerendo che i disaccordi creativi che Cazares oggi descrive come una disciplina necessaria, fossero legati a controversie che sono sopravvissute alla formazione classica della band e che sono infine finite in tribunale.

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