Il frontman dei Candlebox, Kevin Martin, ha chiarito ancora una volta perché ha deciso di non ritirarsi più dai tour. Intervistato da Remzi "Jam Man" Yates per Rocking With Jam Man, il cantante ha commentato il suo cambio di programma, arrivato nonostante tre anni fa la band avesse già salutato i fan con il tour d'addio e l'ultimo album in studio, entrambi intitolati "The Long Goodbye".
A riaprire le porte della sala prove è stato un ritorno inaspettato: quello del chitarrista Peter Klett, lontano dalla band dal 2015. Nonostante Martin si dica orgoglioso dei tre album registrati senza di lui, ammette che lavorare di nuovo insieme ha riacceso una scintilla che mancava da tempo. "Pete ha una magia unica nelle dita. Ogni volta che suona mi dà una carica pazzesca" ha dichiarato il frontman, definendo l'intesa ritrovata come qualcosa di immediato e profondamente stimolante.
Questa reunion ha spinto i Candlebox a guardarsi indietro per ritrovare l'innocenza degli esordi. Il nucleo originario della band, dopotutto, era nato come un fortunatissimo "incidente biologico" tra ragazzi che si conoscevano appena. Oggi, a trent'anni di distanza e con una maturità artistica e personale del tutto diversa, la band sta cercando di catturare nuovamente l'energia dei vent'anni. Il risultato? Tre nuovi pezzi già pronti che, pur non emulando storiche hit come "Far Behind o You", si muovono sulle stesse coordinate vibrazionali del folgorante album di debutto.
Martin ci tiene a precisare che l'obiettivo non è l'effetto nostalgia, ma dimostrare che i Candlebox sono una band ancora in piena attività e capace di graffiare:
"Voglio che la gente dica che siamo vivi e che lottiamo ancora. Non abbiamo mai seguito le mode e non abbiamo mai cercato di replicare i successi del passato. Abbiamo sempre spinto la nostra musica in avanti, e trovo affascinante farlo oggi guardando a chi eravamo trent'anni fa."
Il mercato discografico attuale ha però imposto un cambio di strategia radicale. Martin ha infatti bocciato l'idea di dare alle stampe un intero album, definendolo uno spreco di denaro non più sostenibile:
"Sotto COVID ho pubblicato dischi che forse hanno ascoltato in 5.000 persone. Spendere 40 o 50 mila dollari per un album oggi non ha senso. Molto meglio lanciare un singolo alla volta: se i numeri dello streaming ci daranno ragione, allora porteremo il pezzo dal vivo. Funziona così ormai."
Il cantante ha poi ribadito un concetto chiaro: senza il ritorno di Klett, il progetto Candlebox sarebbe rimasto definitivamente in soffitta. La svolta è avvenuta durante il tour con i Bush, quando Pete ha sostituito temporaneamente Brian Quinn, confessando a Martin la voglia di tornare a creare musica insieme. Da quella jam session a inizio 2025, per Kevin è stato impossibile tornare indietro.
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