Copertina di Worlds to Conquer dei Ironflame
Recensione Heavy · Album

Ironflame Worlds to Conquer

di Stefano Ricetti 9 Settembre 2026 - 08:00
Band
Ironflame
Tipologia
Album
Genere
Heavy
Nazione
Stati Uniti

Worlds to Conquer è il sesto album griffato Ironflame in dieci anni di attività. Il progetto del team principal Andrew Della Cagna prese inizio infatti nel 2016 in quel dell’Ohio per poi debuttare nel 2017 su full length con Lightning Strikes the Crown. Questo nuovo disco vede la luce per l’etichetta tedesca High Roller Records e, nella sua versione in Cd – esiste anche in vinile – si accompagna a un libretto di dodici pagine con tutti i testi e una foto dei singoli membri della band nelle due centrali: Andrew Della Cagna (voce), Jesse Scott (chitarra), Quinn Lukas (chitarra), James Babcock (basso), Noah Skiba (batteria).

Nella realtà dei fatti, però, D’Cagna – abbreviativo del suo cognome – così come scritto nelle note tecniche sull’ultima facciata del booklet ci tiene a precisare che si è occupato lui stesso di tutto quanto, dalle voci alle parti strumentali, lasciando alla coppia Scott e Lukas l’onere degli assoli di chitarra. Sia quel che sia, molto probabilmente gli altri membri della line-up sono da intendersi come presenze in sede live, quello che conta è poter fruire delle nove canzoni – nella sola versione in Cd è presente “Death’s Immortal Flame”, la traccia numero nove - ricomprese dentro il disco per poco più di tre quarti d’ora d’ascolto.

Che il metallo classico fosse il motivo alla base degli Ironflame non è di certo una novità ma basta premere play e dare sfogo alle note del primo pezzo, “Night Closes In”, per assicurarsi che il polistrumentista americano non abbia per nulla sbragato… anzi! La canzone incarna il manifesto del gruppo nonché l’highlight di Worlds to Conquer, secondo lo scriba: chitarre taglienti al servizio di linee melodiche d’impatto sorrette da un cantato degno. Certo, l’originalità non è propriamente di casa dentro la miscela metallica distillata da D’Cagna: si ritrovano infatti lungo le nove tracce proposte fortissime influenze che vanno dai Riot a Ronnie James Dio passando per Hammerfall e Iron Maiden.

Oltre all’opener sopraccitata spiccano la marziale “Where Cauldrons Burn”, la spietatamente ottantiana “Shadow Slave” e l’epica distillata dentro l’accoppiata “Valhalla is Calling” e “Worlds to Conquer”.

Nulla di nuovo sul fronte occidentale, semplicemente un album di heavy metal ben concepito che scorre piacevolmente dall’inizio alla fine.

Stefano “Steven Rich” Ricetti     

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