Giungono al quarto studio album i finnici Oddland, attivi dal 2003 e fautori di un progressive metal quadrato e atmosferico con influenze djent. La band descrive Unilluminate To Illuminate come il loro album più maturo finora; dopo il tour di supporto ai Soen, sostengono infatti di aver affinato sia la scrittura sia le dinamiche dei brani. Dobbiamo aspettarci dunque riff tecnici e pesanti, ampie sezioni atmosferiche, un’attenzione particolare per le melodie e un complessivo equilibrio tra complessità e impatto emotivo. Niente assoli chilometrici e virtuosismi fine a sé stessi, se state cercando profluvi di note a bpm disumani, Unilluminate To Illuminate non fa al caso vostro. Per quanto riguarda il titolo del platter, l'ossimoro al suo interno rappresenta l'idea che oscurità e luce siano complementari. L'album in sostanza affronta il tema della necessità di confrontarsi con le proprie zone d'ombra per poter crescere e trovare una luce autentica, contrapponendosi alla ricerca continua di gratificazioni immediate e una felicità artefatta.
Veniamo alla musica. Dopo un intro con inserti folk che ricorda i Subterranean Masquerade, l’opener “Eternal Erode” (uno dei tre singoli estratti dal disco) si dimostra un pezzo dalla buona caratura, alternando parti tirate a schiarite melodiche, con alcuni inserti di sax che danno un tocco in più in fatto di originalità. Si è decisamente invogliati a proseguire l’ascolto e in tracklist troviamo un altro signor brano come “Soar”, che racconta il vuoto lasciato dall'assenza della figura paterna e il percorso verso la scoperta della propria forza interiore. Si capisce perché è stato scelto come altro singolo apripista, parliamo di cinque minuti ben orchestrati in fatto di dinamiche e con alcune chicche negli arrangiamenti (le note di tastiera vi s’imprimeranno subito nelle sinapsi). Senza assoli ipertecnici o growl esasperati gli Oddland confezionano un bel pezzo, a tratti ipnotico e di sicuro impatto emotivo. Il terzo e ultimo singolo, “Freefall”, è preceduto da un intermezzo atmosferico, che in breve lascia spazio a ritmiche granitiche con batteria in levare e chitarre droppate atte a rendere il sound saturo al punto giusto. In definitiva un brano spigoloso, potente e diretto, mai, tuttavia, quanto la sezione centrale di “Unilluminate” che presenta in modo più evidenti sonorità vicine ai Soen e ripropone il sax. La complementare “Illuminate” è uno degli highlight del disco. Procede maestosa, con ammicchi orientaleggianti, ma lascia spazio anche a parentesi melodiche e a una seconda voce femminile. Il delicato intermezzo opethiano “Act Of Solace” fa rifiatare prima di “Red Canvas”, pezzo chiaroscurale di sicuro fascino e classe, che suscita un variegato spettro di emozioni nell’ascoltatore. Il finale d’album è affidato a “Waterdrops”, che ribadisce un’ultima volta l’identità sonora degli Oddland, chiudendo il disco senza sbavature.
In definitiva Unilluminate To Illuminate Album è consigliato a chi apprezza band come Soen, TesseracT, Haken, Thank You Scientist, Caligula's Horse e il progressive metal moderno con influenze djent e pochi virtuosismi autoindulgenti. Unilluminate To Illuminate si presenta come una delle uscite più interessanti dell'estate 2026, la band finnica spicca per la cura dei pezzi proposti (i finali cinematici e la presenza del sax sono un quid in più che non guasta) e promette altra musica interessante in futuro.
https://www.youtube.com/watch?v=7uOU4Q_o56A