Copertina di Unbridled dei Pride Of Lions
Recensione AOR · Album

Pride Of Lions Unbridled

di Fabio Vellata 10 Luglio 2026 - 10:00
Tipologia
Album
Genere
AOR
Nazione
Stati Uniti
Playlist non disponibile

Nati nel 2003 dalla mente di Jim Peterik, noto per essere l'anima di Survivor e Ides of March, i Pride of Lions sono sempre stati il suo laboratorio privilegiato per aggiornare in chiave moderna l’AOR più classico, fianco a fianco con la voce potente di Toby Hitchcock. In oltre vent’anni di carriera, tra esordi ispirati e prove più altalenanti, la band ha incarnato l’idea di “melodic rock per adulti” con un livello professionale costante e un’altrettanto costante fedeltà al canone.

“Unbridled”, ottavo album in uscita per Frontiers, incarna ancora una volta proprio questi tratti. Una scrittura solidissima dal punto di vista artigianale, ma ormai lontana dall’urgenza creativa che aveva acceso i primi capitoli della storia del gruppo. Peterik dirige l’operazione con mano esperta, ma la sensazione è quella di un progetto che procede col pilota automatico, più attento a non tradire le aspettative di un pubblico fidelizzato che a cercare nuove strade. Il risultato è un disco onesto, ma solo a tratti davvero coinvolgente.

Il brano d’apertura e titolo, “Unbridled”, riassume pregi e limiti del lavoro: grande mestiere melodico, arrangiamenti pieni ma misurati, produzione lucida, però anche progressioni armoniche scolastiche e un chorus che sembra scritto per funzionare più che per lasciare davvero qualche brivido. “Edge Of Forever” e “I’ll Be Your Rock” proseguono su binari simili, con quel melodic rock anthemico che Peterik padroneggia a memoria, ma che qui raramente si accende davvero in termini di fantasia. A colpire, più che le idee, è l’ineccepibile confezione sonora: la regia produttiva scolpisce tastiere avvolgenti, chitarre rifinite al dettaglio e un suono pieno e radiofonico, perfettamente in linea con la tradizione Pride of Lions. Unica pecca, la voce di Peterik che, quando chiamato in causa non convince del tutto. Appare quasi fuori contesto e poco amalgamato con le canzoni.

Quando la scaletta rallenta, qualche spiraglio in più si apre. “Don’t Waste A Wish On Me” e “1000 Long Goodbyes” mostrano un Peterik ancora capace di infilare melodie meno telefonate, giocando su dinamiche più sfumate e su un pathos che richiama alla memoria i momenti migliori della sua carriera. Sono episodi che tengono alto il livello emotivo del disco e ricordano perché il suo nome resti un marchio di qualità nella storia del genere. Di contro, pezzi come “Hell Or High Water”, “Ride The Lightning” o “A Mighty Noise” scorrono professionali ma intercambiabili ed un po' noiosi, sacrificati a un vocabolario di cliché AOR che non viene mai davvero scosso.

Resta comunque evidente l’altissima statura professionale di Peterik: arrangiamenti curati, attenzione alla forma canzone, capacità di valorizzare al massimo la voce di Hitchcock, che continua a essere l’arma principale della band. Meno convincenti - come detto - le parti in cui è Peterik a comandare il microfono.
È proprio questo contrasto – tra esecuzione sopraffina e ispirazione spesso di routine, alti e bassi senza continui – a collocare “Unbridled” in una zona medianamente positiva ma senza alcun particolare entusiasmo.
Una sufficienza onesta, che premia mestiere ed un paio di brani di valore, ma registra allo stesso tempo un progressivo appannamento creativo. Disco consigliato ai fedelissimi del progetto e agli irriducibili dell’AOR, meno a chi in casa Pride of Lions cerca ancora il brivido della sorpresa.

https://www.youtube.com/watch?v=SWfRAMwjA5Q

https://www.facebook.com/PrideOfLionsBand

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