Dalla sempre fertile scena svedese emergono gli Outshine, una band plasmata dalla visione del polistrumentista Jimmy Boman. Nati nel 1996 come progetto in studio, si sono trasformati negli anni in una solida realtà dark alternative metal, capace di fondere una critica sociale affilata a una caratura tecnica d’eccellenza.
"Truthsayer", il loro nuovo album pubblicato per Eclipse Records, si presenta come un’anomalia estetica. Musicalmente, il disco è un trionfo di contrasti, un lavoro di chitarra ricchissimo si intreccia a tastiere lugubri e presaghe di sventura, che sembrano guidare lungo corridoi polverosi mentre la sezione ritmica, potente e spesso funkeggiante, conferisce ai brani un groove ipnotico, quasi fosse un groove metal rinvigorito da una vena malinconica. L'elemento più distintivo resta però la gestione delle voci. Le armonie vocali spesso si sdoppiano sulle ottave, creando un effetto straniante che riflette le visioni contrastanti del mondo.
Dal punto di vista testuale, gli Outshine non fanno sconti a nessuno. L’album è un attacco frontale contro le élite, il totalitarismo e la manipolazione mediatica. La band dipinge una distopia quanto mai attuale ma, nonostante il pessimismo dei temi trattati, la musica non cede mai alla rassegnazione, in ogni traccia la disperazione è sempre accompagnata da una visione di speranza.
La traccia d'apertura "Enough" è cupa e stabilisce immediatamente il tono dell'album, segue "Emptiness Inside", un brano potente che mette in mostra il groove della band e il dualismo tra rabbia e speranza. "I Am Darkness
" e "The Darkest Place
" sono i momenti più introspettivi e oscuri, dove la malinconia si fa tangibile ma è con il brano "World Ending Fascists", diviso in due parti, i brani finali dell'album, è la vera traccia portante che ipnoticamente racchiude l'atmosfera claustrofobica del concetto metaforico che gli Outshine prpongono.
"Truthsayer" è un disco stratificato, un catalogo di oscurità punteggiato da squarci di luce solare, con questo album, gli Outshine dimostrano che dalle ceneri di una terra bruciata può ancora sorgere una splendida fenice. Un ascolto obbligato per chi cerca nel metal non solo potenza, ma anche una profonda sostanza intellettuale.
