Feretri è il progetto solista di Snor Flade, già noto per la sua militanza negli oscuri Ortro. Attiva fin dal 2014, questa one-man band vanta una ricca discografia costruita sull'esigenza viscerale del suo creatore di comporre in totale autonomia. Per l'artista, la musica è un'intima forma di sfogo, concepita senza alcun vincolo concettuale, coerenza che troviamo in "Transcendental Emotional Frequency" che, pur avendo come spina dorsale un black metal di stampo classico e lineare, si apre con disinvoltura a contaminazioni da altri territori sonori, dando vita a un amalgama musicale straordinariamente coeso in cui ogni traccia è stata elaborata nei minimi dettagli per conferire all'album una struttura rigorosa.
"Transcendental Emotional Frequency" segna una svolta cruciale nel percorso evolutivo di Feretri. Ben lontano dal ridursi a un convenzionale esercizio di stile all'interno del black metal, l'album si configura come la trasposizione in materia sonora di un'intensa catarsi interiore, maturata nel corso degli ultimi anni attraverso un profondo isolamento, la ricerca esoterica e la trasformazione personale. In continuità con la produzione precedente, il disco traduce in musica, con assoluta fedeltà concettuale, recenti esperienze legate all'occultismo, alle proiezioni astrali e agli stati alterati di coscienza. Ciascuna composizione diventa così una tappa fondamentale di questo itinerario metafisico, in cui le componenti aggressive, le trame atmosferiche e le aperture melodiche si asservono come strumenti di indagine per trascendere i limiti della percezione ordinaria. Senza alcuna pretesa di dispensare certezze dogmatiche, l'opera si propone unicamente di documentare un'esplorazione strettamente individuale attraverso il codice espressivo del black metal.
L'apertura affidata a "Green Light Radiance 11" si insinua con fare ipnotico, fungendo da vero e proprio portale d'ingresso per l'intera architettura dell'album. Il brano non cerca l'impatto frontale immediato, ma preferisce erigere una fitta trama di frequenze sintetiche e chitarre evocative di quelle esperienze di proiezione astrale citate da Snor Flade. "The Rite Of Awakening 7" prosegue questo itinerario catartico elevando ulteriormente la tensione spirituale e concettuale dell'opera. Se la traccia d'apertura agiva da portale d'accesso, questo brano si configura come una vera e propria liturgia di passaggio, in cui il concetto di risveglio interiore viene tradotto in una struttura sonora complessa e fortemente dinamica. Con "Astral Razor 5" il percorso di esplorazione si fa ancora più affilato e penetrante, il brano agisce come una lama che fende le nebbie dell'inconscio, spostando il baricentro dell'album verso sonorità nettamente più feroci e dirette, senza tuttavia smarrire quella profondità metafisica che caratterizza l'intero lavoro. Segue "Sovereign Devourer 3", traccia che si distingue per un uso sapiente dei contrasti, riff d'impatto e ritmiche serrate si sovrappongono stratificazioni chitarristiche dal sapore quasi psichedelico, capaci di evocare il senso di vertigine. Con "Ascend And Transcend 3" l'album raggiunge uno dei suoi culmini concettuali e sonori, mettendo in scena il processo di elevazione interiore. Il brano si struttura come una progressione ascendente, dove la materia sonora sembra smaterializzarsi gradualmente per lasciar spazio a una dimensione pura e rarefatta. In "Liquid Light Ascension 2", Snor Flade si addentra in una fase di profonda fluido-trasformazione, dove i contorni dei generi si dissolvono per far spazio a una materia sonora quasi mutevole.
In "Where I Return 2", l'atto del "ritornare" non rappresenta una resa o un regresso, ma la riconquista di una feroce centralità interiore. Dal punto di vista musicale, la traccia impone un ritmo serrato e implacabile, sorretto da riff taglienti e da una sezione ritmica martellante che non concede tregua. A seguire, "The Vertical Temple 2" in cui il lavoro si eleva verso una dimensione di imponenza e sacralità, configurandosi come una vera e propria struttura sonora sviluppata in verticale. Il brano sembra voler erigere un pilastro concettuale all'interno dell'album, dove la solennità delle architetture black metal incontra una tensione ascetica costante.
Con "Glitch Beyond The Veil 2" l'album devia verso territori ancora più alienanti e destabilizzanti, conducendo l'opera alla sua naturale e definitiva conclusione. Posto in chiusura del disco, il brano traduce in suono la frattura stessa della percezione ordinaria: il termine "glitch" cessa di essere una mera suggestione concettuale e diventa il principio strutturale della traccia, un'interferenza che incrina il velo della realtà materiale prima del silenzio finale.
Per l'intera durata di "Transcendental Emotional Frequency", la voce di Snor Flade si fa spietata ed espressiva, trasformando la rabbia in un'arma di pura catarsi. In questo album, l'aggressività cessa di essere un semplice tratto stilistico per diventare l'elemento fondamentale con cui l'artista riafferma la propria identità, chiudendo il cerchio di questo viaggio e dimostrando come il ritorno alle origini possa rivelarsi l'atto più d'impatto dell'intero album.
"Transcendental Emotional Frequency" non è un album per tutti, è un'opera concettuale, densa e introspettiva, per chi apprezza la spinta classica del genere ma cerca sonorità che vadano oltre i canoni tradizionali, contaminandosi con sfumature mistiche, dissonanze ed elementi psichedelici.
https://www.youtube.com/watch?v=yVfAqCtkjH8