Copertina di They Rot Beneath Our Floor dei Engorgement
Recensione Death · Album

Engorgement They Rot Beneath Our Floor

di Daniele D'Adamo 3 Luglio 2026 - 11:00
Tipologia
Album
Etichetta
Comatose Music
Genere
Death
Nazione
Regno Unito

Un'ondata travolgente di brutal death metal arriva dal Regno Unito. Si tratta degli Engorgement, accompagnati dal nuovo full-length "They Rot Beneath Our Floor", il secondo in carriera benché quest'ultima sia cominciata nel lontano 2009.

La ferocia della formazione d'oltremanica non si ferma al brutal death metal, però. Va oltre, abbracciando lo slamming o slam per abbreviare, per un sotto-sotto genere molto in voga nei paesi anglosassoni: lo slam brutal death metal. Questa premessa è importante poiché questi porta il livello del sound oltre stadi umanamente concepibili. Soprattutto in questo caso, quando, cioè, si ha a che fare con una band rodata, dai meccanismi ben oleati, composta da musicisti specializzati nel super estremo.

Allora, quel che vien fuori è un mostruoso, agghiacciante assalto alla capacità di resistenza di un normale essere umano. Non solo normale, ma anche i fan del metal estremo possono dimostrarsi spiazzati da tanta aggressività, ferocia e potenza. I Nostri, infatti, mettono in campo uno stile certamente non originale ma costruito alla perfezione per ottenere i loro obiettivi: massacrare, macellare, mietere più vittime possibile.

Stu Hine affronta la lettura dei testi con un sempiterno inhale. A parte qualche attimo di growling dovuto al bassista Richard Lynn, le suinate si susseguono rapide senza soluzione di continuità. È chiaro che ciò possa piacere o no, tenuto debitamente conto che questo modo di affrontare le linee vocali sia tipico della foggia artistica di cui trattasi. Non si potrebbe pensare ad altro, se non a questa follia vocale, per accompagnare una musica iper estrema.

Talmente estrema che la produzione di "They Rot Beneath Our Floor", dovuta allo specialista del genere Floor Van Kuijk, si trova in difficoltà a rendere il suono dell'album entro canali minimi di intelligibilità. In alcuni momenti, addirittura, si fa fatica a domare la distorsione quando la velocità del ritmo assume valori di BPM che solo i blast beat più spinti possono raggiungere ("Keep Festering", "Watching Your Body Twitch"). Nei tratti meno spinti, ma comunque allucinanti, detto ritmo assume un andamento quasi sincopato, battuto. Il che è un'altra caratteristica dello slamming.

Tenendo fede al nome, in mezzo a tanto sfacelo compaiono qua e là rallentamenti per indurre a sbattere violentemente la testa di ascolta contro un muro ("Unmerciful Redemption"), facendone schizzare fuori la materia cerebrale. Rallentamenti i quali non fanno altro che evidenziare gli istanti, che rappresentano la stragrande maggioranza, in cui si viaggia alla velocità del suono. Ricky Hill, in tutte queste fattispecie rette da una cronometrica regolarità, si sobbarca da solo un lavoro abnorme, dovendo progettare e poi eseguire un riffing estremamente complicato e, ancor di più, elemento primo di discernimento delle canzoni.

Canzoni? In mezzo allo smembrare di corpi che rappresentano in primis il leit motiv del disco, separare i vari brani diventa un'impresa assai ardua. "They Rot Beneath Our Floor" si muove come un carro armato del quale sia possibile osservare l'esterno ma non l'interno, se non a fatica. L'insieme delle song è quindi compatto, durissimo da scalfire ma ideale per un ascolto che ponga in primo piano l'impatto del suono. Il resto, nascosto fra le varie strofe, è memorizzabile solo da chi sia un mega intenditore di questa fattispecie musicale probabilmente la più intensa che esista al Mondo.

Un accenno ai testi è dovuto poiché si tratta di quanto più gore si sia sentito in giro. Gore che si stringe alla musica per scatenare visioni orrorifiche del tipo di quella del disegno di copertina. Il voltastomaco è raggiunto ma anche in questo caso l'originalità non è il massimo anzi.

Concludendo, "They Rot Beneath Our Floor" è una delle bordate più annichilenti di questo inizio 2026. Negli Engorgement sono attori musicisti di primo livello i quali, grazie alla loro perizia tecnica, posizionano l'istinto sulle nefandezze più spinte che un essere umano possa mettere in pratica. Per questo, oltre alla cover, sono significativi i titoli delle tracce e le relative lyric.

Daniele "dani66" D'Adamo

https://youtu.be/AhKI0efY5iY

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