Copertina di The Return Of The Mother Head's Family Reunion dei Richie Kotzen
Recensione Album

Richie Kotzen The Return Of The Mother Head's Family Reunion

di Gaetano Loffredo 19 Ottobre 2007 - 00:00
Tipologia
Album
Nazione
Stati Uniti

Delusi dal flemmatico e malinconico Into The Black? Niente paura, Richie Kotzen si lascia alle spalle la versione soft del suo repertorio, si sfoga tornando a bersagliarci di assoli e centralizza il nuovo capitolo sui ritmi esuberanti: The Return Of The Mother Head's Family Reunion (soltanto “The Return” da qui in avanti).
Il maestro della sei corde, ex Poison e Mr Big, ha un passato talmente intenso e di prestigio che non permette, in poche righe, di delineare con precisione la sua figura, quella di un artista che ha aiutato a costruire, mattone su mattone, la storia del glam, dell'hard rock, e delle relative contaminazioni.


Limitiamoci a parlare di un disco che ripercorre la strada lastricata dal quasi omonimo successo del novantaquattro, The Mother Head's Family Reunion, ma che si basa su una line up profondamente modificata e parimenti valida.
Nel sound di “The Return” sono tanti i punti di riferimento che si riallacciano ai trascorsi dell'americano, ma la caratteristica più evidente risiede nella perfetta miscela di generi e sottogeneri che rientrano nell'immensa carriera discografica di Kotzen: southern rock, funky, blues e soul tutti insieme appassionatamente.


L'attacco di Go Faster tradisce la vera grande passione di Richie, il rock-blues d'annata, quello vivace e sbarazzino che defluisce, almeno in questo caso, nel ritornello facile e melodioso.
Qualcuno si lamentava della mancanza di assoli nell'ultimo Into The Black? Kotzen accontenta tutti con Fooled Again e la corrispondente sezione strumentale (quattro minuti di tecnica allo stato puro) e si esibisce sulle impegnative partiture di Bad Things, un omaggio ai devoti Hendrixiani.
L'utilizzo calibrato degli strumenti, la curata costruzione del coro e l'equilibrio vocale sono elementi a garanzia di professionalità, il marchio che imprime qualità e che cambia marcia all'intero disco.
Se amate il funky, You Know That è il pezzo che fa per voi, se invece il vostro pane quotidiano è il beato rock & roll, fatevi un giro su Do It Yourself. E la voce? Kotzen ha un'impostazione che rasenta lo stereotipo blues e un ottimo timbro, un po' Joe Lynn Turner, un po' Russell Allen di Atomic Soul, proprietà che gli consentono di affrontare il percorso con disinvoltura.


E' tutto? Qualche punto debole c'è e si sente; la monotonia dei brani più lenti (Faith per esempio) costringe a cambiare rotta verso quelli più spigliati, ma si tratta di pochi episodi e in ogni caso marginali.


Gran bel dischetto quello di Kotzen, agile e brillante come ci si aspetta dall'icona statunitense. Non resta che consigliarne l'acquisto rimandandovi alle parole dello stesso chitarrista: “Andare in tour e produrre musica è la mia vita. E' tutto quello che avrei voluto fare. Sono grato a tutti coloro che mi hanno aiutato a realizzare questo sogno, compresi voi che state leggendo”. E noi vogliamo ringraziarlo per gli ottimi risultati acquisiti. Bravo Richie.



Gaetano Loffredo



Tracklist:
01.Go Faster
02.You Know That
03.Fooled Again
04.Faith
05.Bad Things
06.Dust
07.Chase It
08.Do It Yourself
09.You're Crazy
10.Feed My Head
11.Can You Feel It
12.Drift (demo version - euro bonus track)

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