Copertina di The Horned God dei Extinction (ITA)
Recensione Thrash · Album

Extinction (ITA) The Horned God

di Valeria Campagnale 18 Agosto 2026 - 09:00
Tipologia
Album
Genere
Thrash
Nazione
Italia

Con la loro nuova uscita, i torinesi Extinction confermano una piena maturità artistica. L'album si colloca felicemente tra Thrash e Death Metal, unendo l'impatto sonoro di matrice classica, guidato da riff affilati e una sezione ritmica solida, a un'energia moderna, essenziale e diretta. Con il loro quarto album in studio, "The Horned God" gli Extinction affidano l'apertura a "Divine Adoration", un'introduzione di appena un minuto e mezzo in cui un drammatico crescendo di batteria e linee inquietanti spiazza nell'immediato, trasformando la calma apparente in una latente sensazione di disagio. È il preludio perfetto alla title-track, "The Horned God", vera e propria dichiarazione d'intenti in cui band propone un saggio di furia, incastrando blastbeat feroci e riff thrash massicci con il growl cavernoso di Howling SSTAR. Il brano introduce anche la forte componente mitologica del disco, evocando figure arcaiche senza mai scivolare nei cliché di genere.
Laddove molte produzioni simili rischiano di cadere nella monotonia, gli Extinction evitano la trappola alternando assalti frontali a momenti di profonda ricerca atmosferica, attingendo al folklore di differenti culture. Con "Jukai" il ritmo rallenta vistosamente per lasciar spazio a trame di chitarra oscure e quasi ipnotiche, capaci di dipingere la claustrofobica sensazione di smarrimento all'interno della celebre "foresta dei suicidi" giapponese. La successiva "Llorona", ispirata al celebre mito sudamericano, lavora su un'intensa tensione melodica, enfatizzando il continuo contrasto tra caos e struttura. La violenza torna a esplodere con "Wendigo", brano dedicato alla creatura leggendaria del Nord America, un pezzo martellante e diretto, sorretto dalla prova batteristica precisa di Lorenzo Aimo. Il drive furioso prosegue senza sosta con "Human Dolls", traccia che trascina l'ascoltatore nella mente schizoide di un maniaco della tassidermia umana, spezzando la carica distruttiva solo con brevi e mirati inserti melodici che concedono un istante di respiro prima del colpo successivo.
Nella seconda metà dell'opera, il focus lirico si sposta su tematiche di critica sociale e indagine psicologica. "The Ruling Plague" scaglia un attacco diretto contro l'abuso di potere e il progressivo imbarbarimento della società, mentre la nevrotica "Mania" rappresenta la lacerazione interiore dell'uomo moderno attraverso cambi di tempo caotici e break di batteria. A chiudere il cerchio interviene la monumentale suite "Pan" che fonde ed esalta tutte le diverse sfumature di "The Horned God" in cui le chitarre di Bonuso tracciano riff epici e trascinanti, sorretti da una sezione ritmica possente che avanza inesorabile, offrendo una chiusura maestosa, liberatoria e quasi mistica.
In definitiva, con "The Horned God" gli Extinction posizionano un tassello monumentale all'interno della propria discografia, rivendicando con forza un ruolo di primo piano nella scena estrema nazionale. Il disco convince appieno sotto ogni punto di vista, dalla varietà delle soluzioni compositive alla precisione esecutiva, fino ad arrivare a quell'impatto viscerale che da sempre distingue il genere. Un disco maturo e ricco di carattere.

https://www.youtube.com/watch?v=EnNGIfvYiJ8

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