Continua la storia degli Overwhelm, band proveniente da Sestri Levante, cittadina della riviera ligure famosa per la “Baia del Silenzio”, luogo dall’atmosfera magica racchiusa sul suo lato orientale.
Più propensi al Thrash Metal nato in un’altra baia, separata da questa dall’Oceano Atlantico e da ben 9 ore di fuso orario, che di nome fa “Bay Area”, gli Overwhelm sono praticamente 15 anni che di silenzio, invece, non ne fanno proprio.
Power trio nato nel 2011, con un primo full-length dal titolo omonimo uscito nel 2017 e poi due a seguire (“In The Dark… We Trust” del 2020 e “Scary Tales” del 2022), sta definendo sempre di più il proprio sound e le proprie coordinate stilistiche.
Così dimostra “The Bad Blood of Humankind”, il nuovo Full-Length, che vede la band sempre più compatta e decisa, nonostante il suo rimaneggiamento del 33,33% con l’ingresso di Luca “Low” Scovazzi al basso.
Il lavoro si pone sulla linea del suo predecessore “Scary Tales”, sfoderando un Heavy-Thrash dall’atmosfera rovente e sinistra, carica di tensione palpabile e inquietante. La sensazione è quella di stare dentro un vecchio film horror: sai che è tutto finto ma, nonostante ciò, il senso di imprevedibilità e di costante pericolo dietro l’angolo ti fa stare sull’attenti e ti crea angoscia.
Lo stile continua ad essere legato ai concetti della Vecchia Scuola, con influenze che vanno dagli Iron Maiden ai Metallica; ad ogni album che passa, però, la band è sempre più dura ed infuriata. “The Bad Blood of Humankind” scorre feroce, ricco di riff compressi e affilati che picchiano giù, veloci ed inarrestabili come vere cascate di note roventi e fumose, ed è carico di una malignità intrinseca che annerisce l’ambiente intorno a chi ascolta. Alcune sfumature derivanti dal metallo più nero si insinuano nel sound degli Overwhelm, facendo emergere una propensione all’estremo che già si avvertiva ma che è sempre più marcata.

La band fa un buon passo in avanti, soprattutto sta sempre di più acquisendo tratti personali che la rendono immediatamente riconoscibile, con la voce di Roby Belli, dai forti toni aggressivi-narrativi, che è il suo marchio di fabbrica.
“The Bad Blood of Humankind” tira alla grande, sparando uno dopo l’altro 9 brani incisivi, dalla struttura ricca e complessa, comandata da vibranti cambi di tempo, ansiogeni “stop and go” e tanti momenti carichi di inquietante nervosismo che amplificano la sensazione di movimento e dinamicità.
L’iniziale “Fallin’ Down”, veloce come un demone che tenta di scappare dall’inferno, mette subito le cose in chiaro: gli Overwhelm, prendendo i dettami dei maestri Black Sabbath, vogliono spaventare e lo fanno appoggiandosi tanto ai principi del Thrash, usando velocità da capogiro, quanto a quelli dell’antico Dark Sound, immergendo tutto nella notte indistinta.
Ci sono brani come “Cove of Saracens” (pirati che nel medioevo sono stati flagello delle coste liguri, compreso Sestri Levante) che sono legati alle strutture classiche e che hanno un tocco epico. Altri, come la Title Track o “Beware the Moon”, hanno una struttura complicata, con diversi cambi di scena che li rende imprevedibili, ma anche più difficilmente assimilabili ed altri ancora, come “My Sacrifice”, corrono alla velocità della luce sfondando ogni muro. Non manca il brano cantato in italiano, a rimarcare la provenienza ed il carattere degli Overwhelm: “Scorre Dentro di Me” è una canzone reazionaria e selvatica, diretta quanto un pugno nello stomaco.
Conclude l’album “The Emptiness I feel”, che chiude bene il cerchio allacciandosi a “Fallin’ Down”.
Chiudiamo: con questo lavoro gli Overwhelm dimostrano di aver completato la propria transizione verso un sound personale, affilato e spietato. “The Bad Blood of Humankind” è un disco fiero, compatto e arrabbiato, che consolida la band ligure come una tra le realtà più interessanti e coerenti dell'underground italiano. Un acquisto obbligato per gli amanti delle sonorità Old School che non disdegnano una sferzata di sana, maligna modernità.