Copertina di Temptation's Gates dei Amberian Dawn
Recensione Power · Album

Amberian Dawn Temptation's Gates

di Roberto Gelmi 7 Luglio 2026 - 12:02
Tipologia
Album
Etichetta
Napalm Records
Genere
Power
Nazione
Finlandia

The flower of evil is growing beneath my skin
Like a demon it’s feeding possessively on every sin
Cascading, I feel desire is hunting me
Deep into damnation

(da “Temptation's Gates”)

Ennesimo studio album dopo il tributo agli ABBA per i finnici Amberian Dawn, band guidata dal mastermind Tuomas Seppälä. Tra le novità in line up vi è un cambio al microfono: per incompatibilità d’impegni non ritroviamo Capri (Päivi Virkkunen) in forze alla band dal 2012, bensì la statunitense Nicole Willerton. Ci aspettiamo dunque un minimo di variazione nel sound canonico dei nostri, vediamo se è così.

“Temptation's Gates” è l’opener perfetto, velocissimo e tirato, con un refrain memorabile e che mette in risalto le doti canore di Nicole Willerton. Una title track d’applausi e, non lo nascondiamo, se tutto l’album fosse su questo livello parleremmo di un signor disco. Si prosegue con la catchy “The Vision of Dreaming” e lo spettro di Capri sembra aleggiare sulle linee vocali che sembrano pensate per il suo range vocale. La nuova vocalist riesce però a conferire la giusta enfasi e dona anche un tocco graffiante che non guasta, dimostrando un buon eclettismo. In “Moon” troviamo alcune contaminazioni thrash (giusto un pizzico), ma anche tanta doppia cassa e scale in stile Stratovarius. Tuomas Seppälä regala un discreto assolo di chitarra, ma va ricordato che il trademark degli Amberian Dawn non è solo il virtuosismo, ma la ricerca melodica e la pomposità complessiva del sound.

Fin qui un opener notevole e due pezzi passabili, il nuovo disco è tutto qui? A dare una scossa ci pensa la seguente “Unchained”. Lo diciamo subito, trattasi di brano divisivo come pochi, in quanto contiene parti in growl. Nicole si trasforma da angelo in demone e per i fan del power canonico questa scelta potrebbe risultare disturbante. Di sicuro va dato atto agli Amberian Dawn di voler osare e di puntare molto sul nuovo acquisto in line up.

Dopo l’innica ed energizzante “Eternal Flame” (bellissime le parti di tastiera in stile Jens Johansson), in “Life Is Art” è un piacere sentire l’accostamento tra linee altissime e tappeti infiniti di doppia cassa, una cavalcata metal che non dà respiro. Parliamo comunque di un pezzo benfatto, ma niente di nuovo o eclatante. Vale lo stesso discorso per “This Night Is Waiting for Me” , più rockeggiante e commerciale: l’accostamento tra dance e metal ormai è un dato di fatto, non serve scomodare i cugini Beast in Black.

E siamo quasi all’epilogo del platter. “Undying Colours” è una ballad a tratti troppo ricca di pathos e non lascia il segno più di tanto; “The Garden” riporta i bpm ai giusti livelli, ritornano gli scambi tastiera-chitarra ma non c’è alcun effetto sorpresa aggiuntivo. “Phantasmagoria”, dulcis in fundo, è un potenziale singolo che non avrebbe sfigurato una ventina di anni fa: oggi resta un brano discreto nel mare magnum delle uscite power che inondano il mercato discografico.

Temptation's Gates in definitiva è un altro discreto full-length degli Amberian Dawn, una mezzora abbondante di pezzi che non lasciano il segno più di tanto, ma scorrono godibili, soprattutto l’opener, che ha una marcia in più. Il cambio di cantante ha portato qualche cambiamento ma il trademark della band finnica è rimasto inalterato o quasi. I fan non saranno insoddisfatti del risultato finale.

https://www.youtube.com/watch?v=ppRgzdt81_A

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