Copertina di Scorched dei Overkill
Recensione Thrash · Album

Overkill Scorched

di Andrea Bacigalupo 14 Aprile 2023 - 08:30
Band
Overkill
Tipologia
Album
Etichetta
Nuclear Blast
Genere
Thrash
Nazione
Stati Uniti

Ehhhh! Qui è dura essere oggettivi. Non nascondo che gli Overkill sono tra i miei preferiti (ne ho parecchi di preferiti, ma vabbè …) già da ‘Feel the Fire’, primo loro Full-Length del 1985.

Avevo comprato l’album dopo averne letto su HM ed essere rimasto colpito dalla copertina, con i quattro artisti in ombra, minacciosi, con le fiamme sullo sfondo, invece che i soliti diavoloni, divinità della morte, scene guerrafondaie o apocalittiche.

Ma quello che usciva dai solchi!!!  ‘Feel the Fire’ è uno degli album che non mi sono mai stancato di ascoltare.

La storia degli Overkill è ben nota: i successi del loro primo periodo, i cambi di formazione, gli alti e bassi con i tentativi sperimentali, i problemi di salute di Bobby, ecc. Io non aggiungerei niente di nuovo, per cui condensiamo e parliamo subito del loro nuovo album: ‘Scorched’, disponibile dal 14 aprile 2023 attraverso Nuclear Blast e ventesimo album da studio.

Con ‘Scorched’ gli Overkill restano sulla strada che hanno tracciato con ‘Ironbound’ nel 2010, inseguendo la loro traiettoria artistica, magari accelerando, ma senza sbandare e correre il rischio di impantanarsi nei fossati che possono esserci lungo i bordi: Thrash Metal 100%, che piaccia o meno, nel loro stile impetuoso e rovente, discendente di quella Vecchia Scuola di cui loro stessi sono parte integrante e sostanziale.

Il pezzo forte di ‘Scorched’ è il Wall of Sound costruito dalla ritmica, incredibilmente solido e ben fondato, di quelli che, se ci sbatti contro ti fai parecchio male e, se per caso sopravvivi, gli Overkill sono lì a prenderti a bastonate.

Le dieci tracce che lo compongono sono dense e robuste, senza cedimenti, risultato di un’esperienza forte di quattro decadi, che è maturata attraversando tutto il tessuto storico del Thrash, dal suo lancio, all’ascesa, al declino dei maledetti anni ’90 fino alla ripresa ed anche affondando i propri denti in un panorama musicale più vasto (si vedano, anzi si ascoltino, ad esempio, ‘American Made’ del supergruppo BPMD, dove “B” sta Bobby ‘Blitz’ Elssworth e ‘Barricade’ di D.D. Verni).

Gli Overkill sanno quello che chiede il loro pubblico e sono in grado di darlo. Che poi l’esperienza ed un buon intuito siano a discapito dell’istinto e della spontaneità … beh non si sa … non polemizziamo, quel che conta è che ‘Scorched’ è un bel disco (e d’altronde, questo ragionamento, lo si può fare praticamente per tutti i gruppi storici).

Lo spettro espressivo della voce di Bobby ‘Blitz’ continua ad essere la caratteristica principale che rende gli Overkill immediatamente distinguibili e unici: rabbia indomita, prepotenza, irruenza, stati d’animo ed emozioni di chi vuole insorgere che corrono imperituri per tutto il disco. Una voce incredibile, riassumo!

https://youtu.be/Ga4Vw9OofZM

Nonostante siano essi stessi un’influenza per tanti arrivati dopo, nel disco si sentono le loro: i capostipiti Judas Priest e Black Sabbath affiorano in più punti ed anche qualcosa di più antico: quel blues maledetto e scuro da cui è partito tutto, reso ruvido e spinto al massimo.

Il lavoro è completo: c’è la potenza devastante della Title-Track, con un’introduzione marcata che tiene sulle spine, c’è la velocità abrasiva e d’assalto della martellante ‘Goin’ Home’.

Irrequietezza e strafottenza guidano ferocemente ‘The Surgeon’, fino a trasformarla in un ritmo pesante ed oppressivo, mentre la smodata ‘Twist of the Wick’ ha una forte carica epica.

https://youtu.be/H1Hn0olArRo

C’è il groove denso e tenebroso di ‘Fever’, intriso anche di una certa tristezza e c’è, naturalmente, il loro coinvolgente e adrenalinico Thrash ‘N’ Roll, sempre pronto a mettersi in evidenza, come in ‘Wicked Place’ e ‘Harder They Fall’.

Devo dire che non è tutto immediato e qualche pezzo qua e là bisogna ascoltarlo più di una volta perché diventi fluido, ma, d’altronde, la passione degli Overkill per la complessità delle strutture sonore è risaputa.

Non c’è altro da dire, il ruggito dei vecchi leoni continua a risuonare imperioso e potente e con ‘Scorched’ gli Overkill rivendicano la sovranità sul loro regno.  Gran bell’album!!!

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