Copertina di Rivers Of Paradise dei TRW
Recensione Album

TRW Rivers Of Paradise

di Mauro Gelsomini 13 Giugno 2007 - 00:00
Band
TRW
Tipologia
Album
Nazione
Stati Uniti

In contemporanea con la reissue del mitico How Long, Michael Thompson presenta il suo nuovo progetto, coinvolgendo altre due star del pop come Mark Williamson (voce e basso) e John Robinson (batteria), ognuno dei quali vanta un'impressionante lista di collaborazioni con superstar del pop internazionale.

Williamson e Robinson, come anche Thompson, impegnatissimi nelle più redditizie attività di cui sopra, non si sono dedicati molto a progetti di melodic rock o AOR, a parte un disco solista a testa e un album, di Mark, Toto-oriented, intitolato "Bridge 2 Far", nel 1989, ma finalmente l'amicizia e la comunione d'intenti ha portato al coronamento di ciò che probabilmente i tre avevano sempre desiderato: un album di puro AOR, degno tributo ai classici Survivor e Toto, in grado di accostare la cantabilità e l'immediatezza delle influenze citate, alla cura spasmodica e raffinatissima per gli arrangiamenti, da una parte, e alle numerose venature blues, direttamente attribuibili al rock settantiano di Led Zeppelin e Bad Company, dall'altra.

Scevro di ogni malizia commerciale (T., R. e W. non ne hanno davvero bisogno), "Rivers Of Paradise" è un album sincero, passionale, "true", per dirla alla nostra maniera.
Prevalgono gli up-tempo, e le prime due song, "Set My Spirit Free" e "Rivers Of Paradise" scaldano i motori con il loro appeal, ma non svelano la vera direzione delle composizioni. Tocca quindi a "Hold On" esaltare la carica blues e addirittura soul del trio, con le successive "Indiscretion" e "Gonna Be Some Changes" a proseguire su ritmiche blues che alla lunga fanno rimpiangere la freschezza delle due opener.
E allora ecco puntuale la ballatona zuccherosa, che arriva quasi ritualmente con "Only A Letter", seguita dalla rockeggiante "Hard Time Love". Le elucubrazioni blues riprendono quindi con "One Good Woman", dal sound fortunatamente più whitesnakeiano, e vengono interrotte dall'AOR di "Love Comes Calling", per riprendere e concludere il platter con "Alimony Blues", la più bluesy (e che blues!) del lotto, ad iniziare dal titolo, straordinariamente di classe.

A metà, dunque, tra il fascino della melodia accattivante e boombastica dell'AOR più classico e le malinconie sonore dei groove blues/rock, "Rivers Of Paradise" si fa apprezzare per l'omogeneità dell'attitudine compositiva, per la raffinatezza e per la grande esperienza degli attori coinvolti. Michael Thompson è delizioso.

Tracklist:

  1. Set My Spirit Free
  2. Rivers of Paradise
  3. Hold On
  4. Indiscretion
  5. Gonna Be Some Changes
  6. Only a Letter
  7. Hard Time Love
  8. One Good Woman
  9. Love Comes Callin'
  10. Alimony Blues
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