Copertina di Re-Revolution (Reissue) dei Art Nation
Recensione Hard Rock · Album

Art Nation Re-Revolution (Reissue)

di Fabio Vellata 29 Maggio 2025 - 08:30
Band
Art Nation
Tipologia
Album
Genere
Hard Rock
Nazione
Svezia

C’era proprio bisogno della ristampa di “Revolution”, primo capitolo inciso nel 2015 dagli Art Nation?
Beh, probabilmente sì. Disco molto difficile da trovare se non a prezzi folli, complice la scarsa distribuzione dell’epoca e le poche copie pubblicate. Soprattutto, ottima la qualità del materiale inciso ed ora riproposto.
Utilissima quindi questa nuova edizione ribattezzata “Re-Revolution”, al fine di riscoprire un album davvero brillante, intriso di quell’hard rock tipicamente nordeuropeo da cui la band di Strandell si sarebbe poi progressivamente distaccata, sino a raggiungere gli attuali connotati più affini al metal melodico e levigato.

Al momento dell’uscita furono molti, in effetti, i paragoni che spuntarono con gli allora già affermati astri nascenti H.E.A.T.
Tutto assolutamente veritiero e comprovato: “Revolution” era un cd che poteva tranquillamente gareggiare con la primigenia eccellenza del gruppo di Jona Tee in una ipotetica rivalità, destinata però a durare meno di quanto sperato.

La “farcitura” di ottime canzoni era ed è evidente sin dalle prime battute. “Need to Understand” è un pezzo che dichiara immediatamente i valori in campo. Ottimo songwriting, tecnica sopraffina ed una voce, quella di Strandell, tra le migliori (ancora oggi) udibili nel circondario musicale.
Incedere accattivante e ritornelli di facile presa, tutto condito da uno stile che come da copione, chiama in causa trasversalmente Europe e Treat. Con esiti di gran fascino.
“3000 Beats” e “I Want Out” sono pezzi che onorano il melodic rock con spunti di facile assimilazione. Radici decisamente eighties che in qualche frangente vanno a cogliere pure qualche spunto oltreoceano. “All The Way” ad esempio, potrebbe essere uscita da un disco dei primi Giant.
Uno per l’altro, i brani sono comunque per la gran parte molto godibili, pieni, rotondi e corposi. “Don’t Wait for Salvation” e “Start a fire” riservano alcune delle sorprese migliori del cd, offrendo un gran gioco di chitarre e delle melodie che rimangono impresse al primo ascolto.
“Moving on” è un pezzo urgente dalla freschezza immediata, mentre “Here I Am” si gioca la palma di brano migliore dell’album con l’iniziale “Need to Understand”.

Immancabile lentone, “Look to the Sky” è un momento buono per dar sfogo all’ugola magica di Strandell prima delle conclusive “Wage War Against the World” e “All In”. Episodi utili ad amplificare ulteriormente la bontà di un disco che, per il nostro gusto personale, è stato quanto di meglio prodotto dagli Art Nation nella loro carriera.
In coda, in questa ottima e gradita reissue, una serie di bonus tra cui versioni demo ed un ottimo inedito (“Leave it all Behind”).

Insomma, sì, “Re-Revolution” era, in effetti, assolutamente necessario. Un peccato non poter fruire di un album delizioso ad oggi reperibile da qualche collezionista solo per qualche centinaio di euro.
Bello, scintillante e pieno di belle canzoni.
Pur non disprezzandone le attuali sembianze, riascoltarne i brani accresce un po’ il rammarico per non aver potuto assistere ad una evoluzione degli Art Nation lungo la strada del melodic rock “puro” in scia agli H.E.A.T..
I presupposti erano spettacolari.
Purtroppo (o per fortuna, dipende dai gusti), le scelte di Strandell e Borg sono state differenti…

https://www.youtube.com/watch?v=0zrIWrkVblI

https://www.facebook.com/artnationswe

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