Copertina di Pure Steel Records Years 2014/2017 dei Savior From Anger
Recensione Power · Album

Savior From Anger Pure Steel Records Years 2014/2017

di Fabio Vellata 6 Agosto 2026 - 00:01
Tipologia
Album
Etichetta
MRM Production
Genere
Power
Nazione
Italia

I Savior From Anger sono uno di quei nomi che raccontano, più che una carriera lineare, una traiettoria ostinata e irrequieta dentro il power/thrash di matrice sia europea sia statunitense, con il chitarrista e mastermind Marco Ruggiero a fare da perno fra Napoli, l’Ohio e ritorno. Non è un caso che il decennale di “Temple of Judgment” venga celebrato non con l’ennesima ristampa, ma con un master fantasma emerso dai cassetti, documento di una fase in cui la band dialogava a distanza con studi americani e con la realtà tedesca della Pure Steel Records.

“Pure Steel Records Years 2014–2017 – Rare & Unreleased” mette in fila dodici brani che ripercorrono quel capitolo, presentati in una versione remixata, rimasterizzata e in parte riarrangiata rispetto all’album ufficialmente pubblicato nel 2016. La tracklist riprende l’ossatura di “Temple of Judgment” (“Across the Sea”, “In the Shadows”, “Bright Darkness”, “Thunderheads”, “Chosen Ones”, “The Calling”, “Temple of Judgment”, tra gli altri), con in coda una versione alternativa di “In the Shadows”, a ribadire il carattere di laboratorio più che di opera compiuta.

La vera calamita per il collezionista, al di là delle differenze di mix e delle sfumature timbriche più ruvide e dirette rispetto al disco Pure Steel, è la presenza in blocco di Bob Mitchell alla voce, già noto per il debutto degli Attacker, “Battle at Helm’s Deep” e per varie militanze nell’underground US metal. Il suo timbro acido, caricaturale il giusto, si incastra sulle chitarre taglienti di Ruggiero e sul telaio ritmico della line-up dell’epoca (Franco Fiordellisi al basso e Michele Coppola alla batteria), restituendo un’immagine più sanguigna e meno levigata del materiale, ma sempre chiaramente ancorata a un’idea di power/thrash ortodosso.

Proprio qui emergono i limiti intrinseci della release: lo scarto rispetto alla versione definitiva del 2016 è più di prospettiva che di sostanza, e chi cercasse un’evoluzione compositiva o un impulso creativo nuovo resterà inevitabilmente a mani vuote. Il valore di “Pure Steel Records Years 2014–2017 – Rare & Unreleased” risiede infatti esclusivamente nella sua funzione documentaria, nel permettere di ascoltare un master rimasto nel cassetto con un’altra fotografia della band e della produzione, e nel mettere un tassello in più nella mappa discografica dei Savior From Anger.

In quest’ottica, il disco si rivolge in modo netto al pubblico degli “archeologi” del metal, di chi vuole ogni versione, ogni mix, ogni variazione di line-up, più che a chi cerca un album da ascoltare e riascoltare per puro piacere musicale. È un’uscita che ha senso solo ed esclusivamente per il suo valore collezionistico: uno strato aggiuntivo di storia da archiviare accanto al “vero” “Temple of Judgment”, non un nuovo capitolo artistico da discutere, e men che meno un punto d’accesso consigliato all’universo dei Savior From Anger.

https://www.youtube.com/watch?v=m5LUzqbY9gE

https://www.facebook.com/groups/804021917939621/

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