Copertina di Militia Of Death dei Evil One
Recensione Album

Evil One Militia Of Death

di Daniele D'Adamo 18 Gennaio 2011 - 00:00
Band
Evil One
Tipologia
Album
Nazione
Francia

Nei primi anni della sua esistenza, il thrash richiedeva un’attitudine «da cattivi». Suoi temi ricorrenti erano le facce truci, gli abiti di jeans ricoperti da pezze e spille, i bracciali con le borchie, le chiome lungo-crinite e, in ultimo, un’autoironia pari a zero. Sinché, nel giugno 1986, giunsero i teutonici Tankard con il loro “Zombie Attack” per dimostrare al Mondo che – suonando thrash – ci si poteva divertire anche in maniera goliardica e, perché no, prendendosi un po’ in giro.

Memori delle gesta dei tedeschi nati a Francoforte sul Meno, i francesi Evil One provano, oggi, a ricercare quel clima di festa tipicamente irrorato da abbondanti piogge di birra e allietato da una brutale scarica di thrash allo stato puro. Lo fanno con “Militia Of Death”, terzo full-length di una carriera iniziata nel 1997, passata per un bel pezzo a masticare gothic prima di giungere alla tipologia musicale attuale.
Nonostante un’orrida e malata copertina, i transalpini sciorinano un thrash fresco, sano e moderno, seppur ancorato agli stilemi cari ai Maestri della Birra. Come si può immaginare, inutile aspettarsi un genere raffinato ed elaborato: il thrash eruttato dal combo di Cergy è diretto e frontale, privo di fronzoli e orpelli. Un thrash tuttavia potente e pulito, trascinante e dinamico. Il missaggio e la masterizzazione di Herman Frank degli Accept hanno sicuramente giovato alla resa complessiva del prodotto, poiché tutto si presenta in modo ordinato e perfettamente leggibile: un suono «alla tedesca», insomma.   

Il gruppo è assieme da una quindicina d’anni e si sente, giacché la coesione fra i vari musicisti è più che buona così come la compattezza del suono. Lo stile, invece, non è così personale; non arrivando, cioè, a quell’unità d’intenti che caratterizza i migliori act della specie. Il sound dei ragazzi provenienti dall’Île-de-France è, infatti, simile a tanti altri e, davvero, diviene difficile riconoscerli velocemente nell’enorme, brulicante massa di gruppi che praticano lo stesso genere. Il ritmo è il solito: mai troppo veloce, assestato su un sempiterno – ma preciso – quattro quarti che, perlomeno, non causa danni all’udito. Una sezione ritmica che Loustic e Speedos interpretano al meglio delle loro possibilità, evitando sì strafalcioni ma rimanendo nel buio dell’anonimato. È più che buono, invece, il lavoro delle chitarre di Freddy e di Kriss, abili nella tecnica del palm-muting e, soprattutto, autori di soli di pregevole fattura: un guitarwork completo anche nella ritmica, che denota un’evidente e lunga militanza nel campo. La prestazione vocale di Frédéric, vera nota dolente dell’intera faccenda è, purtroppo, scarsa: poco aggressiva, a volte addirittura stonata e in gran parte responsabile della poca peculiarità posseduta dal sound degli Evil One. «Purtroppo», poiché vanifica se non tutto, almeno in parte, le egregie armonizzazioni elaborate dalle sei corde. Non a caso, la strumentale “Instrumetal” è il miglior brano di “Militia Of Death”.

A proposito di canzoni, nemmeno in questo caso si deve gridare al miracolo; tuttavia qualcosa di buono c’è. A parte la già menzionata “Instrumetal”, cartina al tornasole delle buone potenzialità tecnico/artistiche della band (escludendo il cantante...), è subito evidente la cover della leggendaria “Fast As A Shark” degli Accept che, in questa sede, viene modernizzata e rinvigorita come si deve. Originale il duetto fra l’opener “Militia Of Death” e la conclusiva “Militia Of Beer”, uguali nel trascinante ritornello (a parte la differenza «death/beer»), con quest’ultima a fare il verso a “(Empty) Tankard” (da “Zombie Attack” del 1986). Ottime per un sano headbanging senza pretesa alcuna “Evil Invasion” e “In The Dead Of The Night”, dagli anthemici refrain. C’è spazio anche per la ballata, “Memories”, carina ma nulla più. Per il resto, poco o niente da mettere a memoria.

“Militia Of Death” non può raggiungere la sufficienza in virtù dei difetti sopra evidenziati, specificamente individuati nel vocalist e in una congenita scarsezza di personalità. La buona qualità esecutiva, l’ottima produzione e un insieme di canzoni semplici ma godibili salvano in corner gli Evil One che, quindi, non vanno a fondo, ma restano a galleggiare sul pelo dell’acqua.
Solo per thrasher incalliti e, anche, ghiotti di birra.

Daniele “dani66” D’Adamo

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Track-list:
1. Militia Of Death 3:55    
2. Evil Invasion 3:42    
3. In The Dead Of The Night 3:19    
4. Straight To Hell 4:09    
5. Baptized By Fire 5:03    
6. Memories 5:37    
7. Fast As A Shark (Accept’s cover) 4:10    
8. Suicide Fanatics 4:52    
9. Instrumetal 5:12    
10. Militia Of Beer 7:51

All tracks 47 min. ca.

Line-up:
Frédéric – Vocals
Freddy – Guitar
Kriss – Guitar
Loustic – Bass
Speedos – Drums

Special Guests:
Jeff Waters (Annihilator) – Solo Guitar on “Militia Of Death”
Betov (ADX) – Solo Guitar on “Straight To Hell”
Gerre (Tankard) – Lead Vocals on “Militia Of Beer”
Herman Frank (Accept) – Solo Guitar on “Suicide Fanatics”
 

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