Copertina di From The Gutter Madness Reigns (1990) dei Savatage
Recensione Power · Album

Savatage From The Gutter Madness Reigns (1990)

di Manuel Gregorin 16 Agosto 2026 - 11:00
Band
Savatage
Tipologia
Album
Etichetta
EarMUSIC
Genere
Power
Nazione
Stati Uniti

I Savatage sono tornati e noi non possiamo che gioire di questo. Dopo un silenzio durato diversi anni, ora la band statunitense pare aver ripreso a marciare con il giusto ritmo, e il recente passaggio per l’Italia del loro tour non fa altro che dare conferma del loro rinvigorito stato di grazia. Per il nuovo, attesissimo album ci sarà da aspettare ancora un po’. Jon Oliva ha affermato che ci sta lavorando sodo assieme ai suoi ragazzi, e a noi non resta che attendere con pazienza, fiduciosi che le nuove composizioni saranno molto probabilmente all’altezza delle nostre aspettative. Nel frattempo, per farci ingannare l’attesa, i Savatage immettono sul mercato questo nuovo live, "Madness Reigns From The Gutter (1990)", registrato presso il The Place di Hollywood, in California, il 29 giugno 1990, durante il tour di supporto a “Gutter Ballet”.

Anche se, a dir la verità, un paio di brani tratti da quella serata erano già disponibili sul live “Ghost in the Ruins” o come bonus track sulle ristampe dei vecchi album, ora con “Madness Reigns From The Gutter (1990)”, ci viene messo a disposizione l’intero concerto con cui i Savatage infiammarono il pubblico del The Place più di trent’anni fa. Una band che all’epoca era un po’ diversa da come si presenta oggi: tanto per iniziare, Jon Oliva non era ancora l’imponente montagna che tiene le redini da dietro le tastiere, ma si presentava come un più leggiadro vocalist. Alla batteria c’era ancora Steve Wacholz, mentre al basso era già arrivato da qualche anno Johnny Lee Middleton; Chris Caffery, invece, appariva solo come turnista per le date live. E infine, alla chitarra c’era ancora il mai dimenticato Criss Oliva che, con i suoi riff, i suoi assoli e il suo groove, ha contribuito a creare il riconoscibilissimo marchio di fabbrica della band di quegli anni.

Benché con “Gutter Ballet”, pubblicato l’anno precedente, i Savatage avessero già intrapreso la loro svolta sinfonica, dal vivo mantenevano un impatto decisamente heavy. La scaletta, ricca di brani estratti dai primi album, sprigiona tutta la potenza tipica dell'US power metal, regalando un disco dal vivo molto grezzo e viscerale.

Il concerto si apre con l’accoppiata devastante composta da “City Beneath the Surface” e “White Witch”, un inizio fatto di potenza e tecnica con cui i fratelli Oliva e soci dimostrano fin da subito al pubblico del The Place di non voler fare prigionieri. Dopo i saluti ai presenti, Jon Oliva annuncia che la data sta venendo registrata, rivelando così l'intenzione da parte della band di realizzare un live album; decisione che poi, per qualche motivo, deve essere stata accantonata, visto che il primo disco dal vivo dei Savatage uscirà appena nel 1995.

I pezzi eseguiti sono tutti delle perle senza tempo, sia che si tratti di killer song come “Power of the Night”, “24 Hrs. Ago” o “Sirens”, sia di brani come “When the Crowds Are Gone” o “Gutter Ballet”, dove i Savatage mettono in mostra il loro volto più intimista, che con i lavori degli anni a seguire prenderà maggior spazio.

Il disco ha un suono molto nitido, senza però far perdere la potenza e la coriaceità tipica dell'effetto live: frutto, questo, dell'ottimo lavoro fatto da Jon Oliva, che si è occupato del restauro e della rimasterizzazione delle registrazioni originali. La prova della band è da urlo, con la sezione ritmica composta da Middleton e Wacholz che si dimostra solida e compatta, mentre Jon Oliva offre una prestazione veramente feroce e graffiante.

Ma la chitarra di Criss Oliva rimane la protagonista assoluta di questo live. Il compianto musicista conquista la scena elargendo con il suo strumento un turbinio di potenti note, alternate a quei passaggi più ricercati e melodici che hanno reso unico il sound dei Savatage. Il lavoro di Oliva si dimostra coinvolgente e dotato di un'intensità capace di fare la differenza, confermando quanto all'epoca fosse uno dei migliori chitarristi sulla piazza. Chris Caffery gli fa da degno scudiero e nel frattempo guarda e impara, certamente ancora ignaro che, in futuro, toccherà anche a lui l'onore e l'onere di raccogliere quell’importante eredità artistica.

I pezzi vengono tutti quanti eseguiti con grande forza ed energia, mettendo in campo una certa aggressività accompagnata da quel tiro thrashy che rende i brani carichi di prorompente vigore. Oltre agli storici cavalli di battaglia come la suadente “Strange Wings” o la maestosa “Hall of the Mountain King”, nella scaletta trovano posto titoli che ormai raramente fanno la loro comparsa nelle setlist della band, come “Holocaust”, “Devastation” e “Thorazine Shuffle”, andando a incrementare ancora di più quel sapore di antico che rende affascinante questo live.

“Madness Reigns From The Gutter (1990)” non è certamente una semplice registrazione tirata fuori da un cassetto e ben impacchettata per fare da tappabuchi. E non è nemmeno un’operazione nostalgica del tipo “quanto eravamo belli una volta con meno anni sul groppone e senza capelli grigi”. I Savatage non hanno bisogno di questi sotterfugi, visto che hanno dimostrato anche di recente di essere una band che fa ancora sul serio. Quella che abbiamo tra le mani è la miglior testimonianza di quello che erano i Savatage all’epoca. Una band che negli anni a seguire cambierà pelle, dando seguito a quella evoluzione che proprio in quel periodo aveva cominciato a mettersi in moto. Un disco che immortala un concerto tenuto nella fase che potrebbe essere definita lo spartiacque tra l’aggressivo US power degli esordi ed i lavori più teatrali e sofisticati delle decadi seguenti. Da lì in poi ne passerà di acqua sotto i ponti: l’incidente mortale di Criss Oliva, l’arrivo dei vari Zachary Stevens, Al Pitrelli, Alex Skolnick, il passaggio di testimone con la Trans-Siberian Orchestra fino al ritorno nel 2015... ma questa è un'altra storia, che si evolve e si sviluppa fino ai giorni nostri. “Madness Reigns From The Gutter (1990)” invece rimane una bolla spazio-temporale che ci fa rivivere un fotogramma irripetibile nella storia dei Savatage, ma che è ancora ben incastonato nel codice genetico della band.

Carico il prossimo articolo