Fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, in quel della terra d’Albione, avvenne una rivoluzione. Dopo quella altrettanto fondamentale legata all’esplosione del Punk, intorno al 1977, vi fu un netto cambio di marcia anche nei territori legati al rock duro. Di colpo, o quasi, le grandi band hard rock dominatrici incontrastate degli anni Settanta agli occhi delle legioni dei giovani appassionati divennero stantie e forzatamente autoreferenziali. Nel Regno Unito di allora crebbe una fame incontenibile per qualcosa di più duro, feroce e violento, che venne subitamente e abbondantemente fornito da novelli terroristi heavy metal dai nomi di Saxon e Iron Maiden, solo per nominare le avanguardie più agguerrite della nuova ondata del metallo pesante inglese, conosciuta come Nwobhm.
Di fronte a quel repentino cambio di rotta, alcune fra le band degli anni Settanta seppero reagire prontamente, affiancandosi ai nuovi leoni dell’Acciaio sopraccitati, come Judas Priest e Motörhead, altre dovettero rivedere totalmente il loro approccio, rimanendo però coerentemente affrancate all’hard rock.
Nella terra di mezzo restarono altri gruppi, troppo poco duri per essere annoverati come heavy metal ma nello stesso tempo non abbastanza dolci e melodici per risiedere nell’empireo hard rock.
Fra questi ricadono i Nightwing, anche se a sprazzi e comunque solamente nella primissima parte della loro traiettoria musicale, per i quali la Hear No Evil Recordings, una sussidiaria della Cherry Red Records, ha recentemente licenziato sul mercato il cofanetto intitolato Long Hard Road: 1980-1985, raccolta antologica ricomprendente 5 Cd abbinata a un succoso libretto di ventotto pagine con qualche foto della band ma soprattutto molto testo suddiviso in due parti, entrambe griffate Rich Davenport. La prima ad appannaggio della storia del gruppo e la seconda dedicata a una lunga intervista con il team principal dei Nightwing, il bassista e cantante Gordon Rowley.
Come riportato nelle note accompagnatorie, la band si forma nel 1978, per mano del sopraccitato Rowley, ex bassista degli Strife, che chiama al proprio capezzale il tastierista Kenny Newton, i due chitarristi Eric Percival e Alec Johnson con il batterista Steve Bartley. Il debutto, dal titolo Something In The Air (CD1) del 1981, contiene un pot pourrì di canzoni che si dimenano fra boogie, prog rock e classico hard rock, fra le quali spiccano ben due cover: “Barrel of Pain” (Graham Nash) e una singolare “You Keep Me Hanging On” delle Supremes, poi ripresa con successo anche dai Vanilla Fudge a fine anni Sessanta. Da segnalare la notevole copertina, la prima di una lunga serie ad alto livello.
I mesi successivi vedono la band impegnata in tour con il gruppo di Ian Gillan, seguiti da un’apparizione al prestigioso Reading Rock Festival, nel 1981, quello con, fra gli altri, Girlschool, Samson, Saga, Trust, Rose Tattoo. È del 1982 il secondo disco, Black Summer, quello più heavy e sferragliante del lotto, nonché l’highlight del cofanetto, per lo scriba, che viene pubblicato dalla Gull Records (etichetta dei primi Judas Priest). Notevoli “Overnight Sensation”, “Evil Woman” e “Carry On”. La cover è realizzata da Melvyn Grant, già all’opera per Iron Maiden e Priest.
Sempre sotto la Gull esce il terzo album, Stand Up And Be Counted (CD3), nel 1983. Alla voce vi è Max Bacon, senza dubbio interprete di razza, anche se il disco segna irrimediabilmente un netto ammorbidimento dei suoni - Il singolo “Treading Water” si pone in territori AOR - e un calo nel songwriting. È del 1984 il quarto album, My Kingdom Come (CD4), che sugella lo status di band hard rock a tutti gli effetti, da parte dei Nightwing. Molto più a suo agio il cantato di Bacon a confezionare una serie di perle melodiche dall’andamento dinamico “Back on the Streets” e “The Devil Walks Behind You”. Copertina a firma Roger Dean (Yes, Asia). Presente inoltre la cover di “Cell 151” di Steve Hackett.
Archiviati gli abbandoni di Max Bacon e Alec Johnson, i Nightwing ingaggiano Dave Evans al microfono – nulla a che vedere con il cantante degli AC/DC - e Glynn Porrino alla chitarra per confezionare il primo e ultimo vero live album della loro storia, Night Of Mystery - Alive! Alive! (CD5) del 1985, registrato durante una serie di concerti in Yugoslavia e Germania Ovest. Un disco piacevole ma che non rende del tutto giustizia al gruppo, vuoi per il numero limitato di pezzi inclusi – solo otto! – vuoi per una scaletta discutibile, troppo orientata agli ultimi album.
Per la cronaca: i Nightwing tornano in studio nel 1986 per registrare il loro quinto album, Nightwing VI – non oggetto del cofanetto – per poi sciogliersi nel 1987 e riformarsi anni dopo.
Stefano “Steven Rich” Ricetti