Copertina di Kindred North dei Kindred North
Recensione Hard Rock · Album

Kindred North Kindred North

di Fabio Vellata 31 Agosto 2026 - 10:00
Tipologia
Album
Etichetta
Pride & Joy Music
Genere
Hard Rock
Nazione
Svezia

Due musicisti nordici con un bagaglio tutt’altro che trascurabile, un’idea chiara di melodic hard rock e nessuna volontà di mascherare le proprie radici ottantiane. Ed un debutto senza dubbio notevole.
I Kindred North nascono dall’incontro fra lo svedese Andi Kravljaca e il norvegese Andreas Nergård. Il primo, cantante e chitarrista, è passato da realtà quali Seventh Wonder, Hydra, Find Me e Thaurorod. Il secondo è il polistrumentista dietro al progetto Nergard. Entrambi condividono da oltre un decennio studi e palchi, ma questo debutto omonimo, uscito il 21 agosto per Pride & Joy Music, è il primo passo di un sodalizio presentato come una vera band, non come l’ennesima parentesi discografica fra collaboratori di lusso.

Kravljaca si occupa di voce e chitarre, Nergård di tastiere, basso e batteria; alla produzione lavorano insieme, con Daniel Flores coinvolto nelle sessioni vocali e Simone Mularoni dietro mix e mastering. Credenziali che potrebbero far pensare a un lavoro fin troppo levigato. Kindred North, al contrario, sceglie una strada più concreta: suono nitido ma non plastificato, chitarre corpose, ritornelli grandi e una scrittura che cerca di far convivere la rifinitura dell’AOR con un impatto hard rock più deciso.

“A Guiding Heart” mette subito le carte in tavola: riff moderno, ritmica sostenuta e un ritornello ampio, nel quale la voce di Kravljaca privilegia espressività e controllo rispetto alla classica impostazione da frontman tutto acuti e spavalderia. “Natural High”, più immediata e solare, si muove tra influenze scandinave e melodic rock statunitense, con tastiere ben dosate e un hook che arriva senza forzature. È probabilmente il brano più accessibile del lotto, anche se il gruppo dà il meglio quando lascia alle chitarre maggiore spazio e peso specifico.

“In This Is Love” — con il suo impasto di riff e cori — richiama in modo abbastanza esplicito Dokken e Whitesnake, mentre “A Billion Miles Away” è uno dei momenti più riusciti del disco. Una ballata AOR elegante, costruita su tastiere avvolgenti e una linea melodica che potrebbe trovare posto nel repertorio più raffinato di Toto o Richard Marx. Non è un confronto da poco, ma qui il duo possiede il buon gusto necessario per non trasformare l’omaggio in imitazione.

“Walk Through The Fire” torna su coordinate più ariose, con una vena westcoast ben percepibile, mentre “Dance The Night Away” recupera energia e spensieratezza senza cadere nel semplice riempitivo da party-rock. La seconda metà non mantiene sempre lo stesso livello di ispirazione: “Runaway” e “Divine” sono ben suonate e coerenti con il quadro, ma meno incisive sul piano delle idee, quasi troppo rispettose di una formula già definita. È invece “Lose Control” a riportare il disco su toni più nervosi, grazie a chitarre più aggressive e a una dinamica finalmente meno trattenuta.

Il punto di forza di Kindred North è la capacità di usare un codice sonoro familiare senza limitarsi a ripeterne il vocabolario. Le influenze di Winger, Dokken ed Europe sono evidenti - del resto gli stessi musicisti le indicano apertamente -  ma il disco evita in larga parte il pedissequo rifacimento di roba storica fine a sé stesso. Si cerca un minimo di personalità: arrangiamenti moderni, riff talvolta accordati più in basso e una produzione energica lo tengono saldamente nel presente.

Non tutto è memorabile e un po’ più di ruvidità nelle chitarre ritmiche avrebbe probabilmente giovato ad alcuni episodi, ma il livello compositivo resta alto lungo tutti gli undici brani. Kindred North non reinventa il melodic hard rock, né sembra volerlo fare: preferisce scrivere canzoni solide, suonarle con competenza e recuperare quella sincerità emotiva che spesso manca alle produzioni troppo calcolate.

Fra le possibili sorprese liete del 2026 in ambito melodico, questo debutto merita senz’altro attenzione: un album maturo, ben calibrato e capace di rivolgersi sia al pubblico AOR sia a chi cerca un hard rock melodico contemporaneo, suonato con passione e senza inutili pose.

https://www.youtube.com/watch?v=JziH6zVbo3M&t=3s

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