Gli Shakra non hanno mai preteso nulla di particolare. Men che meno di codificare qualcosa di nuovo o diverso da una rassicurante tradizione. Da oltre trent’anni infatti, gli svizzeri lavorano piuttosto sulla continuità: riff riconoscibili, melodie facili, ritornelli immediati. Molta sostanza senza bisogno di effetti speciali. "Just Live Loud!", quattordicesimo album in studio e debutto per Frontiers Music, non modifica sostanzialmente questa equazione; semmai prova a renderla un po’ più asciutta, più diretta, meno levigata del consueto.
La sensazione è quella di una band che sa esattamente dove mettere le mani, forse persino troppo bene. “Let The Show Begin” apre il disco con il pilota automatico inserito, ma è un pilota automatico ben tarato: riff secco, ritornello bello pieno, attitudine da opener pensato per accendere un pubblico già predisposto. Molto più incisiva “Wasteland Warriors”, che ha un passo più pesante e una tensione meno prevedibile, mentre la title track fa ciò che promette fin dal titolo: non lascia grandi cicatrici, ma possiede quella semplicità sfacciata che dal vivo potrebbe trasformarla in uno dei momenti più partecipati.
Il brano che resta più facilmente in testa, o comunque più curioso, coincide con “Left Outside Alone”, prima cover affrontata dagli Shakra e scelta tutt’altro che scontata. Il successo di Anastacia viene privato di parte della sua patina pop e ricondotto a un linguaggio hard rock più fisico, fatto di chitarre in primo piano e ritmica compatta. La presenza di Seraina Telli non è soltanto funzionale a richiamare il dialogo vocale dell’originale: la cantante aggiunge carattere e intensità, evitando che l’operazione resti un semplice omaggio di repertorio. Non è un brano che ridefinisce il profilo della band, ma è una cover rispettosa e ben collocata nella scaletta, capace di portare una variazione melodica credibile senza spezzare il flusso dell’album.
La parte centrale e finale del lavoro soffre qualche inevitabile calo. “Legends Never Die” e “When We Were Young” cercano la carta dell’emozione e della nostalgia, ma non sempre trovano una melodia abbastanza forte da giustificarne l’enfasi. “New Tattoo”, in particolare, sembra costruita con materiali già ampiamente utilizzati dalla band e dal genere intero: funziona, ma non sorprende. Più interessante “High Above The Storm”, che recupera dinamica e respiro prima della chiusura di “Screaming Silence”.
Just Live Loud! è un disco onesto proprio perché non cerca di essere altro. Non contiene svolte decisive nella storia degli Shakra né una quantità memorabile di idee, ma ha un suono compatto, alcuni ritornelli centrati e una manciata di episodi — “Wasteland Warriors”, “Left Outside Alone” e “Lost Generation” soprattutto — capaci di sostenere più di un ascolto. Per chi segue la band, una conferma affidabile. Per chi cerca un ingresso nel loro catalogo, non necessariamente il capitolo imprescindibile, ma certamente uno dei più immediati.
https://www.youtube.com/watch?v=CdKjVgUFkoo