I Code Red nascono come progetto svedese AOR/melodic rock guidato dal cantante e songwriter Ulrick Lönnqvist (già Sahara) e dal chitarrista Morgan Jensen (Swedish Erotica), con la produzione affidata a Daniel Flores, nome di casa per chi mastica Find Me e Hydra. “Incendiary” è l’unico album a nome Code Red, uscito originariamente nel 2017 e divenuto in breve tempo oggetto da collezionisti, difficile da reperire se non a cifre poco ragionevoli. La decisione di Pride & Joy Music di recuperarlo all’interno della collana Classixx, con stampa limitata a 300 copie e remaster firmato Jimmy Gunnarsson, ha quindi il sapore del servizio reso alla comunità AOR più che del classico sfruttamento nostalgico.
Questa nuova edizione mantiene i dieci brani originali prodotti da Flores, (qui anche batterista) cui si aggiungono tre bonus: “Into The Fire” con Lönnqvist alla voce, prodotta da Hal Marabel (Bad Habit), “Some Of Us” supervisionata da Michael Palace, e una demo di “Saving Grace”. La durata complessiva sfiora l’ora, ma la scelta di inserire materiale aggiuntivo ha un senso filologico. Le tracce extra ampliano la fotografia del progetto senza snaturare il flusso del disco, e la demo di “Saving Grace” offre uno spaccato interessante sul processo compositivo, pur essendo ovviamente rivolta ai maniaci del dettaglio più che all’ascoltatore occasionale.
Il remaster di Gunnarsson lavora in modo misurato: volume generale e suoni alti risultano incrementati, ma senza quella compressione soffocante che spesso affligge le riproposizioni moderne. Le chitarre guadagnano in definizione, specialmente nei brani più dinamici, mentre le tastiere restano al centro, preservando quell’equilibrio tra impatto melodico e patina radio-friendly che era uno dei punti di forza dell’uscita originaria. Non siamo di fronte a una rivoluzione sonora, e chi possiede il primo pressaggio non sentirà la necessità assoluta di un upgrade, ma per chi si avvicina oggi al disco la resa è solida e rispettosa.
La tracklist, da “I Won’t Be Your Hero” fino a “Are You Leaving You”, è una sfilata piuttosto compatta di AOR nordico che guarda tanto alla tradizione americana quanto alla scuola svedese più recente. I pezzi giocano su chorus ampi, arrangiamenti puliti e una scrittura che predilige la melodia alla muscolatura, con “Heat Of The Night”, “Saving Grace” e “Forever And A Day” a incarnare al meglio la formula Code Red. Hook immediati, riff non invasivi e un gusto per il refrain che rimane in testa senza cercare l’effetto slogan a tutti i costi.
Le bonus track meritano una parentsi. “Into The Fire” mostra una declinazione leggermente più incisiva, complice la mano di Marabel, e potrebbe fungere da ideale ponte verso chi conosce Bad Habit e affini. “Some Of Us”, dal canto suo, porta in dote una sensibilità melodica che i fan di Michael Palace riconosceranno al volo, pur mantenendo una coerenza stilistica con il resto dell’album. La demo di “Saving Grace” è più grezza, com’è ovvio, ma proprio per questo restituisce il nucleo emotivo del brano, evidenziando quanto la scrittura fosse già centrata prima del trattamento finale in studio.
L’onestà impone di dire che “Incendiary” non ha l’ambizione di reinventare alcunché, né nel 2017 né oggi. Siamo dentro coordinate AOR molto consolidate e tradizionali: chi cerca idee o soluzioni di produzione particolarmente audaci resterà sul proprio. Quello che il disco fa, però, lo fa con mestiere e gusto. Non ci sono riempitivi clamorosi, la qualità media dei brani è costante e la voce di Lönnqvist, pur senza voler impressionare, si dimostra perfettamente funzionale al tipo di materiale.
La ristampa Pride & Joy, limitata e curata, si rivolge in primis agli appassionati di AOR che avevano mancato il titolo all’epoca o che rifiutavano di piegarsi ai prezzi da collezionismo. In seconda battuta, è una porta d’ingresso credibile per chi vuole esplorare l’area più melodica della scena svedese senza passare dai soliti nomi ormai canonizzati. Non è un disco “necessario” in senso assoluto, e chi ha una collezione già ricca di classici AOR potrebbe percepirlo come più complemento che pietra miliare, ma nel suo segmento specifico resta un lavoro di livello, con una ristampa che ne valorizza la reperibilità e ne rispetta la natura.
La ristampa 2026 di “Incendiary” dei Code Red definisce, con il senno di poi, la statura di un piccolo culto AOR che all’uscita del 2017 era forse sfuggito ai più, ma non agli addetti ai lavori.
https://www.youtube.com/watch?v=tjzSatRPrBM&t=1s