Copertina di Homage dei Tesla
Recensione Hard Rock · Album

Tesla Homage

di Carlo Passa 18 Luglio 2026 - 18:42
Band
Tesla
Tipologia
Album
Genere
Hard Rock
Nazione
Stati Uniti

Chi scrive è sufficientemente maturo per ricordarsi benissimo quando uscì Five Man Acoustical Jam. Era il novembre del 1990, un mondo stava per finire e noi non lo sapevamo. Eppure, l'aria iniziava a cambiare giro: i Poison non vestivano più così colorati, gente come i Mötley Crüe e gli Aerosmith andava dicendo di essere pulita e, appunto, i Tesla se ne uscivano con un album live che registrava una jam acustica suonata dalla band in quel di Philadelphia. E quello che pareva un diversivo innocente divenne il primo live unplugged, padre di una serie di epigoni più o meno riusciti pubblicati negli anni Novanta, quando il ritorno alla semplicità delle origini sembrava essere la regola.
In Five Man Acoustical Jam, la band di Jeff Keith si cimentava in ben cinque cover, suonate alla grande: Signs (dei Five Man Electrical Band) e We Can Work It Out (dei Beatles) divennerro addirittura delle piccole hit. Ecco, quindi, che questo Homage, che raccoglie tredici cover e un pezzo originale, non è il prodotto estemporaneo di una band senza più idee, ma un disco onesto che, come il titolo mette in chiaro, omaggia le influenze dei Tesla e, va detto, guarda con un poco di nostalgia agli anni in cui i membri della band, ragazzini, scoprivano la bellezza del rock, iniziando a decidere di farne la propria vita.
Homage si apre con Never Alone, il pezzo inedito del lotto, che non aggiunge molto alla discografia della band, ma che ne dimostra una volta ancora la notevole vena compositiva e, soprattutto, la capacità immutata di rendere il groove di pezzi che non aspettano altro che essere definiti semplicemente rock.
Scegliete voi la cover preferita. Il vostro recensore si limita qui a indicarvi i pezzi che più lo hanno colpito, in virtù di un impasto fatto di esecuzione, storia personale e qualità.
Spread Your Wings (dei Queen) è magnifica: meno pomposa dell'originale, lascia trasparire un calore oggi così tanto raro nelle produzioni digitali che abbondano intorno a noi.
Con If I Can Dream (di Elvis Presley) si va sul sicuro: un 6/8 proprio d'altri tempi, ma al contempo eterno.
Se I Got You (di James Brown) poteva essere tralasciata, Give A Little Bit (dei Supertramp) è un davvero un gioiellino, I Love You (della Climax Blues Band) regala qualche brivido e The Ballad Of Curtis Loew (dei Lynyrd Skynyrd) si limita a brillare di luce propria: e che luce!
Alla fine, non c'era bisogno di un album di cover suonate dei Tesla. Ma questa è ragione, mentre in Homage troverete cuore e passione: prendetelo come un ringraziamento a quegli idoli che hanno reso un po' meno dura la vita di un grande gruppo di ultrasessantenni. Direi che basti e avanzi.

https://www.youtube.com/watch?v=Up-iugVdxpg

Carico il prossimo articolo