Copertina di Gloomy, Eerie And Weird dei The Mugshots
Recensione Punk · Album

The Mugshots Gloomy, Eerie And Weird

di Valeria Campagnale 23 Agosto 2026 - 09:00
Tipologia
Album
Etichetta
My Kingdom Music
Genere
Punk
Nazione
Italia

Sotto la guida visionaria di Mickey E.Vil, fondatore, mente creativa e perno compositivo del progetto, The Mugshots mettono a segno un ritorno discografico di straordinario spessore, facendo della stratificazione stilistica e dell'impatto sonoro i propri indiscutibili punti di forza. L'architettura sonora dell'album beneficia in modo decisivo della produzione curata da Priest, abile nel bilanciare la materia grezza con una definizione pulita dei volumi, unitamente al magistrale lavoro di mastering affidato alla leggenda del metallo svedese Dan Swanö. Il risultato finale è un'estetica sonora cruda e viscerale ma al contempo estremamente accurata, perfettamente modellata per aderire alla narrazione oscura e complessa dell'intero album che vanta un parterre di ospiti eccezionale, sia per quantitativo che per rilevanza.
Il ritorno a un decennio da "Something Weird" riflette la rigorosa etica del gruppo, dire no all'urgenza del mercato e alla sovraproduzione per concentrarsi sul perfezionamento di ogni singola composizione. Il risultato è "Gloomy, Eerie And Weird", una sequenza di dieci brani che si sviluppa come un percorso vario e imprevedibile. L'album spazia dalle imponenti atmosfere tastieristiche di "Cold Inside" e "Nuclear Memento", guidata dalla drammatica prova di Angela Busato, fino alle fascinazioni lisergiche di "Acid Mantra". Il mosaico musicale trova il suo equilibrio integrando le ruvide vibrazioni garage-rock anni '80 di "It’s My Time" con le venature dark sound di scuola italiana con un'inattesa e raffinata prova di Enrico Ruggeri & Decibel. Sotto il profilo espressivo, il canto di Mickey E.Vil punta tutto su un approccio spiccatamente teatrale, mettendo in secondo piano la mera virtuosismo tecnico per concentrarsi sulla carica emotiva e sull'impatto atmosferico. Questa performance si fonde in modo impeccabile con un lavoro di sintetizzatori ricco e dettagliato, capace di regalare al disco un'identità sonora in bilico tra nostalgia retrò e gusto contemporaneo.
La struggente "Flow, My Tears" con il contributo di della leggenda del punk britannico Gaye Advert.
Allo stesso modo, le incursioni di due pilastri del metal mondiale come Andy LaRocque (King Diamond),  Sakis Tolis (Rotting Christ) e Jim Mutilator (ex-Rotting Christ, ex-Varathron), ampliano la palette sonora del disco senza mai incrinare la coesione del lavoro e li si possono ascoltare in "The Nameless" il brano dalle trame più ambiziose e pesanti di "Gloomy, Eerie And Weird", portando l'impronta distintiva assieme a di tre vere e proprie icone del metal estremo. In questa ricca architettura, spicca per carica emotiva l'apparizione postuma di Mario "The Black" Di Donato in "Inter Ludus", le sue ultime tracce incise trasformano il brano in un toccante omaggio alla sua memoria.
"The Empty Park" è una delle tracce chiave dall'album Il brano vede la partecipazione di Trevor (Sadist) alla voce, e di Fredrik Norrman (ex Katatonia, October Tide) alla chitarra solista.
Seppur esiga un ascolto attento per cogliere ogni minima sfumatura di arrangiamento, data la sua natura elaborata e intellettualmente stimolante, "Gloomy, Eerie And Weird" emerge tra le opere più autentiche, convincenti e ipnotiche dell'ultimo corso della band. È un lavoro cucito su misura per chi ama le atmosfere buie, sperimentali ed estranee a qualsiasi schema commerciale.

https://www.youtube.com/watch?v=lkxGKqNyYIs

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