Copertina di Generation Radio dei Generation Radio
Recensione AOR · Album

Generation Radio Generation Radio

di Francesco Maraglino 10 Agosto 2022 - 00:01
Tipologia
Album
Genere
AOR
Nazione
Stati Uniti

Se siete inguaribili nostalgici del sound del cosiddetto “yacht rock” dei primi anni Ottanta, e, dunque, anche inevitabilmente innamorati persi dei suoni dei Chicago più eleganti e soft e dei Journey, accostatevi con fiducia al primo disco dei Generation Radio, ennesimo supergruppo della benemerita label Frontiers.
Questa volta, a mettere insieme le proprie forze e la propria ispirazione attorno ad un unico progetto, troviamo Jay DeMarcus, polistrumentista militante nella band country-rock Rascal Flatts, Jason Scheff (per lunghi anni bassista e cantante solista proprio nei Chicago) e Dean Castronovo (batterista e cantante per Journey e Revolution Saints).
Completano la line-up il polistrumentista Chris Rodriguez (il quale ha suonato sia con Rascal Flatts che con Chicago) e Tom Yankton (chitarrista e cantante, tra l’altro, con Kenny Loggins).
“Generation Radio” (questo il semplice titolo del platter generato dal quintetto) con tali premesse, non poteva che essere un mix riuscitissimo tra i sound delle band di origine dei nostri, carico di suoni raffinati, scintillanti, e stracolmi di melodia e gusto strumentale.

Classe ed armonia contraddistinguono le canzoni più vellutate dell’album, tra le quali spicca la squisita ballata soft-rock di scuola Chicago I Hope You Find It.
Sempre sulla scia del leggendario gruppo statunitense si colloca lo slow strappacuore, intenso e da manuale, dal titolo Don’t Go.

Ancora, deliziosa ed accattivante è la semiballad Angels, mentre Finally Got It Right emoziona grazie al propria melodia distesa tra un pianoforte che fa da guida e il malinconico suono degli archi.

Alquanto avvincenti ed interessanti (e, dunque, tutt’altro che manieristici come può avvenire, talora, con alcune opere in questo ambito) appaiono poi i brani più movimentati.
Parliamo, in particolare, di Time To Let It Go, vorticoso e travolgente con sezione ritmica e chitarra elettrica sugli scudi, e Lights Go Out In Paradise, midtempo AOR dalla melodia evocativa sulla scia di certi Journey, ma infiammata da sprazzi di nervosi intrecci rock.

Why Are You Calling Me Now, invece, è un midtempo limpido e luminoso che, ancora una volta, piacerà agli ammiratori dei Chicago, mentre All Night To Get There è più veloce – ma senza aggredire – e mescola gli spunti della band che fu di Jason Scheff  con quelli dei Journey.

In Smoking, addirittura, i Generation Radio s’allontanano dallo stile soffice che prevale nel disco, per cimentarsi con grande feeling in una canzone ruvida e dalle nuance hard blues.

Il disco della band statunitense è, dunque, un lavoro in grado di portarci indietro ai tempi del massimo splendore di certi suoni AOR e melodic rock. I cinque musicisti ci deliziano con classe da vendere, sopraffina abilità di arrangiamento (curatissimo, ça va sans dire) - e di composizione (nessun brano e da trascurare, ”all killer no filler”, direbbe qualcuno) ma anche con sorprendente  - e coinvolgente - freschezza.

Francesco Maraglino

Altri album di Generation Radio

Carico il prossimo articolo