Copertina di From Hell dei Blood White
Recensione Metalcore · Album

Blood White From Hell

di Daniele D'Adamo 29 Agosto 2026 - 13:00
Tipologia
Album
Etichetta
Metalville Records
Genere
Metalcore
Nazione
Germania

Nati nel 2022, in soli quattro anni i Blood White sono diventati una delle punte del modern metal tedesco. O metalcore, anche se lo scriba non vedrebbe male neppure l'alternative metal. Definizioni che lasciano il tempo che trovano, giacché il quintetto teutonico è riuscito a elaborare uno stile personale atto a superare le varie elucubrazioni mentali.

Stile che obiettivamente strizza l'occhiolino ai dettami di base dei summenzionati generi, ma in un modo equilibrato sì da dar vita qualcosa di proprio, che pochi si aspetterebbero da una formazione così giovane. E infatti accade esattamente il contrario: "From Hell", il debut-album, tutto sembra fuorché una prima uscita sul mercato discografico. Dr. Zero, il cantante, e i suoi compagni d'arma, sono riusciti a creare un sound adulto, perfetto in ogni sua fase, il cui livello tecnico/artistico è già al massimo.

Fa bella mostra di sé anche il travestimento, basato sui colori bianco e rosso, esattamente come il nome della band. Verrebbe da pensare agli ennesimi emuli degli Slipknot ma così non è, affatto. I Blood White travalicano ogni equivoco per fornire a chi ascolta dodici brani di... puro metal. Come detto, ma giova rammentarlo, perfetto, adulto, attuale. La cui esatta definizione sfugge per fortuna da cliché triti e ritriti, anche perché, in "From Hell", c'è parecchio heavy metal (pure).

Dr. Zero tratteggia le proprie linee passando con naturalezza da un growling profondo alle harsh e quindi alle clean vocals, mischiando ulteriormente le carte in tavola per chi volesse per forza di cose tirare dal cappello un'unica definizione per la musica dei Nostri. Le due chitarre, manovrate da Mr. Bonesaw e D.C. Spark, offrono un esempio da tenere a memoria (per i musicisti) su come debba essere utilizzato lo strumento. Sia nella fase ritmica, ricca di stop'n'go ("Bloodified") e di riff granitici, monumentali ("I Smell Blood"), sia in quella solista, inappuntabile nella sua reminiscenza che pesca sino alle radici del già citato heavy metal ("Unholy Water"). Assieme a loro, romba perennemente in sottofondo il basso di Gas Gee. E, a proposito di ritmo, Luke Y-Cut, il batterista. Che, assieme a certi segmenti proposti da Dr. Zero ("Fear"), è principale responsabile della vicinanza ma non aderenza della sua compagine agli Slipknot ("Kill Everyone"). Per comprendere questa osservazione, è sufficiente far propri i pattern di "All I Said Was a Lie" e di "Unholy Water".

Insomma, l'eco del combo di Des Moines si fa sempre sentire, ma i Blood White hanno avuto la forza e la capacità di prendere alcuni aspetti del loro modo di porsi ma niente più: "From Hell" è un disco caleidoscopico, nel senso che sfiora qua e là le più disparate influenze per farle sue, elaborarle, e inserirle nella matrice principale del sound. Che, a dispetto di come potrebbe pensare, mantiene tutta la sua originalità.

Originalità dovuta, anche e soprattutto, a un elemento cardine del suono dei Blood White: la melodia. Quest'ultima e il metal estremo, assieme, non si trovano tutti i giorni per strada. Anzi. Invece, l'act mitteleuropeo è riuscito nell'intento. Per puro spirito esemplificativo si citano, quali brani di maggiore appeal tali da risultare addirittura catchy: "Guns & Fear", "From Hell" e il terrificante tormentone intitolato "Run Or Die".

A questo punto è chiaro che i Blood White siano una formazione da tenere d'occhio, giacché hanno cucito nel proprio DNA l'innato dono di saper scrivere delle belle canzoni, la cui melodiosità si sposa alla rudezza intrinseca di uno stile che, oggi come oggi, è manifesto di modernità. Ma, soprattutto, indice di una non comune bravura nella composizione sia del sound, sia delle singole tracce.

Daniele "dani66" D'Adamo

https://youtu.be/qVvJStc7kSM?list=RDqVvJStc7kSM

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