Copertina di Empowered Emotions dei Gary John Barden
Recensione Hard Rock · Album

Gary John Barden Empowered Emotions

di Carlo Passa 20 Settembre 2026 - 17:52
Tipologia
Album
Genere
Hard Rock
Nazione
Regno Unito

Spero che chiunque passi da questa recensione conosca Gary J. Barden. Insomma, siamo davanti a un uomo che ha prestato la voce a uno dei live più belli della storia del rock, quel One Night at Budokan che catturò magicamente tutta la grandezza del Michael Schenker Group nel 1982.
E il buon Barden, oggi ultrasettantenne, sembra non essere mai uscito da quegli anni, tanto che questo nuovo Empowered Emotions suona esattamente come se fosse stato pubblicato dagli MSG nella prima metà degli anni Ottanta. Al lettore il compito di decidere se questo sia un pregio, o meno: al recensore tocca di raccontarvi se la sua sensazione sia che Empowered Emotions rappresenti un capitolo sostanziale, o una parentesi trascurabile nella lunga carriera del cantante inglese.
Ebbene, il disco è proprio bello: tutta l'esperienza di Gary Barden traspare dai dodici brani del lotto, arricchiti da cameo di grande qualità, come le tastiere di Don Airey nella elegantemente malinconica title-track, o l'assolo di Michael Schenker (poteva mancare?) nell'epica cadenzata di Dark Water.
Ed è proprio l'epica particolarissima che impreziosì i primi anni dei MSG a essere il tratto comune a tanti pezzi di Empowered Emotions, dalla classica Barden's Overture alla cavalcata tambureggiante di Ride Horsemen Ride, il cui ritornello è un inno all'heavy rock più tradizionale.
Non mancano episodi più sbarazzini, come This Phoenix's Gonna Burn Ya, o le consuete ballad, che a questo giro si intitolano Walk Away, in vero una versione un poco sbiadita dell'inarrivabile Never Trust a Stranger, e Let the Children Play, che è una vetrina per la chitarra di Michael Voss, autore insieme a Barden dei brani di Empowered Emotions.
In conclusione, ho apprezzato Empowered Emotions: mi ha fatto venire una gran voglia di andare spolverare la mia copia di MSG (1981), non tanto per compensare le mancanze del presente con le glorie del passato, quanto perché, pur nello scorrere dei decenni, la voce di Gary J. Barden non smette di emozionarmi. Empowered Emotions, per fortuna, riesce a valorizzarla al meglio.

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