Con una melodia che ricorda le canzoni natalizie si apre “Echoes From The Winter Silence”, quarto studio album del progetto Tezza F. riconducibile al polistrumentista veronese Filippo Tezza. Il full-length è uscito a metà settembre per la Elevate Records, ha un discreto artwork (un po’ in stile Sabaton) ed è composto da 8 canzoni (finalmente un disco senza inutili intro!) per la durata totale di poco inferiore ai 52 minuti, segno che il minutaggio dei vari pezzi è alquanto elevato. Alla lunga, infatti, ascolto dopo ascolto, questo particolare si rivelerà un’arma a doppio taglio, nel senso che Tezza ha un attimino esagerato nel songwriting ed alcune tracce (come la lunga “One Last Sacrifice”, o la suite conclusiva “Winter Of Souls”, divisa in ben 4 movimenti) forse sarebbero state più efficaci e convincenti con qualche taglio qua e là ed un minutaggio minore. Non ho apprezzato, inoltre, le backing vocals in growling che compaiono ogni tanto e che ho trovato sinceramente fuori posto. Dopo l’ottima accoppiata iniziale, composta dalla “natalizia” opener “For A New Hope” e dalla tellurica “The Shining Path”, furbamente entrambe scelte per la realizzazione di lyric videos,
https://youtu.be/lBJsWzr5Mtc?si=XGd67TtnoTkUt0Yj
ecco che il ritmo rallenta parecchio con l’affascinante “Darkness”, canzone elegante, dall’incedere quasi melodrammatico e malinconico. Di “One Last Sacrifice” abbiamo già parlato (è soprattutto dopo il quarto minuto, nella parte centrale che il brano, altrimenti bello ritmato, fatica alquanto) e subito dopo arriva forse il pezzo migliore del lotto: la strumentale “Tides Of War”. E questo non perché la performance vocale di Filippo Tezza abbia qualcosa che non vada (assolutamente no!), ma semplicemente perché le parti strumentali di questo brano sono veramente piacevoli e ben fatte! “This Journey Begins” è l’immancabile ballad romantica e zuccherosa (detta sinceramente, non mi ha fatto impazzire), mentre “Sacred Fire” ricorda vagamente i Rhapsody sia per il lavoro alle tastiere, che per le parti corali e le ritmiche serrate della batteria (quanto mi piacerebbe che a suonare questo strumento sia un vero musicista e non un computer!). Si chiude con la lunga suite “Winter Of Souls”, come detto, divisa in quattro movimenti, quasi ¼ d’ora in cui Tezza ci mette tutta la sua passione, ma forse esagera un pochino già a partire dalla lunga parte introduttiva e magari avrebbe avuto migliore fortuna senza superare i 10 minuti di durata. Ciò nonostante, questo “Echoes From The Winter Silence” conferma le qualità indiscutibili del progetto Tezza F.; quando ci sono talento e passione è pressoché scontato che ne venga fuori qualcosa di valido e di piacevole da ascoltare, proprio come in questo caso!
https://youtu.be/JB-6eqXhkJ0?si=M1ZlM97q6LrawkPY