Pantaloni stracciati, gilet di pelle, t-shirt con il logo della Jack Daniel's o teschi assortiti e attitudine 100% rock n' roll da strada: gli Speed Stroke hanno così importato l'hair metal/sleaze dalle spiagge californiane alla riviera romagnola. E poco importa se Imola, la loro sede operativa, non si trovi proprio sul mare: in fondo dalla città dell'autodromo Ferrari basta solo un'ora di macchina per raggiungere Riccione o Marina di Ravenna.
Dopo aver iniziato il loro cammino nel 2010, gli Speed Stroke giungono ora al loro quarto album in studio, “Demage Control”, un'uscita che si presenta con una copertina che avrebbe potuto essere una potenziale locandina del film “Airplane!” – conosciuto in Italia come “L'aereo più pazzo del mondo” –. Edito dalla Scarlet Records, il disco esce a fine agosto 2026 e può contare sulla collaborazione dalla mano esperta di Erik Mårtensson degli Eclipse, che ne ha curato il suono presso gli studi Mass Destruction Production in Svezia.
Come da ormai venticinque anni a questa parte, la formazione romagnola continua a seguire la strada tracciata da Guns N' Roses, Mötley Crüe e dai loro discepoli scandinavi, contribuendo a portare avanti la bandiera di quel hard rock viscerale, ma al contempo malizioso, suonato con le Les Paul e gli amplificatori Marshall.
La band fa capire fin dall'inizio di avere i motori caldi con “Glorious Breakdown”, pezzo incandescente che si assesta su velocità elevate. Il ritmo della corsa resta alto anche con la gagliardissima title track, che decolla immediatamente sulle note di un riff tagliente e di un basso scoppiettante. A dispetto del titolo, il brano non pare contenersi ed esplode in un vorticoso assolo che poi si riaggancia con disinvoltura al riff iniziale.
L'album si rivela fin da subito dinamico e incisivo, con le chitarre di D. B. e Michael Crimson che viaggiano compatte e vanno a centrare il bersaglio con facilità. Le varie canzoni scorrono via tra massicce dosi di adrenalina e melodie da arena rock dove l'odore degli anni '80 è molto forte, senza comunque mai risultare fuori contesto. Nessuno, infatti, si è dimenticato che siamo nel 2026 e, nonostante gli Speed Stroke facciano riferimento ad un genere musicale nato quarant'anni fa, “Demage Control” può vantare un suono moderno ed attuale. Il tutto grazie al lavoro di Mårtensson, che si riconferma ancora una volta la persona giusta da piazzare dietro la console, riuscendo a rendere le canzoni sempre fresche e sul pezzo. A questo, bisogna poi aggiungere anche la genuinità e la voglia di divertirsi della band, una qualità che dona ai loro dischi freschezza e godibilità.
Ragguardevoli anche le potenti ed esplosive parti di batteria, dove non si può fare a meno di notare il tocco power operato da Dario Capacci dei Trick Or Treat, la cui presenza in formazione può rappresentare un po' una sorpresa per qualcuno. Subentrato dopo l'uscita di Alessandro Zucchini, Capacci, a dir la verità, non è un membro fisso degli Speed Stroke, ma li ha temporaneamente aiutati come ospite per le registrazioni di questo nuovo album, prima di cedere il posto al nuovo batterista ufficiale Maddy.
Particolarmente attenta alla melodia “State Of Shock”, che trova il suo apice nel coinvolgente ritornello, mentre la festaiola “All For The Weak End” mette in campo un atteggiamento più ruvido e stradaiolo.
Il disco scorre via in modo fluido, piacevole e divertente. I cinque musicisti fanno del loro meglio mettendoci grinta e convinzione, raggiungendo livelli qualitativi di tutto rispetto.
Se le influenze statunitensi e scandinave rimangono la maggior fonte di ispirazione per gli Speed Stroke, le radici italiche emergono con la goliardia di “Italian Coglione”, dove la carica dei Kissin' Dynamite va a incontrare la sfrontatezza degli Skiantos.
Fra i vari brani si distingue la radiofonica “Walls”, sorretta da una solida linea di basso che consente a chitarre e voce di muoversi in sinergia nel creare un accattivante tappeto sonoro. Degna di nota anche “In Flames” (niente a che vedere con la band di Anders Fridén), dove si mette ancora in bella mostra il drumming dritto e preciso di Dario Capacci.
Il rock ad alta tensione è senza dubbio il piatto forte di questo platter, con l'energia dei riff che si intreccia a melodie a volte suadenti, altre più aspre. In mezzo alla carica rock trovano comunque spazio un paio di episodi con un'anima blues, come il mid tempo “Heart Of The City”, oppure “Blessed By Misery”. Quest'ultimo in particolare risulta molto riuscito grazie alla sua forte carica emotiva, impreziosita dalla presenza di Giorgia Colleluori, voce, tra gli altri di It'sAlie e in un paio di lavori con i Sinner. L'alternarsi delle voci fra Jack e Giorgia dona al pezzo una forte intensità, che viene ulteriormente rafforzata sul finale da delle sensuali note di sassofono.
“Demage Control” si dimostra un lavoro solido e compatto, che ha tutte le carte in regola per poter essere competitivo a livello internazionale. Una formula musicale che non inventa niente di nuovo, certo, ma contribuisce a donare nuova linfa vitale a un genere che ancora oggi, a distanza di anni, continua a regalare adrenalina ed emozioni positive.