Nati a fine anni ’90 in Piemonte, gli Infection Code hanno costruito nel tempo una traiettoria solida nell’industrial/thrash italiano, mantenendo un profilo appartato ma costante e arrivando oggi al nuovo capitolo, l'EP "De Reptilium Arcanis", pubblicato per la storica etichetta tricolore Nadir Music. Il disco si inserisce con naturalezza in questo percorso: ritmo incalzante, chitarre dense e taglienti, una voce ruvida che lavora più sull’impatto che sulla varietà timbrica, il tutto sorretto da una produzione che privilegia l’abrasione rispetto alla pulizia chirurgica.
Le strutture dei brani puntano su una compattezza quasi monolitica, con pochi momenti realmente “aperti”, e questo da un lato rende l’album coerente e riconoscibile, dall’altro può generare una certa stanchezza se affrontato senza la giusta predisposizione. Alcune soluzioni ritmiche e di arrangiamento mostrano comunque la mano esperta di una band che sa cosa funziona nel proprio linguaggio e cosa no, evitando derive troppo sperimentali fine a sé stesse. In più, la produzione firmata da Tommy Talamanca ai Nadir Studios riesce a dare profondità al muro di suono senza snellirlo, mantenendo quella sensazione di ostilità controllata che è uno dei tratti distintivi del gruppo.
A spiccare sono i momenti in cui la band lascia filtrare qualche sfumatura atmosferica in mezzo al consueto impianto industrial, lavorando su dinamiche e stratificazioni piuttosto che sull’orecchiabilità pura. "False Messiah Squad", "World Eating Queen" e la conclusiva "King Among Insects" non sono brani “facili”, ma piuttosto passaggi che spezzano intelligentemente la linearità e aiutano il disco a respirare, pur restando all’interno di un perimetro espressivo volutamente duro e poco accomodante. Proprio questa scelta di coerenza estrema, che rifiuta scorciatoie, rende l'EP potenzialmente interessante per chi cerca un metal estremo con personalità, ma allo stesso tempo poco indicato per chi si avvicina al gruppo per la prima volta in cerca di immediatezza.
Nel complesso, "De Reptilium Arcanis" è un lavoro onesto e credibile, che conferma la capacità degli Infection Code di muoversi con sicurezza in un territorio sonoro tutt’altro che semplice, pur senza cercare scorciatoie in termini di accessibilità. Un disco dedicato soprattutto a chi apprezza l’industrial/thrash più ostile e rigoroso, e che richiede tempo e attenzione per svelare pienamente il suo impianto e le sue sfumature, risultando forse ostico al primo impatto ma via via più leggibile per chi ne accetta le regole.
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