Copertina di Conspiracy of Warheads dei Eternal (Grecia)
Recensione Thrash · Album

Eternal (Grecia) Conspiracy of Warheads

di Andrea Bacigalupo 27 Settembre 2026 - 08:30
Tipologia
Album
Etichetta
Floga Records
Genere
Thrash
Nazione
Grecia

La scena Thrash ellenica vanta un percorso di tutto rispetto. Partita da un livello molto underground a metà degli anni ’80, è riuscita ad attecchire nel proprio paese grazie alla costante capillarità del tape trading, una fitta rete che ha superato il problema dovuto alla scarsa diffusione di dischi d’importazione e di riviste specializzate estere. Questo circuito, che viaggiava essenzialmente per posta, ha permesso di distribuire, soprattutto nei centri urbani come Atene e Salonicco, i prodotti delle dirompenti scene statunitensi e tedesche che fecero da apripista.

Fu proprio in questi epicentri che sorsero band pioniere come Flames, Thanatos Inc. e Stigma, capaci di muoversi nel sottosuolo in aperta concorrenza sia con il più acclamato Heavy Metal classico di Vice Human, Spitfire e Vavel (e altri che si possono ascoltare nella compilation di culto ‘Greece Attacks’ del 1989), sia con la nascente scena Black Metal di Rotting Christ e Necromantia.

Il momento di svolta è arrivato con il nuovo millennio. Spinta dal prepotente ritorno del genere sul mercato globale, una seconda ondata greca – guidata dai Suicidal Angels e seguita a ruota da Exarsis, Bio-Cancer, Amken, Chronosphere e molti altri – ha cominciato ad avanzare con un'energia cinetica tale da varcare i confini nazionali, conquistando un posto meritato nella mappa del “battere e percuotere” globale.

Lungo questa linea si inseriscono oggi gli Eternal, formazione ateniese attiva da circa un paio d'anni e pronta a immettersi sul mercato discografico con ‘Conspiracy of Warheads’, album di debutto disponibile dal 28 settembre 2026 tramite Floga Records. Il moniker scelto è indubbiamente abusato (se ne contano una ventina su Metal Archives) e lo è altrettanto il loro Thrash Metal, purissimo e vecchio stampo, totalmente derivato dalla scuola d'oltreoceano. I richiami principali guardano ad Anthrax, Nuclear Assault e Sacred Reich nelle sezioni più urgenti, sfrontate e ricche di groove, mentre si orientano verso Megadeth e Metallica nei passaggi più tecnici e incisivi.

https://youtu.be/HZmaIL4ozB4

Al di là del carattere fortemente tributario, che in un debutto risulta ampiamente perdonabile, ‘Conspiracy of Warheads’ si dimostra un lavoro solido e riuscito, trainato da una tempesta di riff roventi che si intrecciano con soluzioni melodiche ad alto impatto. Il guitarwork è ricco e corposo, forte di assoli taglienti e scambi chitarristici ben strutturati; il basso pulsa con vigore grazie ad una produzione attenta a valorizzarne i volumi, mentre la batteria scatena un bel temporale e ci sono pure un sacco di cori trascinanti. Anche la voce fa centro: pulita ma graffiante, esprime una verve sovversiva dal buon retrogusto hardcore, ideale per veicolare testi focalizzati su tematiche socio-politiche, messaggi anti-militaristici e critiche alle storture della società moderna (anche se una traccia come ‘Theater of Thrash’ tradisce un approccio più scanzonato, confermando che va bene anche il non prendersi sempre troppo sul serio).

Il risultato finale è un compendio di Thrash ultra-classico che non inventa nulla e presenta canzoni strutturalmente simili tra loro. Eppure, ogni singolo pezzo funziona a dovere e l'album non soffre di alcun momento di stanca. Il merito va anche ad una produzione capace di creare una densa atmosfera live, bilanciandola con la pulizia dei suoni e con i giusti volumi.

La tracklist alterna episodi veloci e taglienti come ‘My Way or No Way’ a sfuriate micidiali come ‘Man Down (In The Front Row)’, passando per brani dalle sfumature epiche come ‘Bloodspill’ e gli episodi di lucida follia che trapelano dalla lunga title-track. Ogni brano è arricchito da indovinati cambi di tempo e assoli slanciati, talvolta più articolati, ma sempre ricchi di spunti melodici. I fronzoli sono ridotti all'osso, limitandosi a due arpeggi malinconici come la vecchia scuola comanda: il primo, breve, spezza l’andatura a circa un terzo del disco (forse posizionato un po' troppo presto), mentre il secondo si colloca in chiusura, giusto per riportare la calma dopo la tempesta.

In conclusione, gli Eternal propongono formule già ampiamente codificate nel "cretaceo" del genere, ma l'operazione è condotta con una tale dedizione, rispetto e qualità esecutiva da risultare vincente. ‘Conspiracy of Warheads’ mette in mostra una band dal potenziale enorme e che può sicuramente andare avanti ed emergere, non resta che seguire i loro futuri sviluppi con viva curiosità.

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