Copertina di Another Nail In The Coffin dei Sha-Boom
Recensione Hard Rock · Album

Sha-Boom Another Nail In The Coffin

di Fabio Vellata 2 Settembre 2026 - 10:00
Band
Sha-Boom
Tipologia
Album
Genere
Hard Rock
Nazione
Svezia

Tornare dopo oltre vent’anni e farlo senza fingere di essere diventati altro è, in fondo, una scelta più onesta di tante improbabili operazioni di restyling. "Another Nail In The Coffin", rimette in moto gli Sha-Boom esattamente nel territorio e negli scenari che da sempre fanno parte del loro DNA. Hard rock melodico, cori importanti, chitarre pulite e un’attitudine costantemente festaiola.

La storia del gruppo è una di quelle tipicamente figlie degli anni Ottanta scandinavi. Nati a Stoccolma nel 1987, gli Sha-Boom si fecero rapidamente notare dividendo palchi con Europe e Treat, mentre il singolo “R.O.C.K.” arrivò al numero uno in Svezia e Norvegia. I successivi "R.O.C.K." del 1988 e "Let’s Party" del 1990 ne fissarono l’identità glam/melodic, giocosa e irrimediabilmente legata a quell’epoca.
Alla guida - all'epoca come oggi - c’è sempre Dag Finn, cantante norvegese e anima storica del progetto, qui affiancato da un Erik Mårtensson in veste di produttore, chitarrista, bassista e corista, con Thomas Broman alla batteria, Jonas Öijvall alle tastiere e Thomas Vikström ai cori.

L’apporto di Mårtensson è importante - diciamo pure angolare - perché rende il disco più moderno nella resa sonora di quanto il suo dichiarato culto degli Eighties possa far pensare. Dag Finn sostiene di non aver mai lasciato gli anni Ottanta, e con gli Sha-Boom non lo nasconde neppure per un secondo; eppure produzione asciutta, chitarre compatte e ritornelli nitidi evitano almeno in parte l’effetto reperto archeologico. O reparto geriatrico.
Non siamo davanti a un album che vuole sorprendere tramite soluzioni strambe o profondità concettuali. Qui conta soprattutto scrivere canzoni semplici, colorate e immediatamente utilizzabili.

“Never Stop” svolge bene il ruolo di apripista, grazie a un refrain ampio e a un andamento positivo che introduce subito il clima del disco. La title track è forse la fotografia più precisa del lavoro: riff diretto, armonizzazioni vocali e un ritornello quasi pop, con un ponte evidente verso il primo hard rock britannico e i Def Leppard delle origini. “Walk (Far Away)” prova ad allargare la formula con una vena più particolare e dinamica, mentre “The Sun, The Moon, The Stars” alleggerisce ulteriormente il tiro, confermando come la band non abbia alcun interesse nel mettere ombre sul proprio party rock.

Il vero punto di forza sta nella coerenza dell’umore: "Another Nail In The Coffin" è un disco allegro, sorridente e quasi programmaticamente disimpegnato. “Let’s Go (88)” dichiara già dal titolo la propria destinazione temporale, “One More Drink For The Road”, con la partecipazione di Linnéa Vikström delle Thundermother, aggiunge una dose ulteriore di goliardia, mentre “A Million Miles Away” ammorbidisce le coordinate con qualche inflessione più country-rock. Anche “Back On The Streets” ed “Emergency” non fanno altro che ribadire il concetto: ritornelli prima di tutto, volume alto e nessuna preoccupazione di apparire sofisticati.

Naturalmente, un’impostazione tanto lineare presenta il conto. Alcuni brani rischiano di fondersi tra loro e non tutte le melodie possiedono il guizzo necessario per restare impresse oltre il primo entusiasmo. Inoltre, chi cerca aggressività, evoluzione o un songwriting meno prevedibile farà fatica a trovare molto pane per i propri denti. Però gli Sha-Boom non vendono ciò che non sono. E per questo non possiamo non amarli. Proprio come una volta.
Perché il loro è un hard rock luminoso, melodico e volutamente innocente, ben suonato e prodotto con gusto.

"Another Nail In The Coffin" non ambisce a riscrivere la storia del rock ma riesce nel compito assai più modesto e dignitoso di riportare in circolo un gruppo con un’identità precisa. Un buon disco di ritorno: forse non indispensabile, certamente sincero, e consigliato a chi considera ancora cori, ritornelli e voglia di divertirsi elementi tutt’altro che secondari.

https://www.facebook.com/Officialshaboom

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