Copertina di All That Glimmers is Gloam dei Veilburner
Recensione Death · Album

Veilburner All That Glimmers is Gloam

di Daniele D'Adamo 16 Ottobre 2026 - 12:00
Band
Veilburner
Tipologia
Album
Genere
Death
Nazione
Stati Uniti

Il duo di pazzoidi chiamato Veilburner continua a sparare full-length come una mitragliatrice. Stavolta, è il turno del nono disco, "All That Glimmers is Gloam", che segue a meno di un anno "Longing for Triumph, Reeking of Tragedy".

Se quest'ultima fatica ha un po' deluso per una sperimentazione non particolarmente riuscita, con "All That Glimmers is Gloam" i Veilburner paiono tornare ai fasti di "The Duality of Decapitation and Wisdom", uscito nel 2024. Derivanti da una miscela che si può definire assurda di death e black metal, con una predominanza del primo giusto per segnare una linea a una musica che di definizione non ne ha. Il che è, già di per sé, un buon punto a favore dei Nostri, poiché se non si riesce a catalogare in qualche modo ciò che esce dai solchi di "All That Glimmers is Gloam", significa che lo stile è originale, difficilmente riscontrabile altrove. Come risolvere, allora, il problema? Semplice. Come accaduto per il black, l'esplicitazione della musica della coppia statunitense può indicarsi come avantgarde death metal.

Non che sia necessario a tutti i costi arrivare centrare il dilemma di riuscire a coniare un termine atto a configurare un'opera d'arte musicale, tuttavia le parole, a volte, servono per dare un'idea di ciò che si ha fra le mani. E questo è "All That Glimmers is Gloam". Un concentrato di dissonanze, disarmonie, azzardi progressive, sconfinamento in generi extra metal e tanto altro ancora sì da delineare, perlomeno a grandi linee, come suoni l'LP. Non ultima la melodia. Rara, certamente non da supermercato ma intrigante e penetrante come avviene per l'opener-track "Here Is Thine Sabbath, So Mote It Chasm", il cui accordo acuto di chitarra, inoltre, mentre penetra a fondo nel cervello, la trasforma in un ipnotico viaggio verso chissà dove. Immersi in un piacevole stato di trance grazie, anche, alle improvvise, violentissime accelerazione del ritmo dovute a tremende fiondate di blast-beats.

Chrisom Infernium declama i testi quasi non avvertisse la musica composta e generata dal factotum Mephisto Deleterio, ingannando sul fatto che non sia vero che ciascuno vada nella direzione opposta all'altro. Al contrario, e qui occorrono pazienza e molti passaggi nell'immaginario, oscuro sentiero che parte dalla ridetta "Here Is Thine Sabbath, So Mote It Chasm" sino ad arrivare alla tenebrosa title-track, per assorbire la peculiarità di questo connubio, invece strettamente legato in tutte le sue componenti.

Mephisto Deleterio macina riff su riff della più disparata forma, realizzando un corpo ritmico dalle sonorità, si può dire con cognizione di causa, aliene. Alimentato dal rombare continuo del basso, il muro d suono che ne deriva ha i caratteri delle dimensioni non euclidee, deformandosi continuamente a seconda degli ordini impartiti dalle note più alte. Ben lontane, questo è chiaro, da poter essere denominate assoli.

Tornando alle canzoni, nella loro apparente, completa diversità, seguono invece un preciso disegno mentale tratteggiato dal combo della Pennsylvania. Una per l'altra, confluiscono nell'ordine di idee sviluppato dal combo stesso, realizzando un insieme assai sciolto, mobile, la cui matrice di base è tuttavia la medesima. In tale raggruppamento si distinguono due brani, in modo particolare. "Phænomena Obscura", il cui raggelante intro si trasforma in una rapidissima discesa negli inferi, accompagnati per mano dalle urla sguaiate di Chrisom Infernium. Poi, la già menzionata "All That Glimmers Is Gloam" il cui ritmo, assai blando o assestato al massimo su up-tempo, consente di apprezzare appieno l'opera di Mephisto Deleterio alle tastiere. Le quali, di fatto, rappresentano lo strumento peculiare tale da rendere agghiacciante, rabbrividente il mood che permea non solo la singola song ma tutto l'album.

Onore, quindi, ai Veilburner che, stavolta, con "All That Glimmers is Gloam", sono riusciti a centrare l'obiettivo di dar vita a un sound unico nel mondo del metal estremo e non solo. Evitando di essere inutilmente astrusi ma alla portata di tutti coloro che desiderano ascoltare qualcosa di nuovo, di evoluto, che baci il progresso.

Avantgarde death metal? Sì, si può dire proprio di sì.

Daniele "dani66" D'Adamo

https://youtu.be/G2Sa7yxP3VU?list=RDG2Sa7yxP3VU

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