Nati a Sandnes, in Norvegia, nel 2001, i Duckwalk Chuck arrivano al quinto lavoro in studio con "525", titolo che sintetizza tanto il numero degli album quanto il quarto di secolo di attività della band. Il quartetto è formato da Arvid Thorsen, voce e basso, dai chitarristi Håkon Rønneberg e Arild Rettore e dal batterista Tord Eiken. Il disco è stato pubblicato in autoproduzione il 15 agosto 2026.
La proposta non tenta scorciatoie concettuali: hard rock e rock’n’roll diretti, chitarre sature, ritmiche quadrate e ritornelli pensati per essere urlati con una birra in mano. Del resto, le coordinate dichiarate sono Motörhead, Judas Priest, Rose Tattoo e Airbourne, e "525" si muove esattamente entro quei confini, senza mai cercare di superarli. Il singolo “Racin’ To Win” riassume bene l’approccio: acceleratore premuto, riff basilare e un’energia genuina che non chiede permesso. Un filo conduttore che segue con fedeltà un canone ben preciso senza mai cercare variazioni.
Il canovaccio è impostato, la grinta è evidente e l'intransigenza del percorso seguito dai Duckwalk Chuck è molto ben rappresentata da tracce che, come la spiritosa mascotte della band - il sempre incazzatissimo papero Chuck - non vanno tanto per il sottile.
Lineare e omogeneo, il quinto cd della band norvegese non ha in animo di offrire nulla di diverso rispetto a quello che hanno fatto i predecessori. Energia, divertimento. E zero pensieri.
Il lato meno convincente è, tuttavia, proprio l’assenza di uno scarto personale. I Duckwalk Chuck suonano con convinzione, possiedono mestiere e una buona attitudine, ma troppo spesso sembrano accontentarsi di ricombinare strutture e soluzioni già sentite migliaia di volte. L’impressione è quella di una band perfettamente a proprio agio nel repertorio di riferimento, ma poco interessata a lasciare una firma davvero riconoscibile.
Eppure sarebbe ingeneroso liquidare "525" come semplice riempitivo. Il disco ha un gran bel tiro, mantiene un buon livello di compattezza e non cade nella posa artefatta di certo revivalismo contemporaneo. È un album estremamente derivativo, ma anche molto divertente: il classico prodotto che non cambierà la vita a nessuno, ma che può accompagnare con dignità un viaggio in auto o una serata fra amici.
Lontano dall’eccellenza, quindi, ma non privo di una sua onesta e sicura efficacia. Chi cerca idee nuove può tranquillamente guardare altrove; chi invece vuole una dose asciutta, rumorosa e senza pretese di rock’n’roll vecchia scuola troverà nei Duckwalk Chuck dei compagni, rumorosi, divertenti e assolutamente affidabili.
https://www.youtube.com/watch?v=c2TCcI474vk