ALWAYS MOVING
Il bizzarro Multiverso dei Voivod
di Jeff Wagner
674 pagine + 16 di foto a colori
Formato: 16x23
ISBN: 979-12-82379-03-8
39,00 €
Questa è la storia dei Voivod raccontata nel modo in cui io stesso vorrei leggerla
Leggete nella luce, ascoltate nell’oscurità
Jeff Wagner
Cosa accade nel momento in cui si brama il libro della propria band preferita e non lo si trova o se si trova non risponde alle aspettative richieste?
Semplice: lo si scrive in prima persona.
Ed è esattamente quello che ha fatto Jeff Wagner, classe ’69, megafan per sua stessa ammissione dei Voivod, per un determinato periodo anche parte attiva dell’entourage del gruppo, oggi apprezzato cronista heavy metal residente a Greensboro, in Carolina del Nord (USA).
Il Nostro, da buon invasato di Metallo quindicenne, scopre la band canadese all’interno del numero 80 di Kerrang!, storica rivista cartacea inglese, sul finire del 1984. Attratto sin da allora dai gruppi che si elevano per diversi motivi dai soliti cliché, si imbatte nella famosa foto in bianco e nero dei Voivod ove la band pare composta da soli tre elementi in quanto il cantante Snake, posto sullo sfondo, pare più un effetto luminoso che altro. L’amore sboccia copioso nel momento in cui Wagner fa proprio War and Pain, il loro album di debutto e l’esaltazione raggiunge vette inesplorate ben prima che la puntina violenti le note di “Voivod”, traccia numero 1 del lato A del vinile, quando rigirando il cartonato, si imbatte nelle note poste sul retrocopertina ove i quattro illustri figuri componenti la line-up si presentano come Throat, Insults, Screaming, Torture; Burning Metal Axe; Blower Bass e Thunder Machine, rispettivamente per Snake (voce), Piggy (chitarra), Blacky (basso) e Away (batteria).
Da quel momento parte un viaggio infinito che lo porta a stendere, molto tempo dopo, a fronte di un lavoro immane, il libro Always Moving: the Strange Multiverse of Voivod, lo scorso anno. Un bestione che, prontamente tradotto in lingua italiana da Stefania Renzetti e pubblicato sul suolo nazionale come Always Moving: il bizzarro Multiverso dei Voivod da Tsunami Edizioni, alla fine assomma a ben 674 pagine + 16 di foto a colori.
I Voivod – da Voivoda, il Signore della guerra, nella lingua slava antica -, nella loro carriera, iniziata nel 1983, punteggiata da sedici album in studio e qualche live, ne hanno fatti, di rimescolamenti di genere, passando dal brutale Thrash Metal degli inizi al Progressive Metal tecnico dell’ultimo corso senza farsi mancare opportuni slanci psichedelici alla bisogna. Di cose da dire e da spiegare ce ne sono quindi tantissime e l’autore non s’è certo fatto pregare per buttarvisi dentro a pesce, nella loro intrigante e peculiare storia, segnata anche da laceranti perdite. Wagner ha infatti incastonato, a corollario della sua puntuale narrazione, tutto quanto ha potuto, passando da varie interviste esclusive con i componenti la band – al netto del due di picche ricevuto da Blacky - alle dichiarazioni di quanti hanno avuto a che fare con l’universo Voivod: addetti ai lavori di varia natura, assortiti paraculo in servizio permanente effettivo, manager, discografici, colleghi musicisti, amici e familiari.
Quello che ne è uscito è un lavoro semplicemente mostruoso, in grado di dar luce pressoché a ogni sfaccettatura del mondo Voivod, una band unica dallo stile e dal sound tutto suo, per certi versi divisivo, accompagnando il tutto con una sana e doverosa dose di aneddotica, spesso dal carattere inedito, così da poter tratteggiare al meglio delle proprie possibilità di die hard fan (prima) e cronista (dopo) fatti e misfatti legati a uomini, gesta e avventure di uno dei gruppi più enigmatici e visionari della storia dell’heavy metal. Fa particolarmente piacere, poi, da italiani, scoprire che vengano opportunamente citate da un autore americano del calibro di Wagner band quali Death SS (pag.60) e Bulldozer (pag.79).
Rrröööaaarrr
Stefano “Steven Rich” Ricetti