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Live Report: Scorpions + Saxon @ AMA Music Festival, Romano d'Ezzelino (VI) 11/07/2026

Tra i numerosi appuntamenti segnati sul calendario in quest'estate metallica, noi di truemetal.it oggi andremo a seguire un evento di un certo interesse

di Manuel Gregorin 14 Luglio 2026 - 14:12
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Tra i numerosi appuntamenti segnati sul calendario in quest'estate metallica, noi di truemetal.it oggi andremo a seguire un evento di un certo interesse, con l'unica data italiana dei tedeschi Scorpions, che portano sul palco le celebrazioni per i loro sessant'anni di attività. Quanti ne sono passati da quel 1965, quando in una cantina di Hannover i fratelli Schenker mettevano insieme la prima formazione della band.
A rendere ancora più appetitosa questa serata sono stati inseriti in programma anche gli inossidabili Saxon, un nome, quello della corazzata britannica, che definire una gruppo di supporto pare estremamente riduttivo. Molto più consono pensare a Biff e soci come degli ospiti d'eccezione, con cui dare maggior importanza al evento.
Il concerto si terrà sabato 11 luglio a Romano d'Ezzelino (VI), all'interno dell'AMA Music Festival, dove un paio di anni fa è andata in scena l'unica edizione del Metal Park.

Arriviamo nella località veneta dove è appena iniziata una discreta pioggerellina. Siccome all'interno del festival non sono permessi gli ombrelli, i presenti si trovano, loro malgrado, nell'amletica situazione di dover scegliere fra indossare le giacche impermeabili con annessa una sauna indesiderata, oppure restare esposti a una pioggia non intensa, ma sufficiente per ritrovarsi fradici nel giro di una decina di minuti.
L'afflusso all'interno del festival è veloce. Una volta entrati, il tempo di una birra e ci dirigiamo verso la zona concerti per il set dei Saxon. Intanto ha smesso di piovere, permettendoci così di riporre i calorosissimi k-way e respirare un po'.

SAXON

Alle 19:50 i Saxon entrano in scena ed iniziano lo spettacolo con “Hell, Fire and Damnation” in condizioni non proprio ottimali, per via dei suoni che non sono dei migliori e di una certa dispersione dell'audience. La parte di fan presente nel pit, infatti, si è raggruppata sotto il palco, ma vista la presenza di pubblico ancora ridotta, l’area risulta mezza vuota. Il resto degli spettatori si trova invece dietro le transenne, a diversi metri di distanza, risultando un po’ tagliati fuori a causa del vistoso spazio vuoto in mezzo al prato. Una situazione non ideale, ma che non spaventa certamente Biff e compagni, che fanno affidamento sulla propria rodata esperienza per volgere le cose a loro favore. La band viaggia compatta, con l’ultimo arrivato Brian Tatler ormai in perfetta sintonia con gli storici Scarratt, Carter e Glockler, mentre Biff Byford sembra veramente immune, oltre allo scorrere degli anni, anche ai suoi recenti problemi di salute. Quel vecchio leone sassone pare aver avuto la meglio anche nella sua recente battaglia contro il cancro, e si presenta al pubblico dell’AMA Music Festival in una forma invidiabile.
Riff ed assoli si abbattono sui presenti, che anche se non ancora molto numerosi, partecipano attivamente alle varie fasi dello spettacolo. I cinque inglesi non danno un attimo di tregua agli spettatori, e li bombardano con una serie di brani entrati di prepotenza nella storia della musica hard and heavy.
Visto il tempo a disposizione di un'ora circa, i Saxon non si perdono in ciance e cominciano a sfoderare i loro cavalli di battaglia uno dopo l’altro. Ed allora via spediti con “Power and the Glory” e “Solid Ball of Rock” che fanno salire la temperatura, aiutate dai suoni che sono stati finalmente aggiustati. Anche il pubblico comincia a farsi più nutrito, con una presenza di qualche giovane leva. Non sono poche nemmeno le signore e signorine di varie età, ed ogni tanto poi sbuca fuori anche qualche motociclista con i simboli e colori del Motor Club di appartenenza. La maggioranza è comunque composta da vecchie guardie del metallo pesante. Infatti non sono in pochi quelli a rispondere positivamente quando Biff, nel presentare “Motorcycle Man”, chiede quanti dei presenti fossero già nati nel 1980.
Nonostante i suoi quarant’anni abbondanti, il riff di “Heavy Metal Thunder” riesce ad essere ancora coinvolgente, con il pubblico compatto nel urlare il ritornello all’unisono, mentre “Dallas 1 PM” mantiene sempre il suo fascino immutato nel tempo. Tutta i cinque musicisti dimostrano una grande padronanza del palco, anche se il mattatore assoluto rimane sempre Biff Byford, che con il suo carisma riesce a catturare l’attenzione di tutti gli spettatori.
Mentre le note di “And the Bands Played On” e “Denim and Leather” irradiano l’aria, sullo schermo a sfondo palco viene ripercorsa la storia degli Stallions On The Highway con le immagini delle copertine dei vari album.
Biff stuzzica i presenti annunciando le ultime canzoni della serata: “Are you ready for one more? Two more? Three more?”. Sotto allora con “Wheels of Steel”, a cui fanno seguito gli scenari di battaglie evocati dalla suggestiva “Crusader”. Siamo ormai agli sgoccioli e l'inconfondibile riff di “Princess of the Night” si diffonde sul pubblico dell’AMA, mentre sullo schermo viene proiettata l’immagine dell’iconica aquila che da sempre compare nel logo della band.
Veramente una prestazione maiuscola quella del combo inglese, che nonostante il passare degli anni, non pare dare segni di cedimento. Con un'atmosfera elettrica simile i Saxon potrebbero andare avanti a suonare per un’altra ora, ma il tempo è tiranno, e ci sono degli orari da rispettare. Arriva il momento dei saluti, con la convinzione che la prossima calata italica dei Saxon avverrà in tempi relativamente brevi. Il nuovo album uscirà infatti a gennaio 2027, e stando alle recenti dichiarazioni di Biff, dovrebbe veramente picchiare duro. Quindi non ci resta che attendere, consapevoli che quando i Saxon torneranno, sarà sicuramente un’altro trionfo.

Setlist
Hell, Fire and Damnation
Power and the Glory
Solid Ball of Rock
Motorcycle Man
Heavy Metal Thunder
Dallas 1 PM
Strong Arm of the Law
And the Bands Played On
Denim and Leather
Wheels of Steel
Crusader
Princess of the Night

La zona del festival

Approfittando del cambio palco facciamo un giro per esplorare l’area, che si presenta molto ampia. Al suo interno si trova una vistosa ruota panoramica, mentre tutto attorno sono dislocati molti stand e chioschi, uno dei quali con un dj set che scalda gli animi dei presenti a suon di Metallica e Pantera. La zona bagni presenta un buon numero di servizi chimici, che permettono di sbrigare le pratiche fisiologiche abbastanza velocemente.
Non passa poi inosservata la presenza di un paio di trampolieri, che girano per il parco suscitando la curiosità di molti presenti.
In fondo al parco è stato allestito anche un secondo stage, dove si sono esibiti Jukebox74, Mad Dogs e Captain Mantell, alternandoli nel corso della giornata prima e dopo i due artisti principali.
Come già constatato in occasione del Metal Park, l’area è ben fornita di punti di ristoro per bevande e cibo. Sul cibo non ho avuto modo di valutare quantità e qualità dell’offerta, mentre per le bevande i prezzi mi sono sembrati, magari non popolari, ma almeno più ragionevoli rispetto a molti altri eventi. Anche il discusso sistema dei token qui assume un senso che va oltre al semplice “mangiare soldi”, essendo gestito in modo da rendere l’approvvigionamento di bevande molto veloce, senza code dovute ai pagamenti.
Nel complesso l’ambiente pare ben strutturato e accogliente. Sarebbe stata la location ideale per un festival con nomi di rilievo già dal primo pomeriggio, in modo da poter godere appieno anche del contorno offerto dall’area. Una cosa questa, che in Italia non è affatto scontata.

SCORPIONS

Con l’avvicinarsi delle 21:30, il grosso del pubblico ha già iniziato a radunarsi nell’area del concerto. Mentre nuvole minacciose cominciano ad affacciarsi nuovamente all'orizzonte, le luci si abbassano ed un'intro con immagini di repertorio trasmesse a sullo schermo, annuncia l'inizio dello show. Lo stage è ancora avvolto nell'oscurità, con le sagome di Klaus Meine e Mikkey Dee che appaiono sulle prime note di “Coming Home”. Quando il pezzo entra nel vivo, le luci si accendono ed entra in scena anche il resto della band accolta dal boato dei fan. L'ultimo album in studio viene chiamato in causa con la seconda traccia “Gas in the Tank”, per poi rituffarsi nuovamente nel passato con “Make It Real”, dove il pubblico italiano viene omaggiato con l'immagine di una bandiera tricolore proiettata sullo schermo. Il combo tedesco si presenta in buona forma, ad eccezione di Meine, che non sembra essere nella sua serata migliore. La sua voce pare essere sottotono, ed oltre a questo parrebbe avere anche degli acciacchi fisici, molto probabilmente alla schiena. Durante lo spettacolo il cantante si muove poco, ed anche nelle azioni più semplici, appare molto impacciato. Ma d’altronde a 78 anni non si può pretendere il top della forma ogni sera. Molto presumibilmente Klaus risentirà ancora dell'intervento alla colonna vertebrale e della bronchite cronica che ha dovuto affrontare negli anni recenti. Alla luce di ciò, gli va riconosciuta la tenacia con cui riesce a gestire un concerto anche in condizioni non ottimali. Dopo “The Zoo” la scaletta procede con la strumentale “Coast to Coast”, in modo da permettere al cantante di fare riposare la voce. Ciò nonostante Maine non se ne sta con le mani in mano e torna sul palco armato di chitarra per dar manforte a Jabs e Schenker.
Intanto il temporale si direbbe essersi allontanato, quindi la prospettiva di un concerto sotto una colata d’acqua si direbbe scongiurata.
Arriva il momento dell'amarcord, con il medley dedicato al periodo degli anni 70. Le note di “Top of the Bill”, “Steamrock Fever”, “Speedy’s Coming" e “Catch Your Train” rievocano gli anni in cui gli Scorpions erano una semi sconosciuta band tedesca, ancora ben lontana dal piazzare hits in cima alle classifiche. Rudolf Schenker scandisce quei riff storici con il dinamismo e la precisione di sempre, nonostante paia anche lui aver tirato un po' il freno a mano. Pur conservando il suo leggendario carisma, stasera il chitarrista ha parecchio limitato le sue corse e piroette da animale da palcoscenico, presentandosi più composto del suo solito. D’altronde l’età comincia a farsi sentire anche per lui. Così, dopo "Bad Boys Running Wild", sia Schenker che Maine si prendono una pausa, lasciando la scena nelle mani di Matthias Jabs. Forte della sezione ritmica affidabile composta da Paweł Mąciwoda e Mikkey Dee, ed affiancato dal suo tecnico delle chitarre Ingo Powitzer, Jabs si erge a protagonista sulla strumentale “Delicate Dance”, dando prova della sua indiscussa abilità tecnica. Nonostante abbia un atteggiamento meno esuberante di Schenker, Jabs è senza dubbio una colonna portante della band, avendo messo la firma ad alcuni degli assoli più iconici della formazione tedesca.
Si procede con l'immancabile set acustico composto dalla coppia “Send Me an Angel” e “Wind of Change”, quest'ultima con alcune strofe cambiate in seguito al conflitto in Ucraina, mentre tutto il pubblico alza i cellulari per creare quell'effetto lucciolata che una volta veniva fatto con gli accendini.
Dopo “Loving You Sunday Morning” gli Scorpions fanno una mezza sorpresa con l'esecuzione di “I’m Leaving You”, brano che dal vivo non viene proposto molto di frequente, e benché non rientri fra i classici, costituisce comunque una piacevole variante.
Maine appare ancora affaticato, ma ce la mette tutta per portare avanti lo spettacolo cercando di dosare la voce, e la scritta “Rock N’Roll Forever” sul retro della sua giacca, pare esprimere perfettamente questa sua resilienza. Provvidenziale, viene in suo aiuto l’assolo di batteria, offrendogli l'occasione per andare dietro le quinte e ricaricare le batterie. Non a caso, brani strumentali, acustici ed assoli, sono tutti programmati in modo da permettere al cantante una pausa in media ogni quattro o cinque pezzi.
Il concerto si avvicina alla fine con "Tease Me Please Me”, “Big City Nights” fino ad arrivare alla ballatona per eccellenza “Still Loving You”.
Gli Scorpions lasciano il palco, ma un loro concerto non può concludersi senza ancora un po' di energia, ed il pubblico comincia a reclamare il bis. Si alza così il coro dei presenti: “Se non fate l’ultima noi non ce ne andiamo”, che ormai è diventato l'equivalente italiano del “We want more” inglese o del “Zugabe” tedesco.
Improvvisamente un suono di sirene annuncia il ritorno del quintetto di Hannover per il rush finale, che si apre con “Blackout” accompagnato dalla chitarra fumante di Schenker brandita s mo di razzo, di seguito “Rock You Like a Hurricane” che regala ai fan l'ultima scarica di adrenalina della serata, prima di chiudere definitivamente lo spettacolo con tutti i cinque componenti radunatisi a cento palco per i saluti.

Si conclude così la serata, che, nonostante un Klaus Meine un po' fuori forma, possiamo giudicare positiva. D’altronde quel 60 integrato con il logo della band per questo tour, sta proprio a significare che gli anni sul groppone cominciano ad essere veramente tanti.
A conti fatti, valutando le due esibizioni a cui abbiamo assistito stasera, si potrebbe dire che abbiano vinto i Saxon, vista la carica che i cinque britannici hanno dimostrato durante il loro tempo a disposizione. Ma siamo sicuri che nessuno sia venuto all'AMA Music Festival con l'intento di assistere ad una gara, ma piuttosto per rendere omaggio a due formazioni a loro modo leggendarie. Magari nel caso degli Scorpions per molti potrebbe essere veramente una delle ultime occasioni per vederli dal vivo. A maggior ragione quindi, meglio approfittare per cantare assieme a loro quelle canzoni che ci hanno accompagnato per anni, tralasciando polemiche superflue ed inutili. Forse gli Scorpions dovrebbero iniziare a pensare alla pensione? Arriverà presto anche per loro. E quando succederà, ne sentiremo sicuramente la mancanza. Quindi tanto vale goderceli adesso finché possiamo.

Lasciamo così l’AMA Music Festival, evento che si riconferma fra i più interessati e meglio organizzati degli ultimi anni. Attendiamo con curiosità le edizioni future, sperando di vedere questa rassegna crescere ulteriormente. Magari con una kermesse dedicata come lo era il Metal Park.

Setlist
Coming Home
Gas in the Tank
Make It Real
The Zoo
Coast to Coast
Medley: Top of the Bill / Steamrock Fever / Speedy’s Coming / Catch Your Train
Bad Boys Running Wild
Delicate Dance
Send Me an Angel
Wind of Change
Loving You Sunday Morning
I’m Leaving You
Drum/Bass Solo
Tease Me Please Me
Big City Nights
Still Loving You
Blackout
Rock You Like a Hurricane

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