Ormai siamo ai primi di giugno, e la stagione turistica a Lignano Sabbiadoro, località marittima in provincia di Udine, può dirsi già bella che iniziata. Così, nonostante sia un lunedì, la cittadina brulica di gente che si muove tra i numerosi locali della riviera.
Nel percorrere il viale principale, si passa davanti allo stadio, dal quale si intravede la struttura del palcoscenico che la sera prima ha ospitato il concerto di Max Pezzali. Sicuramente molti di noi che sono transitati da lì si saranno fatti una mezza risata ripensando alla versione di "Una Canzone d'Amore" rifatta da Tommy Johansson, diventata rapidamente virale nella communità metal e non solo. Ma nonostante negli ultimi anni, anche qualche anima borchiata, abbia fatto outing rivelando simpatia per l'ex cantante degli 883, noi di TrueMetal abbiamo come destinazione odierna un altro evento, sicuramente più adatto a queste pagine.
All'Arena Alpe Adria, dove lo scorso settembre avevamo salutato la stagione estiva con il concerto degli Hammerfall (qui trovate il nostro report), sono di scena gli Avantasia di Tobias Sammet.
Dopo il successo della data milanese ad aprile 2025, la formazione tedesca torna a passare per l'Italia con il suo carrozzone di metallo operistico. Anche per questa occasione non sono previsti gruppi di supporto, con i soli Avantasia ad intrattenere i presenti con due ore abbondanti di concerto, durante le quali si alterneranno diversi nomi della scena metal internazionale.
Alle 19:30 la gente affluita presso l'arena non è ancora molto numerosa, ma vista la giornata lavorativa, molti spettatori arrivano alla spicciolata, alcuni anche a pochi minuti dall'inizio dello spettacolo. Fra i presenti ci sono anche alcuni turisti tedeschi, che probabilmente trovandosi lì in vacanza, ne hanno approfittato per assistere al concerto.
Nel frattempo non passa inosservato l'arrivo della comitiva degli Avantasia che, borse alla mano, saluta frettolosamente i presenti mentre si dirige verso i camerini.
La conformazione dell'Arena Alpe Adria, simile ad un teatro all'aperto, si presenta come cornice ideale allo show operistico messo in piedi dalla formazione tedesca. Il palco è coperto da un gigantesco sipario con il logo della band, creando così quell'atmosfera di attesa tipicamente teatrale che la band vuole ricreare.
Avantasia
Sono le 21:00 precise quando il sipario viene fatto cadere per lasciare la scena agli Avantasia, che danno il via alla serata sulle note di Creepshow, l'opening track dell'ultimo album. Un pezzo abbastanza semplice per gli standard della band, ma che con quel suo ritornello diretto e la melodia facile funziona molto bene come pezzo di apertura. Sul palco, oltre a Sammet, sono già presenti Herbie Langhans e Chiara Tricarico che, sistematisi su di una pedana dietro al tastierista Michael Rodenberg, si occupano dei cori.
Il set si presenta allestito con una scenografia con muri e cancelli, a voler raffigurare un vecchio cortile o giardino abbandonato. La batteria di Felix Bohnke si trova sistemata lateralmente, per lasciare lo spazio centrale ad uno schermo sul quale, durante la serata, verranno proiettate varie illustrazioni che si alterneranno per dare più colore all'esecuzione dei vari pezzi.
Dopo i saluti ai partecipanti, parte "Reach Out for the Light" con il primo ospite Kenny Leckremo che prende posto on stage per duettare al fianco di Tobias Sammet. Sul finale il cantante degli H.E.A.T. si lancia in un acuto che, pur non essendo ai livelli di Kiske, riesce a strappare gli applausi del pubblico.
Dopo l'incursione di Tommy Karevik per "Dying for an Angel", arriva il turno di Bob Catley che viene accolto da un caloroso applauso della folla. La voce dei Magnum è ormai un volto familiare in casa Avantasia, tanto da non venir considerato un semplice ospite, ma un secondo frontman al pari di Sammet.
Si alterneranno così "The Story Ain't Over" e "Runaway Train", con Chiara Tricarico ed Herbie Langhans che, a turno, lasciano la loro postazione alle backing vocals per raggiungere Sammet e Catley al centro della scena.
Tutti gli artisti presenti ricevono il dovuto riconoscimento da parte dei fan, ma Chiara Tricarico, giocando in casa, è uno dei nomi più acclamati. E lei ricambia compiaciuta, con saluti e ringraziamenti.
Particolarmente partecipata "Avantasia", la title track del disco d'esordio divenuta fin da subito uno degli inni più rappresentativi della band.
Dopo aver emulato, neanche tanto velatamente, il frontman degli Iron Maiden, Bruce Dickinson, con uno "SCREAM FOR ME ITALY", Tobias Sammet presenta "Let the Storm Descend Upon You", che coincide con la comparsa on stage Ronnie Atkins, il quale, a fine canzone, verrà curiosamente ribattezzato da Chiara Tricarico con l'italianissimo nome di Paolo Rinaldo.
L'atmosfera sul palco è molto gioviale, con i vari musicisti che scherzano tra di loro e si intrattengono in piacevoli chiacchierate con un pubblico molto divertito e partecipe.
Il vero mattatore della serata, però, resta il leader Tobias Sammet. Oltre al talento, ha dalla sua parte quel carisma che gli permette di creare feeling con la platea e di fare da collante tra gli artisti che si alternano nel corso dello show.
Ancora un paio di duetti con Chiara Tricarico e Kenny Leckremo, ed anche Sammet può prendersi una pausa per lasciare la scena ai suoi ospiti.
Così, man mano che i vari vocalist si passano il microfono l'uno con l'altro, si alternano le varie "Promised Land", "The Wicked Symphony" e "Shelter from the Rain", affidata alle voci di Langhans, Leckremo e Catley.
Karevik e Atkins sono invece protagonisti su "Twisted Mind", che qui appare ancora più tetra per via dell'angosciante volto proiettato sul palco. Un'illustrazione dai contorni psichedelici che si discosta in modo netto da quelle a tema dark fantasy proposte in precedenza.
Tobias Sammet ritorna in scena, chiedendo al pubblico di non fotografare il reggiseno che nel frattempo è stato posto sull'asta del microfono, perché se sua moglie vedesse le foto incriminata lui potrebbe passare un guaio. È la volta di "The Scarecrow", cantata insieme a Ronnie Atkins. Nella parte centrale del pezzo viene lasciato uno spazio anche per Sascha Paeth ed il secondo chitarrista, che salgono in cattedra per un doppio assolo.
La prima porzione di spettacolo si conclude così, e mentre gli artisti si prendono una breve pausa viene posizionato sul palco un vecchio pianoforte. Una volta tornato on stage, Sammet spiega la presenza dell'ingombrante strumento dicendo che agli spettacoli degli Avantasia si sente solo quello che i musicisti suonano veramente, senza ricorrere né a basi registrate, né a trucchi con l'IA, affermando che alla tanto discussa Intelligenza Artificiale lui preferisca la più creativa stupidità umana. Dopo essersi seduto al pianoforte attacca con i brani conclusivi del concerto, che culmina con il medley di "Sign of the Cross" e "The Seven Angels", che vede tutti i cantanti alternatisi nel corso della serata salire sul palco. Un epilogo corale che riunisce tutti i musicisti coinvolti in un gran finale che rappresenta perfettamente l'essenza del progetto Avantasia.
Finita l'ultima canzone, appare un'enorme scritta in italiano "Grazie Lignano" che fa da cornice ai saluti di rito, conclusi i quali la band si congeda dal pubblico per prendere la via dei camerini.
Ancora una volta Tobias Sammet ha allestito uno spettacolo di grande prestigio, lasciando incantati i presenti che cominciano a defluire soddisfatti dall'arena. Gli Avantasia sono da anni uno dei nomi più importanti della scena metal internazionale, oltre che una garanzia dal vivo. Una carriera di grandissimo spessore, coronata l’anno scorso dall’esordio al primo posto della classifica tedesca con l’ultimo album "Here Be Dragons". Ma quello che distingue maggiormente gli Avantasia è la possibilità di vedere all'opera contemporaneamente vari artisti del panorama hard rock ed heavy metal. Certo, non tutti quelli presenti sugli album in studio poi prendono parte ai tour. Ma vedere incrociarsi le voci di Magnum, Pretty Maids, H.E.A.T., Moonlight Haze, Firewind e Kamelot in una sola sera non è un’occasione che capita tutti i giorni.
Rientrando verso casa passiamo nuovamente davanti allo stadio, ed il palco di Max Pezzali è ancora lì. Tra l'altro si dice che abbia particolarmente gradito la versione metal di "Una Canzone d'Amore". Chissà che il prossimo passo non sia vedere Pezzali coinvolto negli Avantasia. Difficile da attuarsi, ma con Tobias Sammet non si può mai sapere.