I francesi Spheres, alfieri del progressive metal cinematografico, hanno rivelato ufficialmente i primi dettagli del loro prossimo album in studio, intitolato "Dyson", la cui uscita mondiale è prevista per il 16 ottobre 2026 tramite Art Gates Records.
Facendo seguito ai paesaggi geometrici e concettuali costruiti in "Iono" e "Helios", "Dyson" espande la geometria musicale della band in un territorio più oscuro, pesante e matematicamente preciso. L'album completa una trilogia ispirata ai livelli cosmici, spostando l'attenzione dall'atmosfera terrestre direttamente verso una grandiosa e ipotetica megastruttura. Dal punto di vista musicale, il disco si comporta come un complesso pozzo gravitazionale, dove intricate strutture prog si scontrano con melodie pesanti e imprevedibili.
Riguardo alla svolta sonora di questo nuovo lavoro, Jonathan Lino spiega:
"È maledettamente più pesante. È maledettamente più oscuro. E sì... a quanto pare ora sono un adulto. Credo. Anche se non ho ancora capito l'umanità... ed è probabilmente il motivo per cui ho scritto questo album. Dyson è la naturale evoluzione di tutto ciò che ho costruito con gli Spheres nel corso degli anni".
L'album è stato prodotto da Jonathan Lino e registrato presso il JL Studio di Montreuil, in Francia. Per la fase di missaggio, la band ha collaborato con il rinomato ingegnere del suono Chris Edrich (Devin Townsend, TesseracT, Leprous) per catturare ogni sfumatura dinamica del proprio sound, mentre il mastering finale è stato eseguito da Pierrick Noel.
L'architettura visiva dell'album è stata curata ancora una volta dall'artista francese Julien Grelet. Commentando questo tassello finale della loro trilogia visiva, Lino aggiunge:
"Ogni album rappresenta un altro passo nell'evoluzione dell'umanità... Fin dall'inizio non volevo che l'artwork si limitasse a illustrare le canzoni. Volevo che espandesse l'universo dell'album".
Attivo il pre-save di "Dyson" QUI.

Tracklist:
1. Underworld
2. Kemper
3. We Are Not Alone
4. Drive Me To The Dawn
5. I Like To Comment
6. Shadows Of Despair
7. Virtual Prison