Live Report: This Will Destroy You @ Q-HUB, Milano – 26/07/2026
Dopo tre anni lontani dai nostri palchi, è tempo di sognare di nuovo. La scorsa primavera Hellfire Booking Agency ha annunciato i This Will Destroy You, che torneranno a cingerci l’anima per due serate esclusive, questo luglio, suonando Young Mountain e Another Language nella loro interezza.
Panorami sonori dal fascino e magia paragonabili ai dipinti di Turner o Monet, i This Will Destroy You affievoliscono e rarefanno confini fra post rock, ambient e doomgaze, così come fra ascoltatore e ciò che lo circonda.
Con la potenza compositiva che li contraddistingue da sempre, sono stati scelti per dar voce a film e serie dalla portata di “Moneyball”, ”World War Z” e “Foxcatcher”, come ulteriore conferma del loro posto d’onore fra le band più influenti della musica strumentale contemporanea.
I This Will Destroy You con le loro performance immersive, da atmosfere leggiadre e crescendi vertiginosi, tessono con maestria un legame tanto delicato quanto indissolubile che li collega ai cuori dei loro fan, accorsi numerosi anche in questa seconda data italiana, nonostante i vari altri eventi in contemporanea sempre in quel di Milano e d’intorni.
I This Will Destroy You non sono solo un concerto: sono un’esperienza da vivere a occhi chiusi e cuore aperto. Chitarre dilatate, crescendo emotivi e paesaggi sonori capaci di travolgere e ricostruire da zero ciò che hanno appena distrutto.
Una serata che si preannunciava immersiva, catartica, totalizzante, e se leggerete fino alla fine questo mio Live Report capirete che è stato davvero così.
Oggi domenica 26 luglio 2026 il post-rock torna a vibrare nel cuore della città meneghina, per un’intensa data estiva al Q-Hub che soddisferà appieno le aspettative dei presenti, me per prima.
Alle 21 di questa ultima domenica di un luglio torrido, giunge il tanto atteso momento di abbassare le spalle e chiudere gli occhi. Non c’è più bisogno di trattenere il respiro, lasciamoci finalmente distruggere…
THIS WILL DESTROY YOU
Partiamo subito col dire che io amo questo gruppo, quindi, sarò sicuramente un po' di parte nell’esprimere il mio gusto personale, non me ne vogliate. Ho già visto varie volte i This Will Destroy You dal vivo e mi hanno sempre stupito in positivo per la loro capacità di interpretare anche sul palco in maniera autentica e viscerale il loro post-rock strumentale, per nulla semplice.
Doverosa una piccola digressione. Per chi non lo sapesse nel 2024 la band ha fatto quella che è stata sicuramente una scelta insolita e non convenzionale. I due chitarristi fondatori e unici membri costanti della band, Chris King e Jeremy Galindo, hanno annunciato di voler terminare il loro rapporto di lavoro per "perseguire le proprie attività creative, concentrandosi su lavori solisti, collaborativi e compositivi".
Piuttosto che sciogliere la band, i due hanno scelto quindi di continuare a fare tour separatamente, entrambi mantenendo il nome This Will Destroy You, con scalette e formazioni ovviamente differenti. Una soluzione alquanto bizzarra, scelta per preservare la discografia di una band che sarebbe stato un vero peccato perdere definitivamente.
La formazione in scena oggi vede King, Jesse Kees, Robi Gonzalez, Masaru Takaku e la polistrumentista Emily Xander, insieme su di un palco a rappresentare il lato più pesante e doomgaze dei This Will Destroy You, ed è evidente come gli piaccia farlo.
"Quando la gente dice 'doomgaze', penso a drone più emozione. È più vicino a ciò che il post-rock significava originariamente — cento idee diverse che vivono sotto lo stesso tetto." ha dichiarato Kees in un’intervista.
Affiorati dall’ignoto con l’incredibile Young Mountain, nell’ormai lontano 2006, i This Will Destroy You anche in questa imperdibile tappa milanese, ce lo faranno ascoltare tutto quanto, nella sua incantevole bellezza.
I cinque musicisti che stanno ora sul palco, si cercano sempre con lo sguardo, come ad avere ulteriore conferma dell'intesa che hanno nell'eseguire i brani del loro album d’esordio. Sembrano come in trance, chiusi in una timidezza che non permette loro di guardare in faccia il pubblico, ma totalmente presi e concentrati nel fare la loro musica, un post-rock ben fatto, potente e profondo, che con le sue vibrazioni ti entra dentro e ti scuote, è impossibile non uscirne provati da un’esibizione del genere.
E quando finalmente, li vediamo in faccia questi ragazzi, è come se gli leggessi addosso tutto questa sofferenza, questo male di vivere che spesso emerge dalle loro melodie, cupe e malinconiche, perché la loro musica la sentono davvero, non la suonano solamente.
Le parole non ci sono, tutto è lasciato alla musica, chitarre rarefatte ed energiche picchiate sulle pelli, loop reiterati di suoni allungati e distorti, ritmi spezzati come lo siamo noi qui, ora. Il tutto accompagnato egregiamente da un gioco di luci che sottolinea con precisione le emozioni musicali, non so se rendo bene l’idea, ma chi c’era ha sicuramente capito che intendo, dissolvenze e bagliori improvvisi che seguono le note, davvero una meraviglia per i sensi.
Ogni minuto che passo qui in prima fila, ho una sensazione di coinvolgimento emotivo che aumenta, in una sorta di spirale fatta di melodia carica di pathos crescente. I This Will Destroy You sono delicatamente intimi ed emozionanti, a tratti addirittura commoventi, se chiudi gli occhi e ti lasci travolgere da queste sensazioni è davvero impossibile non rimanerne scossi nel profondo.
E senza pausa alcuna passiamo dall'esecuzione completa di un altro loro storico album, Another Language del 2014. Un disco denso, strati di droni, bassi e delay pieni di riverbero che normalmente richiederebbero un supporto digitale, ma questa formazione si rifiuta di attingere a queste scorciatoie e riproduce tutti i suoni del disco dal vivo, senza fronzoli né effetti tecnologici.
Il pubblico sempre coinvolto in lenti e ritmati headbanging è completamente rapito da questi ragazzi e dalla loro proposta, che pur non dicendo una parola, riescono a trascinarci in un’esperienza completamente immersiva, un vortice emozionale da cui non vorresti mai uscirne. Ma purtroppo si sa, tutte le cose belle hanno una fine, e anche questo live non può esimersi da questo.
Ma non prima di farci ascoltare la bellissima The Mighty Rio Grande, una suite post-rock monumentale: Il brano per eccellenza che li rappresenta al meglio, un trionfo di dinamiche strumentali, arpeggi dilatati e ipnotici per esplodere in maestosi crescendo, regalandoci per un’ultima volta quest’oggi un'esperienza emotiva potente, malinconica e catartica.
Non c'è dubbio che la nuova fase a due band dei This Will Destroy You sia una novità, e i fan si chiederanno comprensibilmente perché non abbiano semplicemente chiuso e ricominciato da capo. Ma le band non sono aziende, e per fortuna aggiungo. Sono persone, prima di tutto, uomini e donne con dei sentimenti ed emozioni, ed evidentemente nessuno di loro era davvero pronto a chiudere il capitolo This Will Destroy You.
Non importa chi sia sul palco, i This Will Destroy You restano un'esperienza musicale che mantiene la promessa insita nel nome pur rimanendo inequivocabilmente umana. Ma sotto tutto questo, c'è qualcosa di più profondo: la silenziosa consapevolezza di una band che si riscopre, tutto ciò che un fan possa davvero desiderare.
Per una band che ha contribuito a definire gli estremi di un genere e poi ha passato anni a cercare di seminarli e diffonderli, questa scelta di proseguire per due strade separate, che non sono rette parallele ma si intersecano nell’intento comune di continuare a fare musica con passione e cuore, è risultata vincente.
E per oggi direi basta così.
I This Will Destroy You sono ammalianti oltre ogni parola, superflua dopo aver assistito a questa esibizione.
Che altro aggiungere, se non che me ne torno a casa, contenta, appagata, con un lieve senso di smarrimento sì, ma con una grande consapevolezza, ovvero che “la musica salva l’anima dai rumori della vita” e This Will Destroy You, evidentemente, non è stato un nome scelto a caso.
…e dopo esserci lasciati distruggere...ricominciamo da qui.
Lineup
- Christopher Royal King – chitarra
- Jesse Kees – chitarra
- Masaru Takaku – basso
- Emily Xander – tastiere
- Robi Gonzalez – batteria
Setlist
Parte1
Young Mountain
- Quiet
- The World Is Our
- I Believe in Your Victory
- Grandfather Clock
- Happiness: We’re All in It Together
- There Are Some Remedies Worse Than the Disease
Parte 2
Another Language
- New Topia
- Dustism
- Serpent Mound
- War Prayer
- The Puritan
- Mother Opiate
- Invitation
- Memory Loss
- God's Teeth
Encore
- The Mighty Rio Grande