Burning Sun: fedeli al fuoco sacro del power metal.
Nati in Ungheria nel 2022 per iniziativa del bassista Zoltán Papi, i Burning Sun hanno costruito il proprio mondo musicale attorno a un power metal fieramente legato alla tradizione europea degli anni Novanta: melodie trascinanti, ritornelli epici, immaginario fantasy e una dichiarata devozione per nomi quali Helloween, Gamma Ray, Iron Savior e HammerFall. Con il terzo album Power To Survive, la band presenta un lavoro più immediato e levigato, forte anche dell’ingresso del cantante Nicolas Peter e del batterista Edmond Kulcsár, oltre alle partecipazioni di Herbie Langhans e Alexandra Lioness. Ne abbiamo parlato proprio con Zoltán, mente creativa del progetto, in una piacevole conversazione.

Intervista a cura di Fabio Vellata
Ciao, sono Fabio Vellata di TrueMetal.it: grazie per il tuo tempo e disponibilità, è un piacere ospitarti sulle nostre pagine!
Ciao Fabio, sono Zoltán Papi, il “capo supremo” dei Burning Sun: mi occupo di concept, testi e idee visive, oltre a ricoprire il ruolo di bassista. È un piacere essere qui!
Partiamo dall'inizio. I Burning Sun sono nati nel 2022 in Ungheria per tua volontà, con Pancho Ireland al tuo fianco. In quale momento avete capito che il progetto sarebbe diventato qualcosa di più di un semplice tributo al power metal europeo classico, assumendo una propria identità?
A essere sincero, dal punto di vista musicale è ancora un tributo al power metal europeo classico. Era questa la mia idea iniziale quando il progetto è nato, e non desidero allontanarmi da tale presupposto. Rappresentiamo certamente uno stile molto vicino a quello di una serie di band che amiamo, ma abbiamo anche le nostre idee e un nostro modo di scrivere le canzoni, che ci conferisce un’identità. E non dimentichiamo Emaly, la nostra protagonista, che potete vedere in tutte le nostre copertine.
Il vostro nome deriva da una canzone degli Helloween, quindi le vostre radici sono chiarissime. Quanto conta ancora oggi quell’eredità per voi e in che modo siete riusciti a renderla personale senza perderne lo spirito?
Per quanto mi riguarda, quell’eredità rappresenta la parte più importante del nostro approccio musicale. Non mi dispiacerebbe accogliere influenze differenti, ma il punto di partenza resta sempre quello di creare musica che noi stessi vorremmo ascoltare. A volte leggo nelle recensioni che “ci manca l’innovazione”. Onestamente, il power metal non ha bisogno neppure di un briciolo d’innovazione: ha bisogno di grandi canzoni, e spero davvero che noi ne abbiamo alcune da offrire. Questa è la personalità della nostra musica.
Dopo Wake Of Ashes e Retribution, arriviamo ora a Power To Survive. In che modo questo nuovo album rappresenta un passo avanti nella vostra storia, sia sul piano musicale sia su quello umano?
Penso che il fatto che Power To Survive sia il nostro disco più rifinito e forse più accessibile fino a oggi dica già tutto. Leggendo le recensioni e parlando con le persone, ho l’impressione che questo album non rappresenti un solo passo avanti, ma diversi, e non potrei esserne più felice. Quando ho fondato i Burning Sun speravo di riuscire a realizzare anche solo un album, mentre ora siamo al terzo: è una sensazione incredibile. Non avrei mai osato sognare di poter pubblicare un disco, figuriamoci tre.
Dal punto di vista musicale, mi piace considerare ogni album come un progetto a sé. Il secondo era un concept album con una storia completa, mentre Power To Survive propone brani indipendenti. Dopo il disco precedente, più oscuro, ruvido e incentrato sui riff, abbiamo dato vita a un album epico e positivo, e ne sono davvero felice. Solo Dio sa cosa riserverà il futuro sotto questo aspetto, ma spero di poter fare qualcosa di differente anche la prossima volta. Per rispondere invece alla parte più umana della domanda, questo è un album realizzato con un nuovo cantante e un nuovo batterista: l’inizio, si spera, di qualcosa di molto entusiasmante.
L’album esce dopo importanti cambi di formazione, con l’ingresso di Nicolas Peter e Edmond Kulcsár. Quanto questa nuova line-up ha influenzato il modo in cui avete scritto e vissuto queste canzoni?
L’arrivo di Nico ha cambiato tutto in modo sostanziale, non solo perché ha assunto il ruolo di cantante, ma anche perché si è presentato con materiale sufficiente per un intero album. Il nostro maestro della chitarra, Pancho Ireland, era stato l’unico compositore del secondo disco, mentre Nico ha scritto il terzo. Sotto questo punto di vista non si è trattato di un lavoro collettivo. Pancho è forse il chitarrista più bravo che conosca: è un autentico maestro dei riff. Nico, invece, scrive melodie e ritornelli incredibilmente accattivanti. Spero di riuscire a unire queste due forze per creare un album che raccolga il meglio di entrambi i mondi. Anche il nostro batterista Edmond è un ottimo compositore: ascolta generi diversi, ma non è escluso che possa portare qualche idea sul tavolo.
*Retribution* era un concept fantasy incentrato su vendetta e salvezza, mentre Power To Survive sembra portare con sé un messaggio più diretto e attuale. Che cosa volevate davvero comunicare con questo nuovo capitolo?
Power To Survive non è un concept album, anche se tre canzoni — “Quest Divine”, “Light Of The World” e “Come Home” — formano un piccolo arco narrativo. Il disco vuole offrire una raccolta di brani in grado di aiutare chi ascolta ad affrontare le difficoltà. Tutti hanno una brutta giornata, e a volte forse anche più di una; con queste canzoni speriamo di offrire qualcosa che possa aiutare a gestire stress e depressione.
Nei testi ci sono dei messaggi, ma tutto è rivestito dalla nostra ambientazione fantasy, e se si preferisce cogliere solo quell’aspetto va benissimo. A volte basta un divertente album power metal per tirarsi su di morale, e Power To Survive esiste proprio per questo. Tenete duro: arriveranno giorni migliori!
Nel 2026 il power metal viene spesso considerato un genere nostalgico. Che cosa significa per voi essere oggi una power metal band senza dare l’impressione di essere intrappolati nel passato?
Personalmente non mi interessa suonare nuovi o sembrare “non nostalgici”. Ci piacerebbe ascoltare più band che suonino questo tipo di power metal, quello degli anni Novanta, e dimenticare finalmente l’esercito di gruppi moderni che, di fatto, suonano disco music con chitarre distorte. Riportate il “metal” al centro, scrivete brani memorabili, esprimetevi con emozioni autentiche e lasciate che il resto accada come meglio credete. Nel nostro caso si tratta di power metal in stile anni Novanta, e siamo orgogliosi di dire di essere intrappolati nel passato! [ride]
Che cosa ti spinge a continuare a scrivere canzoni piene di melodie, ritornelli epici e immaginario eroico, anziché inseguire soluzioni più facili o moderne?
Ma quali sarebbero queste soluzioni moderne? Strofe noiose e ritornelli disco/pop, come fanno alcune band attuali? Scrivono continuamente le stesse canzoni, indossano costumi gimmick terribili e, in sostanza, finiscono per essere una parodia imbarazzante di se stessi. È metal? È power metal? Secondo me no!
Quindi, quando si tratta di scegliere tra queste “soluzioni” e l’eredità di Helloween, Gamma Ray, Iron Savior o HammerFall, credo che la scelta sia piuttosto semplice. [ride] Mi piacerebbe esplorare argomenti più terreni a livello lirico e concettuale, meno legati al fantasy rispetto a quanto fatto finora, ma non cambierei la nostra direzione musicale.

L’album vede la presenza di due ospiti di rilievo, Herbie Langhans e Alexandra Lioness. Come sono nate queste collaborazioni e che cosa hanno aggiunto alla personalità di Power To Survive?
Quando Nico ha visto che Herbie aveva lasciato i Firewind, ha suggerito di chiedergli una partecipazione come ospite. Per fortuna ha risposto subito e ha accettato immediatamente. Sono un grande fan della sua voce da quando l’ho ascoltato nei Sinbreed. A dire il vero, il brano in cui canta lui, “Emaly’s Hymn”, era già fantastico con la voce di Nico, quindi non credo avessimo realmente bisogno di un ospite; ma volevamo Herbie perché siamo suoi grandi fan. Da fan, non potremmo essere più felici!
Conosco Alexandra dal 2015 o dal 2016, da quando la sua band Jenner pubblicò il primo demo. Sono felice di vederla ora nei Frozen Crown, perché finalmente il mondo può riconoscere il suo incredibile talento. Volevo una voce femminile per “Over And Beyond”, perché, in sostanza, è un brano che parla dell’affrontare insieme la vita nel matrimonio. Mentre pensavo a dei nomi, Nico ha detto l’ovvio: invitiamo Alexandra, sarebbe perfetta. Aveva ragione: Alexandra ha fatto un lavoro straordinario e spero che il pubblico possa apprezzare il loro duetto quanto noi.
Il personaggio di Emaly rimane una componente centrale della vostra identità visiva e narrativa. Quanto è importante per voi questa figura e come si collega al concept del nuovo album?
Credo che il modo migliore per spiegarlo sia dire che Emaly è legata all’esistenza stessa dei Burning Sun: per questo non può esistere un album dei Burning Sun senza Emaly. Le due cose procedono mano nella mano, ma Emaly è davvero il cuore e l’anima di questo progetto, sia quando è protagonista della storia sia quando appare in copertina.
Mi sono dato una regola: tutti gli album in studio dei Burning Sun devono contenere una canzone con il suo nome. Ho commesso l’errore di non farlo nel secondo disco, ma stiamo cercando di rimediare.
Alcuni ci hanno chiesto se sia l’Eddie dei Burning Sun, ma la risposta è assolutamente no. Sebbene sia un personaggio di finzione, fa parte della formazione dei Burning Sun tanto quanto i ragazzi che scrivono e registrano la musica. Semplicemente, esiste in una dimensione diversa! [ride]
Se dovessi riassumere Power To Survive in una sola parola, quale sarebbe? E, soprattutto, che cosa sperate rimanga nell’ascoltatore una volta terminato l’album?
Una parola? “Divertimento”. Onestamente, è tutto qui. Non è innovativo, non è pensato per cambiare il mondo: è divertente ed è lì per renderti felice, per farti canticchiare i ritornelli e, speriamo, per spingerti a tornare ad ascoltarlo diverse volte. È questa l’impressione che speriamo di lasciare una volta terminato l’album. Basta premere di nuovo play! [ride]
Per chiudere: pensi che il power metal possa ancora avere un futuro davvero luminoso tra gli appassionati, oppure la sua forza risiede proprio nel restare fedele alla propria anima, senza seguire mode o compromessi?
Per me vale la seconda ipotesi, perché non amo il power metal moderno: per me gran parte di esso è valido quanto una poltiglia generata dall’intelligenza artificiale. Purtroppo non vedo all’orizzonte una rinascita del power metal classico, quello che rappresentiamo noi, ma spero di raggiungere le orecchie di chi sarà disposto ad ascoltare.
Grazie ancora per il tuo tempo, la tua passione e la musica che continuate a creare con tanta convinzione. Ti auguro il meglio per questa uscita e per tutto ciò che verrà!
Grazie di cuore per avermi dato l’opportunità di condividere alcuni dei miei pensieri su Power To Survive. Apprezzo il tempo di tutti e spero quindi che chiunque sia arrivato fin qui si sia divertito e voglia dare al nostro nuovo album una possibilità concreta. Un caro saluto a tutti voi dall’Ungheria!
Discografia Burning Sun
- Wake of Ashes (2023)
- Retribution (2025)
- Power to Survive (2026)
- The Shadows of Darkfang Keep (EP, 2025)