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Godflesh: Justin Broadrick parla dell'ultimo album e della sua nuova band White Light District

In una recente intervista pubblicata su The Guardian, Justin K. Broadrick (Godflesh e Jesu) ripercorre le tappe della sua carriera, dalle origini nella

di Valeria Campagnale 4 Settembre 2026 - 12:00
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In una recente intervista pubblicata su The Guardian, Justin K. Broadrick (Godflesh e Jesu) ripercorre le tappe della sua carriera, dalle origini nella scena grindcore fino alle difficoltà degli anni '90, quando l'esplosione del nü-metal ostacolò il successo commerciale dei Godflesh, senza tralasciare aneddoti curiosi come il suo rifiuto a un provino per i Faith No More.

Il punto centrale della conversazione riguarda però il futuro dei Godflesh e la loro imminente fine. Lo scorso marzo, Broadrick ha annunciato che l'operazione all'ernia a cui si è sottoposto ha segnato in modo irreversibile il percorso del gruppo: il suo fisico non è più in grado di sostenere lo sforzo vocale e lo screaming tipici della band.

Mentre il penultimo album, "Decay", è in uscita a breve, la band sta già programmando l'ultimo capitolo della propria discografia. Il disco d'addio dello storico gruppo industrial metal britannico si intitolerà provvisoriamente "The End", con sessioni di registrazione previste tra novembre e dicembre.

L'album finale presenterà uno stile diverso rispetto al passato, l'impossibilità fisica di praticare il growl costringerà Broadrick ad adottare impostazioni vocali differenti, virando su tonalità più alte e parti lette o recitate.

Nonostante il ritiro dei Godflesh, il musicista non intende fermarsi. Oltre a proseguire il suo lavoro con Jesu, JK Flesh e la gestione di vari remix, Broadrick ha in serbo il nuovo progetto solista industrial White Light District. Questo nuovo percorso fonderà percussioni campionate ed elettronica, avvalendosi di turnisti alla batteria per i concerti dal vivo. A questo proposito, Broadrick ha dichiarato:

"Non oserei definirlo un sostituto dei Godflesh. Essendo musica pesante e brutale la gente potrebbe pensarlo, ma sarà meno legata al rock. Non è vincolata a quella strumentazione. Suonerà come Glenn Branca con chitarre metal, pur non essendo metal: 15 strati di chitarra che creano un ultra-agglomerato di allucinante dissonanza, qualcosa che una band classica non potrebbe mai replicare".

 Justin ha inoltre rivelato di avere in cantiere un'ulteriore collaborazione con Phoebe Bridgers, con la quale ha lavorato di recente. La cantautrice non ha scoperto il suo lavoro attraverso la furia dei Godflesh, bensì tramite le sonorità più pacate e melodiche di Jesu. Dopo aver già collaborato a due brani dell'artista, Broadrick parteciperà come ospite a una nuova traccia che la cantante sta realizzando per la colonna sonora di un film. Riguardo a questo sodalizio artistico, il musicista ha commentato:

"Il fatto che fosse così affabile e che siamo diventati subito amici è stato fantastico per me, ma sono rimasto spiazzato dalla sua popolarità. Mandavo letteralmente musica al fonico personale di Taylor Swift! Mi sono ritrovato catapultato in questo mondo enorme e mainstream pensando: "Ma come cazzo ci sono finito qui?!"»

Ha poi aggiunto:

"Voleva che suonassi la chitarra e il basso in un pezzo per un film. Qualche mese fa mi ha detto: "Continuerò a cercarti e a chiederti di collaborare".

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