Dopo 5 anni di silenzio e un lavoro meticoloso, i Dungeon Serpent tornano con il loro secondo album "Lamentations of the Shadowkingdoms", in uscita il 30 ottobre.
Dopo aver già creato uno stile death metal di spicco con "World of Sorrows", incentrato sulla fusione di elementi morbosi e romantici dell'extreme metal precedente all'involuzione del metal di inizio secolo, i Dungeon Serpent guardano ora audacemente a un futuro di loro creazione e spingono i loro arti verso nuovi orizzonti, infondendo nuova vita al mondo in rovina presentato nel primo album. Questo nuovo album è quindi un'opera di grande ambizione e passione indomita, che non si accontenta di perfezionare e ripetere ciò che è già stato fatto in un'epoca passata.
Con questa espansione, "Lamentations of the Shadowkingdoms" si presenta come un'opera unitaria e coerente. Ognuno dei 6 brani è tonalmente distinto, ma tematicamente legato e confluisce in un insieme monolitico. La visione è realizzata con maggiore chiarezza, abilità accresciuta, concentrazione e l'aggiunta di nuovi membri alla band, come il batterista Bhraonáin (Fake Dust). La musica è ora suonata con una velocità e una ferocia ben superiori a quelle raggiunte nel primo album, e la tecnica della strumentazione principale è più eclettica, attingendo più liberamente al black metal, al brutal death metal e persino al jazz e al grind, oltre a un mixaggio più nitido grazie ai Subterranean Watchtower Studios che permette di percepire elementi come le agili linee di basso con molta più chiarezza. La musica scorre fluidamente tra questa ferocia e un senso quasi cosmico di grandiosità orchestrale, grazie all'ampliamento della strumentazione presente nei brani, principalmente tastiere mistiche nella tradizione ellenica e violini forniti dalla strumentista e compositrice contemporanea Anju Singh (The Nausea), oltre a molte altre audaci sfumature atmosferiche e timbriche.