Comunicato stampa
I visionari svedesi del Post-Metal Cult Of Luna pubblicheranno il loro decimo album in studio, "In The Shadow Of Your Shadow", il 6 novembre tramite RED CRK. In vista dell'uscita, la band ha condiviso l'imponente title track dell'album e il relativo video, e ha anche confermato le prossime apparizioni dal vivo ai festival ArcTanGent e Damnation.
Da 25 anni, i Cult Of Luna rimangono una delle forze più intransigenti e innovative della musica Heavy. Provenienti da Umeå, in Svezia, la band ha continuamente ampliato le possibilità del Post-Metal attraverso un catalogo in continua evoluzione. Rifiutando la stagnazione in ogni occasione, tornano ora con "In The Shadow Of Your Shadow", un monolite di 71 minuti che si colloca tra le opere più oscure e devastanti dal punto di vista emotivo della loro carriera, con la partecipazione di ospiti speciali come Joe Duplantier dei GOJIRA e David Eugene Edwards.
Il primo singolo e brano omonimo dell'album è stato pubblicato online poco prima dell'annuncio ufficiale. Scritto attorno all'idea di un trauma sepolto che riemerge dopo anni di silenzio, esplora il ritorno di una forza distruttiva che si credeva sconfitta.
"'In The Shadow Of Your Shadow' è scritto attraverso gli occhi del traditore interiore. Una battaglia combattuta e creduta vinta", spiega Johannes Persson, frontman e chitarrista dei Cult Of Luna. "La convinzione che questa parte velenosa di sé fosse stata sepolta così in profondità da non poter più tornare. Ma era sempre stata lì, nascosta nelle crepe della personalità. Silenziosa. Paziente. In attesa del momento giusto per riemergere."
Non ci sono limiti alla visione creativa dei Cult Of Luna. Ispirati da artisti Hardcore, Sludge Metal, Folk, art-Rock e non solo, i luminari svedesi sono considerati una delle band più pesanti e irrequiete della musica alternativa. Il loro nuovo, decimo album in studio, "In The Shadow Of Your Shadow", è un altro audace salto nel buio: forse l'album più oscuro a portare il loro nome, eppure ricco di idee che dimostrano come, a 25 anni dal loro debutto, siano ancora ineguagliabili.
Provenienti da Umeå, città natale di altri leggendari innovatori come Meshuggah e Refused, i Cult of Luna si sono costruiti una schiera di fan entusiasti con l'album omonimo (2001) e "The Beyond" (2003), prima che "Salvation" (2004) li catapultasse alla fama mondiale. Il grezzo, polveroso ma imponente "Somewhere Along The Highway" (2006) si è aggiudicato il prestigioso premio svedese "P3 Guld" dell'emittente radiofonica P3 come "Miglior album rock/metal dell'anno", ispirando i membri ad abbracciare appieno il loro lato metal per il travolgente "Eternal Kingdom" del 2008.
Ogni progetto successivo ha aggiunto nuove sfumature al loro sound. "Vertikal" (2013) traeva ispirazione da paesaggi urbani industriali, mentre "Mariner" (2016), realizzato in collaborazione con Julie Christmas, è stato un viaggio spaziale metal che ha ottenuto una nomination ai Grammis svedesi. "A Dawn To Fear" (2019) è stato il loro album più lungo fino ad oggi, e "The Long Road North" (2022) ha visto la partecipazione della musicista/attrice Mariam Wallentin e del compositore di "Hereditary" Colin Stetson.
La band ha anche collaborato con musicisti molto apprezzati come Justin Broadrick dei GODFLESH (che ha remixato "Vicarious Redemption" per l'EP "Vertikal II" del 2013) e Mark Lanegan degli SCREAMING TREES (voce ospite in "Inside Of A Dream" dall'EP "The Raging River" del 2021), oltre ad aver curato il loro festival innovativo Beyond The Redshift.
"L'unica cosa che mi spaventa è la stagnazione", afferma il cantante, chitarrista e co-fondatore Johannes Persson. "L'ho detto in ogni intervista che ho rilasciato negli ultimi 25 anni: non mi interessa se la gente pensa che ci stiamo ripetendo. Finché non avremo questa sensazione, continueremo a fare questo".
Un'aggiunta più che degna al loro dinamico repertorio, "In The Shadow Of Your Shadow" è un monolite di 71 minuti: un netto rifiuto delle mode, delle convenzioni e del compiacimento del pubblico. A livello di testi, incanala recenti esperienze di perdita in una serie di canzoni cupe. La title track e singolo di lancio parla di sentimenti che si credevano sepolti da tempo, che riaffiorano dopo un evento doloroso. Adotta la prospettiva di questa angoscia e la caratterizza come un parassita: "Il suo corpo è debole, le crepe si adatteranno a me. Una forma sfigurata, la completerò".
"Tutti abbiamo la nostra storia, tutti abbiamo il nostro bagaglio", spiega Persson. "Tutto ciò che hai vissuto ti ha portato dove sei ora. È un cliché noioso, ma è vero. C'erano certe cose che pensavo di essermi lasciato alle spalle, e certi eventi degli ultimi due anni le hanno riportate a galla. Quando si mettono da parte le cose per decenni, è interessante vedere come ritornano. Questo parassita è tornato."
L'album vanta la partecipazione di ospiti speciali come Joe Duplantier, frontman dei Gojira, titani dell'extreme Metal vincitori di Grammy, e David Eugene Edwards dei 16 Horsepower e Wovenhand.
"Quello che mi piace di Joe è la sua voce molto particolare", afferma Persson. "Credo sia uno dei motivi per cui i Gojira si distinguono come i giganti del metal che sono. Ha un carattere unico e si farebbe notare anche se lo si mettesse accanto a cento o mille altri cantanti."
"David è stato una grande fonte di ispirazione per anni", continua Persson. "Sono un grande fan dei 16 Horsepower, dei suoi progetti solisti e dei Wovenhand da decenni. La sua voce si adatta perfettamente al brano e trasmette il tema con convinzione."
Prodotto in collaborazione con Daniel Berglund e mixato da Magnus Lindberg, "In The Shadow Of Your Shadow" è un altro lavoro evolutivo di una band che si rifiuta di rimanere immobile. È devastante e variegato, e consolida il loro ruolo di pionieri.
"In The Shadow Of Your Shadow"
01. In The Shadow Of Your Shadow
02. Sadness Will Reign (feat. Joe Duplantier)
03. Landby
04. Breach
05. The Rift
06. A Way Back
07. One More Day (feat. David Eugene Edwards)
08. From Grey To Black
09. Burial