In una nuova intervista su Spin, Tony Iommi ha raccontato come sia stato lavorare con Rick Rubin in occasione dell'ultimo album "13". A precisa domanda se abbia imparato qualcosa in particolare dall'eccentrico produttore, Iommi ha detto:
Sì, ho imparato come stare sdraiato su un divano con un microfono in mano e dire: "Il prossimo"... Il suo modo di lavorare è semplicemente diverso. Voleva ritrovare il sound originale dei Sabbath. Mi chiese: "Hai ancora gli amplificatori originali?". Gli feci notare che erano passati 50 anni e gli chiesi: "Tu hai degli amplificatori di 50 anni fa?". Non li avevo, probabilmente erano saltati in aria. Se n'erano andati tanto tempo fa. Adesso ho i miei amplificatori. Ma lui ribatté che dovevamo trovare della vecchia strumentazione. Andai allo studio e c'erano almeno 20 differenti dannati amplificatori. Mi fece notare quanto fossero vintage. Ma io dissi che non era detto suonassero ancora bene, semplicemente erano vecchi. Mi convinse comunque a provarli tutti, ma nessuno mi convinse davvero. Ci sono stati diversi tira e molla, prima che ci abituassimo l'un l'altro. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta e l'album è molto essenziale. Ad essere onesti, avevo inciso molti brani nel mio studio e pensavo che il suono fosse migliore. Ma c'erano più variabili in gioco. Io avevo usato un maggior numero di strumenti. Lui invece voleva che suonasse molto scarno e semplice, il che, a conti fatti, era un bene.
https://youtu.be/YRIvDcOccAc?list=OLAK5uy_noyQZyOnj9o1uU-MHlXnOcE40y_HLtHYE