Scott Ian, iconico chitarrista degli Anthrax, si è raccontato durante un'intervista per Metal Injection, al centro della conversazione c'è l'atteso nuova album "Cursum Perficio", che come spiega Ian, è un progetto plasmato in modo significativo dagli anni della pandemia e dai ritmi forzati che l'emergenza sanitaria ha imposto al mondo della musica.
Durante la chiacchierata, Scott ha affrontato diversi temi chiave della storia recente e passata della formazione thrash metal di New York, quando si tratta di guardarsi indietro e riflettere sui 45 anni di carriera della band e sul peso che questo comporta, Scott Ian ha dichiarato:
"Non è che 45 anni di Anthrax mi diano fastidio, è proprio il peso della cosa. Tante persone hanno sessant'anni e oltre, ma non sono molte le band che compiono 45 anni. Quando inizio a pensarci, è un peso quasi eccessivo da elaborare per il mio cervello. Il fatto che io faccia questo, che io suoni la chitarra sotto il nome degli Anthrax da 45 anni".
Ian ha espresso una posizione di netto rifiuto nei confronti dell'intelligenza artificiale, confermando che essa non troverà alcuno spazio nella sua produzione artistica o nei futuri lavori del gruppo:
"La useremo mai per scrivere una canzone? No. La userò mai per scrivere i testi? No. La useremo mai per le copertine degli album? No. Il fatto è che l'IA ha creato una situazione in cui la gente non si fida più, c'è una totale mancanza di fiducia per cui la gente pensa subito al peggio".
In conclusione, a prescindere dal grado di notorietà che gli Anthrax o Scott personalmente potranno raggiungere, la sua priorità identitaria rimarrà sempre quella di considerarsi un semplice cittadino di New York:
"Sarò sempre lo stesso reazionario di sempre quando la gente guida come un'idiota, sarò sempre quel tipico newyorchese, sarò sempre uno snob della pizza, sarò sempre incarnazione di tutti gli stereotipi sui newyorchesi. Li rispecchio tutti quanti".