In una recente intervista con il pastore ed evangelista Greg Laurie, Alice Cooper ha raccontato di quando decise di smettere di bere e di drogarsi nel corso degli anni Ottanta, per aprirsi alla fede, in parte su incoraggiamento della moglie Sheryl.
Sheryl se ne era andata a Chigaco dicendo che non poteva assistere a tutto ciò. Ma la cocaina parlava più forte di lei. Finalmente un giorno mi guardai allo specchio e quello che vidi era il mio trucco, ma c'era del sangue che scendeva dai miei occhi. Credo che sia stata un'allucinazione; non lo so. Gettai il sasso giù per lo scarico. Mi svegliai e la chiamai dicendole che avevo smesso. Lei mi chiese di darle una prova. Uno degli accordi era di cominciare a frequentare la chiesa. Sapevo chi fosse Gesù Cristo, lo stavo solo negando. Sapevo che sarebbe arrivato il momento in cui avrei dovuto accettarlo e seguire quello stile di vita altrimenti sarei morto in quella condizione e sarebbe stato un bel problema. Quella è stata la motivazione principale, anche perché ero stanco di quella vita. So quanto sia una cosa giusta realizzare chi tu sia e chi lui sia, quando il Signore improvvisamente ti apre gli occhi.
Andai dal mio pastore e gli confessai che stavo pensando di non farmi più chiamare Alice Cooper. Lui mi disse di guardare dove fossi arrivato e cosa ci fosse di male ad essere Alice Cooper e un seguace di Cristo. "Sei una rockstar, ma non conduci più quel genere di vita. Il tuo stile di vita ne è testimone. Le persone parlano di Alice Cooper come di un ribelle, ma non c'è mai stato alcun ribelle più di Gesù Cristo. Se vuoi parlare di un ribelle, ebbene, lui è stato il ribelle per eccellenza".