Nel corso di una recente intervista curata da Mark Strigl per il programma Ozzy's Boneyard su SiriusXM, in diretta da New York, Adrian Vandenberg ha ripercorso le tappe fondamentali della sua epopea musicale. Il racconto ha spaziato dagli esordi con i Vandenberg, segnati dal tour di supporto a Ozzy Osbourne e dalla successiva proposta di entrare nella sua band, fino alla consacrazione con i Whitesnake. Durante la chiacchierata sono stati affrontati anche capitoli importanti come l'ultimo disco "Sin", la lavorazione di "Slip Of The Tongue" e "Restless Heart" al fianco di David Coverdale, e i dettagli del prossimo tour My Whitesnake Years.
Per l'occasione, Vandenberg ha annunciato l'imminente inserimento in calendario di nuove date per il 2027 lungo la West Coast nordamericana, confermando che la scaletta darà ampio spazio ai grandi classici del suo repertorio, inclusa "Burning Heart". Il contenuto integrale dell'intervista è fruibile tramite l'applicazione ufficiale di SiriusXM.
Durante l'intervista, Strigl ha chiesto a Vandenberg come sia entrato nei Whitesnake e come sia nato l'assolo di chitarra in "Here I Go Again", traccia inclusa nell'omonimo album multimilardario del 1987. Vandenberg ha ricordato:
"David mi chiedeva di entrare nella band fin dall'uscita del primo album dei Vandenberg nel 1982, credo. Mi invitò a un concerto della vecchia formazione dei Whitesnake; come molti sanno, all'epoca erano una band blues rock, ma con un cantante straordinario. Dopo lo show, nel backstage, mi chiese: 'Sei felice nel tuo gruppo? Che ne diresti di unirti a noi?'.
Risposi: 'Amico mio...'. Era uno dei mio cantanti preferiti fin dai tempi dei Purple, ma avevo appena firmato con la Atlantic ed era appena uscito il nostro primo disco. Gli dissi: 'Spero che in futuro il tempismo sia migliore'. Così siamo rimasti in contatto. Negli anni successivi tornava alla carica, direttamente o tramite i manager: 'Testardo di un olandese, hai cambiato idea?'. La seconda volta, mentre stavamo registrando il secondo album dei Vandenberg agli studi di Jimmy Page, mi invitò al festival di Donington. Nel backstage mi ripeté la stessa frase. Ma eravamo quasi alla fine del disco ed ero ancora sotto contratto. Non potevo.
Il momento giusto arrivò nel 1986, quando lui era in studio a produrre l'album con Keith Olsen. John Kalodner, noto per il suo lavoro con Bon Jovi, Aerosmith e molti altri, mi invitò negli Stati Uniti dicendomi: 'Ho una nuova proposta contrattuale per i Vandenberg, vieni qui'. Volai in America e venni accolto all'aeroporto da una limousine; pensai: 'Questo sì che è vivere!'. Il giorno dopo, nel suo ufficio, mi disse: 'Non sono stato del tutto onesto, perché ho due offerte per te. La prima è formare una nuova lineup dei Vandenberg con i migliori musicisti di Los Angeles, la seconda è entrare nei Whitesnake'. Pensai: 'Questa storia mi suona familiare'. Dissi che dovevo rifletterci, perché significava dover licenziare i ragazzi della mia band. Allora lui aggiunse: 'Ok, visto che sei qui, mi piacerebbe che creassi un nuovo arrangiamento di chitarra per Here I Go Again e ci suonassi sopra un assolo'. Accettai con entusiasmo, perché avevo sempre amato la versione originale del brano.
Andammo in studio. Mentre lavoravo sul retro con un registratore a cassette a quattro tracce per buttare giù qualche idea di arrangiamento, sentii un forte baccano provenire dalla sala di regia. Misi la testa fuori dall'angolo; non riuscivo a vedere chi fosse, ma più tardi scoprii che si trattava di John Sykes, volato a Los Angeles perché non accettava il licenziamento dai Whitesnake. Non c'è da stupirsi che ci fosse una discussione così accesa in corso. Io pensai solo che non fossero affari miei, sembrava una gara a chi urlava più forte. Il giorno dopo registrai l'assolo e cambiai alcune parti di chitarra. Il resto è storia."
Adrian Vandenberg porterà sui palchi americani il My Whitesnake Years Tour che vanta una formazione d'eccezione, includendo Vinnie Moore e Marco Mendoza, un sodalizio nato per celebrare decenni di musica tra Whitesnake, Thin Lizzy, UFO, Ted Nugent e altri.